Sicilian Playlist #296: l’amore di Adriana Spuria tra amarezza e leggerezza
Si intitola “Fiore al veleno” il brano dell’artista siracusana che inaugura la selezione di questa settimana in una doppia rilettura – compresa quella del Groove Remix – e che si muove sulle corde di una relazione segnata da illusioni e insidie. Proseguiamo con “CASINI”, il nuovo singolo della coppia Marracash-Guè che rende omaggio a Coolio e alla sua leggendaria “Gangsta’s Paradise” e con “Panico (Punk77)”, in cui Filippo Graziani ripercorre, con nostalgia e romanticismo, cosa resta dei grandi miti della nostra giovinezza. Chiudiamo con “Vita e passione”, brano del palermitano Salvo Anello che celebra quell’istinto di ribellione che ci consente di sopravvivere anche alle delusioni più cocenti, e con “Carmela”, il brano di Ciauda che, mescolando suggestioni mediterranee e incursioni ska, ci aiuta a salutare l’estate
Ogni settimana sottoporremo al vostro ascolto una playlist di canzoni di artisti siciliani. Brani vecchi e nuovi scelti dalla redazione, ma che potrete indicarci anche voi e, soprattutto, potranno inviarci cantautori, cantanti e band, di qualsiasi genere musicale. Inseriremo i vostri consigli e le proposte musicali all’interno della nostra playlist che sarà pubblicata anche su Spotify.
Potete inviare le vostre proposte (complete di link Spotify e YouTube) all’indirizzo sicilianplaylist@sicilianpost.it
“Fiore al veleno” Adriana Spuria
Adriana Spuria torna sulla scena discografica con una doppia pubblicazione: “Fiore al veleno” e “Fiore al veleno Groove Remix”. Due riletture dello stesso brano che raccontano una relazione sentimentale segnata dalla seduzione, dalle illusioni e dalla consapevolezza, attraverso un’interpretazione personale, ironica e fortemente teatrale.
Al centro della canzone dell’artista siracusana c’è un amore che, partito sotto il segno del fascino e dell’attrazione, finisce per rivelare il proprio lato più oscuro. Quello che sembrava un incontro destinato a trasformarsi in qualcosa di autentico si trasforma progressivamente in una gabbia, fino alla presa di coscienza che dietro quella relazione potrebbe esserci stata soprattutto un’illusione. Una storia amara, ma raccontata con una leggerezza solo apparente e con una vena volutamente grottesca.
È proprio l’ironia a distinguere il modo in cui Adriana Spuria affronta il tema del dolore amoroso. La sofferenza non viene mai vissuta esclusivamente in chiave drammatica: attraverso la sua interpretazione, il sentimento viene deformato, osservato da una prospettiva quasi surreale e trasformato in un gioco dalle tinte tragicomiche. Il “veleno” diventa così metafora di una seduzione ambigua, capace di attrarre e ferire allo stesso tempo.
Le due versioni musicali offrono atmosfere differenti, pur conservando intatta la medesima storia. La versione pop-reggae mette in primo piano il ritmo, la sensualità e una leggerezza volutamente contrastante con il contenuto del testo. Il Groove Remix, invece, si muove verso sonorità swing-jazz lounge, creando un ambiente più elegante, notturno e teatrale, nel quale l’interpretazione di Adriana assume sfumature ancora più sofisticate e ironiche.
Due arrangiamenti, dunque, per raccontare lo stesso sentimento da prospettive diverse: da una parte l’energia ritmica e seducente del pop-reggae, dall’altra il fascino raffinato e cinematografico dello swing-jazz lounge.
E, oltre la disillusione, rimane una certezza: “Ma il mio cuore è forte e guarda ancora al cielo”. Una frase che restituisce al brano una possibilità di rinascita, trasformando una storia di amore e veleno in un gesto di resistenza e di speranza.
“CASINI” Marracash & Guè
A pochi giorni dall’atteso doppio appuntamento live di Milano, la coppia che ha segnato alcune delle pagine più importanti del rap italiano torna con un nuovo singolo. Si intitola “CASINI” il nuovo brano firmato da Marracash e Guè, un’ulteriore tappa di un percorso artistico e umano costruito insieme nel corso di tre decenni.
