Sentirci parte di una grande comunità che condivide le nostre speranze e le nostre ferite: così la giovane studiosa descrive l’effetto che i testi letterari hanno su ognuno di noi. La sua scommessa, da qualche mese, è avvicinarsi con lo stesso spirito alla piattaforma multimediale più nota al grande pubblico

Il verso di un poeta, il racconto di uno scrittore, l’immortalità di un antico mito. Numerosi sono i volti con i quali la letteratura può offrirsi ai nostri bisogni più intimi. Tanto più in un momento storico delicato come quello presente, nel quale ognuno di noi, istintivamente, non fa che cercare un appiglio, un significato. Una salvezza, insomma: ma davvero il potere delle lettere può condurci al suo raggiungimento? «La letteratura compie uno sforzo umano, non divino, e non assicura risposte mistiche. In quanto tale, non ha il potere di eliminare integralmente le sofferenze del mondo: ma può insegnarci ad accettarle e a conviverci, a sentirci parte di una comunità di essere umani che le hanno affrontate prima di noi». Di questo è convinta Paola Tricomi, giovane dottoranda in filologia romanza alla Scuola Superiore Normale di Pisa, che da anni si destreggia piacevolmente tra le carte dei grandi autori italiani e non. Per lei, fin da piccola affetta da una grave forma di disabilità che ne ha compromesso l’autosufficienza, il concetto di salvezza possiede una profondità ancor più accentuata: «Il mio amore per la letteratura – ricorda – è nato quando avevo 5 anni ed ero costretta a rimanere a letto per svolgere le terapie necessarie alla mia condizione. Fu allora che mia madre mi diede il primo libro. Capii che si trattava di un dono: grazie alla letteratura infiniti mondi da esplorare mi attraevano a loro, a prescindere dalla situazione in cui mi trovavo». Ancora adesso quella lezione illumina il suo cammino e oggi il mondo da scoprire ha un nome ben preciso: Youtube.

«Il mio scopo è fornire degli strumenti utili per risolvere i problemi della vita quotidiana, grandi o piccoli che siano»

IL SEGRETO A PORTATA DI TUTTI. Con l’intento di produrre contenuti che passano con disinvoltura dalla letteratura propriamente detta alla filosofia, passando per la psicologia, da qualche mese, infatti, ha visto la luce Paola Tricomos, il canale attraverso il quale Paola può condividere le sue riflessioni con un ampio pubblico: «Nel mio DNA – confessa – c’è il piacere di poter raccontare ed intrattenere. Ogniqualvolta mi capitava di sostenere un dibattito con persone che non appartengono al mio settore di studi, queste mi rivelavano come le mie spiegazioni suscitassero in loro una grande curiosità e come i concetti più alti e complessi assumessero un aspetto piuttosto semplice attraverso le mie parole». Ed è così che, assecondando i suggerimenti di questi stessi interlocutori, Paola ha accettato di mettersi in gioco. A modo suo: «Non mi bastava – afferma – esporre delle classiche lezioni. Volevo trovare un motivo valido per fare in modo di poter essere seguita. Perciò ho intitolato la serie a cadenza settimanale che sto portando avanti “Come la letteratura può salvarci”. Il mio scopo è fornire degli strumenti utili, che contribuiscano a risolvere i problemi della vita quotidiana, grandi o piccoli che siano». Un format peculiare, dunque, in cui «pratico e teorico si uniscono» per rendere evidente il segreto della realtà: «Senza la mediazione della letteratura – puntualizza Paola – non ci renderemmo conto che le soluzioni che cerchiamo per le nostre questioni personali sono già state trovate. Certo, talvolta è necessario che io intervenga con un’opera di interpretazione: ma spesso si giunge ad ottenere risposte universalmente condivise, che accrescono la consapevolezza di noi stessi».

«Fino ad ora il mio studio non aveva occasione di riscontro. Adesso ho acquisito più fiducia nei miei punti di forza»

TRASMETTERE E RICEVERE. L’esperienza sulla piattaforma di Youtube, però, non ha arricchito soltanto coloro che si sono affezionati alle interessanti dissertazioni della giovane studiosa: «Fino ad ora avevo sempre studiato, ma mai insegnato. E quando lo studio non ha possibilità di essere trasmesso – aggiunge – rimane sospeso, privo dell’effettivo riscontro che si può avere di fronte ad una classe o ad un altro genere di pubblico. Adesso ho più fiducia nella mia esposizione, nonché più contezza dei miei punti di forza e di debolezza». L’approdo sul digitale poi, dimensione ormai imprescindibile per gli studi sociologici contemporanei, ha fornito alla dottoranda una visione più completa sull’umore e sull’andamento del nostro vivere civile: «La padronanza che ho acquisito sul mondo dei social – rivela – mi ha mostrato quanto siano cruciali. Si possono intuire molti aspetti interessanti, dai gusti delle persone alle sfumature che la nostra società potrebbe assumere in un prossimo futuro».

«Tra gli scopi del mio canale si è aggiunto quello di fare compagnia alle persone che sono impossibilitate ad uscire»

IL SENSO DELLA PAROLA. Il coraggioso progetto di Paola ha già attirato l’attenzione di un’altra realtà che punta fortemente su uno storytelling letterario lontano dagli schemi tradizionali: «Da poco è cominiciata una collaborazione con il canale “L’ora del libro”, un portale molto seguito e apprezzato per la sua capacità di trattare la letteratura in chiave giocosa, allegra. La situazione attuale ha complicato i nostri piani, ma speriamo di ripartire presto». Contro ogni pronostico, sembra quindi che anche Youtube sia diventato luogo di aggregazione per coloro che desiderano sperimentare un rapporto quotidiano con il sapere. Buona parte del “merito” potrebbe essere attribuito alla quarantena: «Anche se tutto è cominciato prima dell’esplodere della pandemia – ci spiega la studiosa – questa tragedia ha riportato al centro dell’attenzione il ruolo decisivo che la letteratura può ricoprire. Per questo tra gli scopi del mio canale si è aggiunto quello di fare compagnia alle persone che sono impossibilitate ad uscire, di donare loro qualcosa di prezioso per loro stessi». Del resto, prendendo in prestito ancora le considerazioni di Paola, sarà anche vero che «la letteratura offre una salvezza parziale, ma è il meglio che ci viene offerto».

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