Il cantautore è ideatore di un format itinerante, in parte live e in parte streaming. Lo scopo? Riscoprire le bellezze paesaggistiche dell’isola e l’immenso patrimonio di canzoni d’amore popolari e colte scritte fra il 1800 e il 2000

«Lassati stari, non durmiti chiùi, ccà ‘mmenzu a iddi dintra a ‘sta vanedda ci sugnu puru iù ch’aspettu a vui pri vidiri ‘ssa facci accussi bedda». La strofa di una delle più celebri canzoni d’amore siciliane diventa l’invito al nuovo progetto “Affacciabedda” del cantautore Mario Incudine. «Abbiamo scelto questo nome – spiega – perché è l’incipit di quasi tutte le serenate popolari, un po’ come il c’era una volta per le fiabe». Così – in collaborazione con Asc Production e il Teatro Donnafugata di Ragusa Ibla – l’artista ennese ha pensato di trasformare in platee i balconi dei borghi più belli dell’Isola, per portare la musica e l’arte direttamente a casa della gente, evitando assembramenti e ingressi contingentati, aspetti che in questo momento limitano il mondo dello spettacolo dal vivo. «Non c’è nulla di più nuovo della tradizione – aggiunge – abbiamo aperto i forzieri e trovato quello di cui avevamo bisogno».

«Il progetto promuove l’identità della nostra terra: pensiamo alle romanze di fine Ottocento, alle serenate di Mascagni e Leoncavallo oppure a quella scritta per Liolà da Pirandello»

ALLE RADICI DEL NOSTRO PATRIMONIO. Il percorso itinerante partirà dalla piazza principale del borgo per proseguire nei vicoli, «fermandoci sotto tutti quei balconi dai quali si affaccia il pubblico». Per non perdere nemmeno una strofa, si potrà seguire l’evento anche attraverso un’apposita app. Il progetto infatti coniuga due dimensioni: quella classica live e quella streaming che sfrutta sia l’applicazione sia la piattaforma televisiva. «Ho già parlato con Salvo La Rosa, direttore artistico di TGS, per coinvolgerlo nel progetto ma non escludiamo di aprire anche ad altre emittenti televisive in modo da far conoscere al mondo anche le bellezze paesaggistiche della Sicilia. In questo modo si promuove il turismo oltre che la cultura, basti pensare alle romanze di fine Ottocento, magnifico esempio di musica colta, alle serenate messe in note da Mascagni e Leoncavallo fino ad arrivare a quella scritta per Liolà da Pirandello che raccolgono l’identità della nostra terra».

«Teatro e musica non si possono sostituire con le dirette social, se lo abbiamo fatto in questo periodo è stato per mantenere un contatto con gli spettatori. Ora è tempo di tornare ad incontrarci»

SEMBRA PROPRIO UNA CARTOLINA. “Mattinata” o “notturna”, la canzone d’amore diventa pretesto per uno spettacolo a cielo aperto. «In ogni posto incontrerò attori e musicisti con i quali fare una sorta di staffetta. Noi artisti non vogliamo regali ma solo poter tornare a lavorare in un teatro, in una piazza, in una strada o sotto un balcone, l’importante è avere un rapporto dialogico con il pubblico». Un legame che fino ad oggi è stato filtrato da uno schermo: «Teatro e musica non si possono sostituire con le dirette social, se lo abbiamo fatto in questo periodo è stato per mantenere un contatto con gli spettatori. È tempo però di tornare a incontrarci, pur con le dovute distanze». Finora sono stati individuati 9 fra i più bei borghi della Sicilia: «Uno per ogni capoluogo di provincia e fra quelli previsti ci sono sicuramente: Ragusa Ibla, Petralia Soprana, Cefalù, Troina che è stata una delle zone più colpite dal coronavirus, Ortigia, Taormina e tutti i comuni che ne faranno richiesta. Proprio oggi sono stato contattato da 4 sindaci incuriositi dal format. Non mi aspettavo tanto successo ma sono contento perché significa che c’è voglia di tornare a programmare». L’accesso allo streaming può essere gratuito o a pagamento, sarà a discrezione del Comune se offrire il concerto ai propri abitanti o prevedere un piccolo biglietto.

«In questo momento bisogna farsi venire delle idee e rimboccarsi le maniche. Sarà un’esperienza nuova dopo che la scorsa estate ho suonato in 80 concerti con le piazze piene»

UNITI SI È PIÙ FORTI. Attraverso l’app si può anche prenotare la serenata a domicilio. «Anche chi è abituato a esprimere i propri sentimenti sui social potrà sperimentare una dichiarazione d’amore pubblica». Il repertorio è alquanto vasto e copre un arco temporale che arriva fino ai giorni nostri. «In questo momento bisogna farsi venire delle idee e rimboccarsi le maniche. Questo progetto da un lato lo trovo facile perché ho sempre portato avanti la tradizione, dall’altro sarà un’esperienza nuova soprattutto dopo che la scorsa estate ho suonato in 80 concerti con le piazze piene». Tanti gli ospiti, con cui è in cantiere un progetto di contaminazione: «Ambrogio Sparagna, il maestro della canzone napoletana Peppe Servillo e poi mi piacerebbe coinvolgere Tosca per il filone romano. In questo modo potremmo iniziare un viaggio attorno alla serenata italiana in modo da essere tutti uniti in nome della canzone d’amore».


«La mattina studio Paganini, la sera suono serenate sotto la finestra»

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