Sicilian Playlist #242: i gemelli Cutello e futuro del jazz dai colori siciliani

Questa settimana la selezione si apre con “Chicco’s Blues”. Il brano è una rappresentazione plastica dell’idea di musica jazz dei due artisti iblei, che per l’occasione sono accompagnati da Alex Britti e Stefano Di Battista. Sabato 19 luglio, il duo sarà protagonista a Catania di un concerto della rassegna “Jazz in vigna”. La tracklist include anche Lillo Morreale, con il suo primo singolo “Ni persimu”, Pierdavide Carone con una “Ave Maria” cantata insieme al Coro lirico siciliano, e Limarra con il suo brano “Abbi cura”. E poi, ancora: Cristina Bringheli con “Ancora”, “Mediterranea”, remix del dj Dumar del brano di Giuni Russo, e “Ombre di città”, canzone frutto della collaborazione tra Ele A e Colapesce

Ogni settimana sottoporremo al vostro ascolto una playlist di canzoni di artisti siciliani. Brani vecchi e nuovi scelti dalla redazione, ma che potrete indicarci anche voi e, soprattutto, potranno inviarci cantautori, cantanti e band, di qualsiasi genere musicale. Inseriremo i vostri consigli e le proposte musicali all’interno della nostra playlist che sarà pubblicata anche su Spotify.

Potete inviare le vostre proposte (complete di link Spotify e YouTube) all’indirizzo sicilianplaylist@sicilianpost.it

“Chicco’s Blues” Giovanni e Matteo Cutello feat. Alex Britti, Stefano Di Battista

«I due più grandi jazzisti del futuro sono siciliani e sono gemelli». Così sentenziò cinque anni fa Renzo Arbore battezzando sul palco del suo ultimo concerto a Ragusa i gemelli Giovanni e Matteo Cutello. I due musicisti di Chiaramonte Gulfi – Giovanni sassofonista, Matteo trombettista – da allora hanno fatto passi da gigante e dalla banda di paese sono finiti a calcare i palchi dei più importanti festival jazz al mondo. Questo brano mostra la concezione moderna che i due fratelli ventiseienni hanno della musica jazz. A suonare con loro Alex Britti e Stefano Di Battista.

Giovanni e Matteo Cutello sabato 19 luglio, alle 20:30, saliranno sul palcoscenico di “Jazz in vigna” – la rassegna open air organizzata nella Tenuta San Michele di Santa Venerina, agriturismo etneo delle cantine Murgo, dal Monk Jazz Club di Catania – con il progetto “On Etna”, concerto di all-Sicily-stars. Accanto ai fratelli gemelli iblei ci saranno Salvatore Bonafede al pianoforte, Nello Toscano al contrabbasso e Mimmo Cafiero alla batteria.

“Ni persimu” Lillo Morreale

Primo singolo di Lillo Morreale, polistrumentista e compositore agrigentino che coniuga l’elettronica sperimentale alle timbriche provenienti dalla tradizione musicale popolare. In questo modo traccia un nuovo percorso definibile come “Elettronica Mediterranea”. “Ni persimu”: è un brano destrutturato, dove il suono del sintetizzatore è il filo conduttore sul quale si innestano i testi, sempre cantati in dialetto, e dei ghirigori vocali che sembrano venire da un’epoca lontanissima, quasi primitiva. Nella seconda parte del brano sentiamo anche un lotar, piccolo liuto nord-africano tipicamente usato dai popoli berberi. Il brano anticipa l’album di debutto (uscirà il 26 settembre) intitolato “All of my life i’ve been dreaming about the sea”, un disco in cui, accanto ai sintetizzatori, spiccano le timbriche suggestive di strumenti come il saz (chitarra saracena), la baglama (simile al bouzuki greco) e di nuovo il lotar, tutti provenienti dal bacino dell’area mediterranea europea e africana.

Il progetto solista di Lillo Morreale nasce dalla convergenza tra una certa elettronica ambient/cinematica contemporanea (Jóhann Jóhannsson, Harold Budd, Sigur Rós, A Winged Victory For The Sullen) e la musica tradizionale ma profondamente sperimentale di artisti come Alfio Antico e il Fabrizio De André di “Creuza de Mä”, con suoni legati alla tradizione folk dell’area mediterranea.

“Ave Maria” Pierdavide Carone e Coro lirico siciliano

Pierdavide Carone collabora con il Coro Lirico Siciliano, uno dei più importanti cori lirici e sinfonici d’Italia, diretto da Francesco Costa, vincitore nel 2016 del premio “Oscar della Lirica 2016”. Il Coro, oltre all’attività concertistica, si occupa di organizzare ogni anno diversi premi, riconosciuti ed apprezzati dalla Presidenza della Repubblica, del Senato, della Camera dei Deputati e con il Patrocinio del Presidente del Consiglio.

