Sicilian Playlist #299: il Premio Tenco incorona Carmen Consoli
La selezione di questa settimana si apre con la struggente “La Terra di Hamdis”, brano tratto dall’album della cantantessa “Amuri luci” che verrà insignito, dal 22 al 24 ottobre, del prestigioso riconoscimento come miglior progetto dialettale. Proseguiamo con “Cocktail Blue”, nuovo singolo di Mario Biondi che anticipa l’uscita dell’album “Two Entities”, celebrazione di vent’anni di carriera, e con “Non Sono Fatto”, brano firmato Daniente e Must Rush che mantiene la consueta impronta autoriale sorretta da un beat energico ed incalzante. Chiudiamo con “Ago”, estratto dall’EP “Not Ordinary View” di Salvo Ferrara, in cui sei composizioni dall’impronta fortemente personale mescolano sapientemente sonorità classiche e timbriche contemporanee, e con “My Frame”, synth-pop anni ’80 di Francesco Giglio che riflette sul modo in cui percepiamo noi stessi in relazione al mondo
Ogni settimana sottoporremo al vostro ascolto una playlist di canzoni di artisti siciliani. Brani vecchi e nuovi scelti dalla redazione, ma che potrete indicarci anche voi e, soprattutto, potranno inviarci cantautori, cantanti e band, di qualsiasi genere musicale. Inseriremo i vostri consigli e le proposte musicali all’interno della nostra playlist che sarà pubblicata anche su Spotify.
Potete inviare le vostre proposte (complete di link Spotify e YouTube) all’indirizzo sicilianplaylist@sicilianpost.it
“La Terra di Hamdis” Carmen Consoli feat. Mahmood
Nuovo prestigioso riconoscimento per la cantantessa etnea, che dal 22 al 24 ottobre, nella cornice del Teatro Ariston di Sanremo, sarà insignita del Premio Tenco per il miglior album dialettale “Amuri luci”, primo progetto di una trilogia. Con questo album, Consoli è tornata alle radici siciliane. Non folklore, ma linguaggi: il siciliano accanto a greco antico, arabo e latino, a creare un ponte sonoro tra Mediterraneo e modernità. Un gesto politico e poetico insieme: rimettere al centro una geografia culturale plurale, senza chiudersi nella nostalgia. Nina da Messina, Teocrito, Buttitta, Graziosa Casella, Ibn Hamdis, sono state le guide di un viaggio nel tempo; Jovanotti, Mahmood ed il tenore Leonardo Sgroi i compagni d’avventura. «Non si trattava di archiviare, ma di far parlare le radici con il nostro tempo», dice la cantantessa.
Direttamente dall’album, riproponiamo “La Terra di Hamdis” che trae spunto dai versi di Ibn Hamdis, poeta siculo-arabo dell’XI secolo costretto a lasciare l’isola dopo la conquista normanna e a peregrinare per il Mediterraneo arabo. I suoi versi e le sue vicende si intrecciano con un presente drammatico di guerre, migrazioni forzate e sopraffazioni. La voce calda di Mahmood invoca il vento perché possa sciogliere il pianto e spegnere questo inferno.
“Cocktail Blue” Mario Biondi
A vent’anni dall’uscita di Handful of Soul, l’album che nel 2006 ha consacrato Mario Biondi sulla scena internazionale, il crooner siciliano celebra questo importante anniversario con un nuovo progetto discografico: Two Entities, disponibile dal 16 ottobre per Sony Music Italy.
Dopo Prova d’autore, il suo primo album interamente in italiano, Mario Biondi torna alla lingua inglese e lo fa con un disco che racchiude l’essenza del suo percorso artistico: soul, jazz, eleganza e una forte vocazione internazionale. Un lavoro nato dall’incontro con musicisti e artisti di primo piano della scena mondiale, tra cui Antonio Faraò, Leee John, Till Brönner, Max Gabin, Mia Cooper, Harvey Mason, John Patitucci e Dominique Di Piazza.