Il nuovo singolo arriva in un momento particolarmente significativo per i due artisti: 30 anni di amicizia, 20 anni di carriera condivisa e 10 anni dalla pubblicazione di “Santeria”, il joint album che nel 2016 ha rappresentato uno dei progetti più importanti della scena urban italiana.
“CASINI”, prodotto da Marz, nasce anche dall’utilizzo di un sample di “Gangsta’s Paradise” di Coolio, traccia simbolo della cultura urban internazionale. Su questa base, Marracash e Guè tornano a concentrarsi su ciò che da sempre rappresenta il cuore della loro identità artistica: rime, incastri, punchline, flow e una scrittura capace di esaltare al massimo le rispettive personalità.
L’uscita del singolo accompagna inoltre uno degli appuntamenti live più attesi dell’anno. Il 12 e 13 settembre, all’Ippodromo Snai San Siro di Milano, i due rapper saranno protagonisti di due show esclusivi che celebreranno una collaborazione lunga vent’anni. Sul palco troveranno spazio i grandi brani realizzati insieme nel corso della loro carriera, in un viaggio attraverso le diverse fasi di un sodalizio che ha avuto un ruolo centrale nell’evoluzione del rap italiano.
Particolare rilievo avrà anche “Santeria”, album pubblicato da Universal nel 2016, un progetto che ha contribuito a ridefinire linguaggi, sonorità ed estetica della scena rap nazionale. I concerti milanesi saranno così l’occasione per mettere in dialogo passato e presente, ripercorrendo una storia artistica che continua a rinnovarsi senza perdere il legame con le proprie radici.
“CASINI” e i due appuntamenti di San Siro diventano quindi momenti complementari di una stessa celebrazione: quella di un’amicizia, di una collaborazione artistica e di una passione per il rap rimasta intatta attraverso vent’anni di musica vissuta insieme
“Panico (Punk77)” Filippo Graziani
“Panico (Punk77)” è il nuovo singolo di Filippo Graziani e il secondo estratto dal suo nuovo album di inediti, in uscita a ottobre per INRI Records. Con l’uscita del brano viene svelato per la prima volta anche il titolo del disco: “Verso Casa”.
Dopo “Povero Me”, brano che aveva inaugurato il nuovo percorso discografico dell’artista, “Panico (Punk77)” apre un’altra stanza dell’immaginario di Filippo Graziani: un racconto elettrico e sentimentale, attraversato da figure di adolescenza, inquietudine e mitologia personale.
“Panico (Punk77)”, che vede alla produzione artistica lo stesso Filippo Graziani con Marco Battistini, parla di ciò che resta, da adulti, dei miti della giovinezza: le persone che abbiamo idealizzato, temuto, inseguito o guardato da lontano e che, con il tempo, finiscono per diventare memoria o mito. Danny, il ragazzo al centro del brano, incarna libertà e pericolo, fragilità e sfida, il desiderio di uscire dal perimetro prima ancora di sapere dove andare, tutto ciò che spaventa e, allo stesso tempo, attrae.
Il Punk77 del titolo diventa così il nome di un immaginario che sopravvive alla propria epoca, non più rabbia, rottura e provocazione, ma nostalgia, tenerezza, romanticismo. In un presente in cui la ribellione sembra spesso trasformarsi in immagine, posa, contenuto da esporre, “Panico (Punk77)” guarda invece a ciò che resta quando il rumore si spegne: il panico di chi viveva fuori dalle regole, ma anche quello di chi, guardandosi indietro, scopre che persino la fuga, a distanza di anni, può diventare una forma di malinconia. Filippo Graziani si conferma quindi come una penna narrativa, concreta e visiva, capace di partire da un personaggio, da un’immagine o da un frammento di memoria per aprire un racconto più ampio, emotivo e generazionale.
Dal punto di vista musicale, “Panico (Punk77)” ha un passo aperto e trascinante: un brano upbeat, attraversato da un respiro roots e da una tensione rock immediata, costruito su riff di chitarra incisivi e su un tappeto di piano elettrico/organo che ne amplifica il movimento. Il ritornello, diretto e corale, spinge il pezzo in una dimensione istintiva, mentre nel finale le chitarre si allargano e si contorcono, portando il brano verso una coda fisica e febbrile.