“Ave Maria” è un brano fresco e diretto, dove il cantautore prende ispirazione dalla preghiera mariana per muovere una critica, con l’ironia che lo contraddistingue, alle contraddizioni dei nostri giorni, tra il recitato dei fedeli e i loro effettivi comportamenti quotidiani. Il testo è diretto e la voce di Pierdavide Carone si fa strada in una produzione coinvolgente, impreziosita dal Coro Lirico Siciliano che interviene nel ritornello e nella seconda strofa, trasformando il pezzo in una preghiera cantata fuori dagli schemi. 

«La mia versione dell’Ave Maria è una sonatina allegrissima in Re minore liberamente ispirata alla celeberrima preghiera mariana, dove indago la discrepanza tra il recitato inerte dei fedeli contemporanei e la dissolutezza spregiudicata delle loro esistenze», spiega Pierdavide Carone.

“Abbi cura” Limarra

Classe ’86, Piero Pizzo, in arte Limarra, in “Cosa Resterà” racconta la ricerca di equilibrio, tempo e senso in un presente in continuo mutamento.  Un disco maturo, vibrante, che affonda le radici nella tradizione musicale siciliana per poi aprirsi verso paesaggi sonori che mescolano funk, world music ed elettronica, mantenendo sempre al centro una scrittura essenziale e profondamente umana. Nove brani che parlano di quotidianità, di tempo che passa, di identità in movimento e del bisogno universale di trovare un proprio posto nel mondo.

Il nome stesso “Limarra” (che in dialetto ragusano significa fango) diventa metafora di un suono fertile, viscerale, mai addomesticato. Una musica che nasce dalla terra ma guarda lontano. Un linguaggio in continua evoluzione, capace di raccontare non solo l’artista, ma anche l’uomo e il tempo che abita.

“Ancora” Cristina Bringheli

Nuovo singolo della ventenne messinese Cristina Bringheli. “Ancora” è un brano che racconta una relazione tossica che crea dipendenza. La protagonista sembra essere consapevole della sua dipendenza e del fatto che l’altra persona non è buona per lei, ma non riesce a resistere al desiderio di averla ancora. La ripetizione del ritornello “Dimmi che domani ritorni… Anche se è tossico, perché ne voglio ancora?” sottolinea la sua dipendenza e la sua incapacità di resistere all’attrazione.

Il testo è ricco di immagini e metafore che descrivono la dinamica della relazione, come ad esempio “Ballare un lento fuori contesto”, che descrivono una sensazione di disconnessione. Viene toccato anche il tema della manipolazione e del controllo. «Con questa canzone voglio raccontare la complessità delle relazioni umane e la sfida di resistere alle attrazioni tossiche che possono minare la nostra stabilità emotiva», spiega la cantante.

“Mediterranea” Giuni Russo e Dumar

In una estate senza tormentoni, quando perfino il leggendario Cornetto Algida si affida alle note di “Felicità” di Al Bano e Romina Power, potrebbe accadere che, alla fine, la summer hit provenga dal passato. O, almeno, così credono Vanity Fair Italia e Warner Music Italy nel dare vita a un’operazione musicale senza precedenti. A quarant’anni dalla prima uscita, “Mediterranea”, uno dei brani più emozionanti di Giuni Russo, torna in una nuova veste sonora con il remix firmato dal dj e produttore Mattia Del Moro, in arte Dumar.

“Ombre di città” Ele A e Colapesce

Ele A ha scelto di collaborare con Colapesce, tra le voci più apprezzate della scena cantautorale italiana, che firma anche la produzione della traccia insieme a Disse. «È un brano nato in modo del tutto spontaneo e senza alcuna pretesa. È la dimostrazione che, quando si crea un rapporto umano autentico, anche la musica riesce a riflettere quella stessa naturalezza», spiega Ele A. «Pur provenendo da due mondi e universi musicali differenti, siamo riusciti a trovare un punto d’incontro sincero, dove le nostre voci e i nostri testi si intrecciano con equilibrio, dando vita a qualcosa che ci rappresenta entrambi».

Un mix di stili che si incontrano e si completano con naturalezza: da una parte Ele A, con una scrittura diretta e sincera, che nasce dal rap e si apre ad un racconto personale e coinvolgente; dall’altra Colapesce, maestro nel creare atmosfere leggere ma dense di significato, capace di evocare mondi con poche parole e immagini che lasciano il segno.

“Ombre di città” parla di ricordi che si nascondono nelle stanze, nelle fotografie mosse, nei graffiti sbiaditi di una città distante, che non consola. Un brano che racconta le cose per come sono, senza semplificazioni né retorica, con la delicatezza e la leggerezza di chi sa osservare il dolore senza mai giudicarlo. Il mix e il master sono a cura di Andrea Suriani.

Ascolta la playlist su Spotify

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