Registrato tra Italia, Inghilterra e Stati Uniti, Two Entities nasce soprattutto dall’energia delle session in studio e dalla complicità costruita con una squadra di musicisti di altissimo livello. Il risultato è un album che guarda alla tradizione senza rinunciare a una sensibilità contemporanea, confermando quella cifra sonora sofisticata e avvolgente che da sempre accompagna la voce di Biondi.
Il nuovo album è già disponibile in pre-order e sarà pubblicato in formato digitale, CD e vinile. Ad anticiparlo sarà Cocktail Blue, in rotazione radiofonica da venerdì 2 ottobre. Mario Biondi firma personalmente musica e testo del brano, realizzato insieme al producer Riccardo Piparo, con cui l’artista ha già collaborato in diverse occasioni. A proposito del singolo, Biondi racconta: «Insieme a Riccardo Piparo abbiamo voluto ripercorrere l’epoca che ha caratterizzato la house dance degli anni passati con quella sana e malinconica voglia di raccontare un percorso vissuto e condiviso».
Il 2026 rappresenta dunque un anno particolarmente significativo per Mario Biondi, che celebra due decenni di carriera legati a brani diventati punti di riferimento del suo repertorio, da This Is What You Are a Handful of Soul. Se Prova d’autore ha segnato un nuovo capitolo attraverso l’utilizzo della lingua italiana, Two Entities rappresenta un ritorno alle radici internazionali dell’artista e alla dimensione soul e jazz che lo ha fatto conoscere in tutto il mondo. I festeggiamenti proseguiranno anche dal vivo. A partire dal 1° novembre, Mario Biondi sarà protagonista di un nuovo tour nei teatri italiani, pensato per ripercorrere le tappe più significative dei suoi vent’anni di attività. In scaletta troveranno spazio i brani più celebri della sua carriera, alcune reinterpretazioni e, per la prima volta dal vivo, anche le nuove canzoni tratte da Two Entities.
Il tour toccherà numerosi teatri della penisola e comprenderà anche due appuntamenti speciali a Roma e Milano. Un viaggio attraverso vent’anni di musica, dalle canzoni che hanno costruito l’identità artistica di Biondi fino alle nuove composizioni, per celebrare insieme al pubblico una carriera internazionale sempre in evoluzione.
“Non Sono Fatto” Daniente & Must Rush
Il cantautore catanese – trapiantato a Bologna – Daniente inaugura un nuovo capitolo del suo percorso artistico con Non sono fatto, nuovo singolo pubblicato per Hopeland. Al centro del brano c’è una produzione dal forte impatto ritmico, costruita su un beat energico e incalzante che porta la musica di Daniente verso territori sempre più vicini alle sonorità club.
Non sono fatto mantiene al tempo stesso ben riconoscibile la personalità autorale di Daniente. La scrittura combina ironia, sensibilità pop e osservazione della realtà, intrecciando riferimenti alla quotidianità e alla contemporaneità con uno stile leggero e immediato. Il risultato è un brano che utilizza il linguaggio dell’elettronica senza rinunciare alla dimensione narrativa e personale dell’artista. La produzione di Must Rush accentua la componente fisica del pezzo: bassi profondi, pulsazioni serrate e una costruzione sonora pensata per coinvolgere fin dal primo ascolto trasformano la traccia in un’esperienza dinamica e fortemente ritmica.
A completare il progetto arriva il videoclip ufficiale, anch’esso firmato da Must Rush e sviluppato interamente attraverso l’intelligenza artificiale. Le immagini danno vita a un universo sospeso tra futuro e presente, con scenari spaziali, suggestioni visionarie e riferimenti alla cultura contemporanea. Un racconto visivo volutamente ipnotico che interpreta l’identità sonora del brano attraverso una dimensione digitale e surreale. Con Non sono fatto, Daniente prosegue una ricerca che negli ultimi anni lo ha portato a muoversi liberamente tra linguaggi e atmosfere differenti. Dopo brani come Fluido, Umami, Psichedelica, Signorine nel metrò e il più recente Kamchatka ed Alaska, l’artista continua a evitare definizioni troppo rigide, scegliendo invece di sperimentare nuove combinazioni tra musica e immaginario visivo.