Il singolo anticipa “Verso Casa”, il nuovo album di inediti di Filippo Graziani, in uscita a ottobre, di cui viene svelato per la prima volta il titolo. Un titolo che suggerisce appartenenza e movimento, una traiettoria, un modo di attraversare la memoria, il suono e la propria storia artistica che si intreccia con quella familiare.
Il disco prosegue il percorso avviato da Graziani negli ultimi anni, raccogliendo l’eredità musicale della famiglia Graziani senza limitarla alla celebrazione, ma trasformandola in un linguaggio personale, vivo, fisico. Una scrittura che guarda alla canzone d’autore e al rock-folk di matrice americana anni Settanta, riportando al centro il suono reale degli strumenti, la voce, le chitarre, la materia viva della band.
“Vita e passione” Salvo Anello
Il nuovo singolo del cantautore palermitano, che anticipa il nuovo album “Altra categoria” in uscita a novembre, è un racconto sulla distanza fra ciò che siamo stati e ciò che siamo diventati.
«“Vita e passione” è ciò che rimane quando il carnevale sembra essere finito: quella parte istintiva, ribelle e ancora capace di desiderare che sopravvive alla disillusione, alle approvazioni conquistate, alle occasioni perdute e persino alla paura di non riconoscersi più.
Il brano nasce in uno spazio sospeso tra memoria e presente, dove il tempo smette di essere un concetto astratto e diventa materia. Il brano procede per immagini concrete e quasi sensoriali, trasformando l’invecchiamento in una riflessione più ampia sulla distanza che si crea fra ciò che siamo stati e ciò che siamo diventati. Al centro non c’è la resa al tempo, ma la parte istintiva che rimane dentro, ribelle e ancora capace di desiderare. “Vita e passione” diventa così una piccola dichiarazione di resistenza emotiva. Non la nostalgia di tornare giovani, ma il tentativo di conservare, dentro la maturità, la stessa disponibilità alla meraviglia che apparteneva a un tempo in cui tutto sembrava possibile.
La matrice musicale del brano è quella della canzone d’autore italiana, con un rapporto stretto fra parola, melodia e sviluppo armonico, ma nell’arrangiamento affiorano sensibilità folk e sfumature jazz, coerenti con un suono organico e poco incline all’enfasi contemporanea. Il richiamo alla tradizione cantautorale degli anni Settanta emerge soprattutto nell’idea di arrangiamento: non un apparato che sovrasta il testo, ma una trama musicale che ne segue le oscillazioni emotive, lasciando alla voce il compito di raccontare e agli strumenti quello di ampliare progressivamente lo spazio emotivo.
Ne risulta una canzone intima e nostalgica ma comunque vitale, in cui passato e presente continuano a guardarsi come due figure riflesse nello stesso specchio.
“Carmela” Ciauda
Il ritmo delle feste popolari, il calore del Mediterraneo e la voglia di vivere l’estate diventano musica in “Carmela”, il nuovo singolo di Emanuele Di Giorgio, in arte Ciauda. Un brano vivace e trascinante che guarda alla tradizione del Sud per reinterpretarla attraverso sonorità contemporanee, mescolando suggestioni mediterranee, atmosfere da tarantella e incursioni ska. Il risultato è una canzone dal carattere immediato, pensata per coinvolgere e creare condivisione fin dalle prime note. Nato dalla collaborazione tra Roberto Stimoli e Massimo Malerba, autore del testo, il singolo vede Ciauda alla voce principale, affiancato dai cori di Claudia Marini.
“Carmela” restituisce l’immagine di un’estate vissuta all’aperto, tra piazze, mare e feste di paese, evocando quella dimensione collettiva tipica delle celebrazioni popolari del Mezzogiorno, ma filtrandola attraverso un arrangiamento fresco e contemporaneo. A occuparsi della registrazione e del mix è stato Carlo Longo, mentre il brano si avvale del contributo di Roberto Oliveri alle tastiere, Roberto Stimoli al basso e alla chitarra, Emanuele Di Giorgio alla chitarra e Andrea Scopel alla batteria. Più che una semplice canzone estiva, “Carmela” vuole essere un invito a lasciarsi andare al ritmo e a condividere un momento di allegria: “Carmela non arriva in punta di piedi. Arriva ballando.” E già in questa frase è racchiusa tutta la personalità di un brano che fa della sua energia e della sua anima mediterranea il proprio tratto distintivo.
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