La collaborazione con Must Rush segna in questo senso un ulteriore passaggio nel percorso dell’artista isolano: una direzione più orientata al ritmo, alla dimensione elettronica e alle possibilità creative offerte dagli strumenti digitali.
“Ago” Salvo Ferrara
Si intitola “Not Ordinary View” il nuovo EP del compositore Salvo Ferrara, edito da Iter Research e disponibile su tutte le piattaforme digitali. Anticipato il 18 settembre dal singolo e dal video del brano “Ago”, il progetto comprende sei tracce nate al pianoforte e successivamente sviluppate attraverso archi, sonorità elettroniche ed elettroacustiche. Dopo “Music From Myths”, pubblicato nel 2025 e presentato anche con un concerto ai piedi del Tempio di Hera a Selinunte, Ferrara firma un lavoro profondamente personale, nel quale la propria formazione classica incontra una ricerca timbrica contemporanea. L’album sarà inoltre pubblicato in un’edizione limitata di cento copie in vinile.
Ad aprire la tracklist è “Soulless Code”, metafora esistenziale delle contraddizioni del presente e della ricerca di un’identità emotiva all’interno di sistemi sempre più impersonali. Frammenti ritmici minimalisti, pattern ricorsivi e accumuli progressivi costruiscono un clima introspettivo attraversato da una tensione costante.
Segue “Ago”, composizione intima nata dal ricordo di un caro amico scomparso, con il quale Ferrara ha condiviso un lungo legame artistico e personale: il dialogo tra pianoforte e violoncello accoglie il silenzio come parte del racconto, dando l’impressione di due vecchi amici capaci di comprendersi senza parole. Scelto come singolo di anticipazione dell’EP, il brano è accompagnato da un videoclip al quale ha collaborato Ester Cardella, interprete di una figura inizialmente eterea che, dopo aver incontrato il proprio riflesso allo specchio, abbandona le ali e il panneggio rosso ispirati alla Nike per assumere progressivamente una dimensione umana e concreta. Le immagini richiamano la storia dell’arte, dalla luce caravaggesca al mito di Narciso, traducendo visivamente le atmosfere della composizione. “Silent Call” affronta invece la solitudine urbana e la fragilità dei rapporti reali in un mondo sempre più filtrato, attraverso una melodia ricorsiva arricchita da interventi elettronici che richiamano le sezioni orchestrali. In “Almost Classic” la formazione classica del compositore incontra pienamente la sua sensibilità contemporanea: la viola si muove su disegni ritmici suggeriti, ma mai definitivi, trasformando una malinconia iniziale in un finale luminoso. Nata da un’improvvisazione, “These Strange Days” unisce il timbro scuro e cinematografico del pianoforte a una delicata tensione romantica, evocando immagini e ricordi che sembrano già appartenere alla memoria di chi ascolta. Chiude l’EP “So Inusual”, brano costruito attraverso voci campionate, sintetizzatori ostinati e timbriche elettroacustiche: cicli ritmici e momenti meditativi si alternano in un flusso continuo e avvolgente, lasciando trasparire la traiettoria evolutiva del percorso artistico di Ferrara.
“My Frame” Francesco Giglio
“My Frame”, il nuovo singolo di Francesco Giglio, un brano che cattura l’essenza del synth-pop anni ’80 e la rielabora con una produzione moderna, fresca e dal respiro internazionale.
Caratterizzato da linee di basso incalzanti, sintetizzatori nostalgici e un ritornello killer che entra in testa fin dal primo ascolto, “My Frame” esplora il concetto di immagine e percezione di sé nel mondo contemporaneo. È la colonna sonora perfetta per chi ama le atmosfere retro-pop ma cerca un sound attuale e radiofonico.
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