Ogni settimana sottoporremo al vostro ascolto una playlist di canzoni di artisti siciliani. Brani vecchi e nuovi scelti dalla redazione, ma che potrete indicarci anche voi e, soprattutto, potranno inviarci cantautori, cantanti e band, di qualsiasi genere musicale. Inseriremo i vostri consigli e le proposte musicali all’interno della nostra playlist che sarà pubblicata anche su Spotify.

Potete inviare le vostre proposte (complete di link Spotify e YouTube) all’indirizzo sicilianplaylist@sicilianpost.it

“Chissà” Denise Manno

Il nuovo singolo della ventiquattrenne cantautrice palermitana nasce come sfogo durante i sei mesi di permanenza di Denise presso il Cedial di Palermo, centro per la cura dei disturbi del comportamento alimentare (DCA). Proprio per questo “Chissà” è un tendere la mano in musica a tutte quelle persone che si sentono sole, fallite o escluse dal mondo. Quello dei DCA, infatti, è un problema diffusissimo e spesso sottovalutato che l’artista si propone di mettere in evidenza: «Un mostro che si è insinuato silenziosamente nella mia vita spegnendola giorno dopo giorno», dice Denise, che conta oltre 4 milioni di views tra TikTok e Instagram e quasi 500k su Youtube. «Un racconto in cui descrivo perfettamente il mio stato d’animo ogni volta che quelle vocine tormentavano la mia mente. Con il tempo ho imparato ad accettarle, ascoltarle da un’altra prospettiva ma soprattutto a colorarle, perché ero stanca di vedere tutto grigio».

“Gli Oasis di una volta” Giusy Ferreri

Primo intrigante assaggio del nuovo percorso artistico dell’artista originaria di Palermo che in febbraio sarà in gara al Festival di Sanremo. Il nuovo capitolo musicale è firmato da Piero Romitelli, Gaetano Curreri, Mario Fanizzi, Gerardo Pulli e Giusy Ferreri: è una ballad che evidenzia il lato più profondo e rockeggiante della voce dell’interprete, con un testo malinconico e introspettivo che avvicina il brano alle origini della sua produzione.

“Sarmada 2021” Taverna Umberto I

Nuovo singolo del duo formato da Giuseppe e Gianfilippo Santangelo, fratelli di Piazza Armerina. È una delicata ed emozionante canzone che ha per protagonisti un padre e la sua bambina sotto un cielo di bombe. La guerra affrontata nello stile del Benigni della “Vita è bella”. «Quest’ultimo periodo per noi è stato intenso e soddisfacente, tanto è vero che il brano ha una produzione importante che prende il nome di Guido Guglielminetti bassista e produttore di Francesco De Gregori», scrivono sui social.

“Bene” Sir Prodige

Dopo averlo conosciuto attraverso “Locked”, brano contenuto in “Bloody Vinyl 3”, e il singolo d’esordio “Aries” feat. Ariete, è uscito “Ti volevo dire”, l’EP d’esordio di Sir Prodige producer e artista siciliano classe 2006. Iscritto all’Anagrafe di Monreale con il nome di Salvatore Napoli, il rapper-cantautore è cresciuto a stretto contatto con la musica grazie a una famiglia che gli ha trasmesso questa grande passione, tanto da mettere in piedi a soli 15 anni un EP maturo a livello di scrittura, un progetto così complesso e personale che trasmette energia a chiunque lo ascolti. «Il progetto nasce come naturale espressione di un periodo confuso nella mia vita, in cui ho iniziato a scrivere e produrre da solo» racconta Sir Prodige. «“Bene” è il brano più introspettivo e melodico, in cui ho voluto raccontarmi dal profondo per iniziare definitivamente il mio personalissimo viaggio».

“Due parti precise di me” Sergio Pennavaria

Brano tratto da “Ho più di un amo nello stomaco”, secondo progetto del cantautore siracusano Sergio Pennavaria con base a Savona e un passato da busker. Un album nel quale danzano a braccetto la canzone d’autore ligure, la canzone-teatro alla Gaber, atmosfere circensi ed il jazz. Surrealista, legato al sogno e all’immaginifico (“Se potessi come si fa”, “L’amore nell’armadio”, “Il tappeto volante”, “Il palamito”), in questo disco si scopre un autore maturo, pacato, che volutamente si abbandona ad un canto su registri bassi e parole scandite con lentezza.

“Non è stato il serpente” Giuseppe Di Bella

Cantautore, interprete, poeta, chitarrista ennese, da sempre cerca le proprie radici nella mediterraneità meno abusata, in una sicilianità che si nutre del fado portoghese, dalla grande canzone d’autore e popolare del sud America. Dopo aver debutto con il cd-book “Fuddìa”, lo scorso anno ha pubblicato il concept album sul mito greco di Orfeo, che vede tra gli ospiti e i collaboratori diretti Ilaria Patassini Pilar, Mimmo Cuticchio, Enzo e Lorenzo Mancuso, Giovanni Arena, Michael Occhipinti, Cinzia Maccagnano. Da “Orfeo” è tratta la selezione che vede voce protagonista quella di Pilar.

“Aurora” Armando Cacciato

È dedicato alla figlia il brano del cantautore siciliano. Parla di attese, speranze, aspettative per un futuro che appare incerto: «“Aurora” vuole essere anche una speranza», sottolinea l’autore. «Per una società più consapevole, più rispettosa nei confronti della natura sempre più bistrattata». Per questo il video è stato girato nella diga San Giovanni, a ridosso della cittadina di Naro, dove la natura, apparentemente incontaminata, subisce continuamente notevoli danni ecologici e l’alba sembra allinearsi giorno dopo giorno.

“Alexander” The Stash Raiders

Musica psichedelica e progressive all’insegna del gioco per la band di Catania capitanata da Sacha Tilotta, figlio d’arte della coppia degli Uzeda e già batteria dei Three Second Kiss. Il brano, tratto dal loro secondo album “Saving Pandora”, mette in scena un monologo immaginario di Alessandro Magno davanti al mare, poco prima di lanciarsi nella Campagna d’India.

“On The Moon” Jackinthebox feat. Eramo Nubi

Canzone e video di debutto della band soul-jazz siciliana composta da Federico Termini (piano/tastiere), Ruggero Caruso (batteria), Dario Grizzaffi (basso elettrico), Roberta Sava (voce). È un brano dalle sonorità soul e RnB, con forti influenze provenienti dalla musica americana, cucito però su una maglia intrisa di connotati tipici delle forme compositive jazz ed arricchito dalla collaborazione del rapper e produttore Eramo Nubi. L’animazione del videoclip è stata realizzata dal Collettivo Kalicojack (Alessia Tzimas, Rebecca Fritsche, Giulia Dall’ara, Benedetta Fasson).

“Arturo” Dispnea

Amici e musicisti riunti dalla pandemia nel progetto Dispnea. Come lascia intuire il nome (la mancanza di respiro), il progetto è nato, infatti, in lockdown. «Come è indispensabile il respiro, così per noi lo è suonare», dicono Mauro Maniscalco, Leonardo Vetrano e Valerio Gambino, amici di lunga data che si sono riuniti per trascorrere la “clausura” facendo musica. Via via, in questa esperienza si sono lasciati coinvolgere altri compagni di avventura, come Francesco Less e Marco Cangelosi. E quello che sembrava un modo creativo di affrontare il lockdown è diventato un Ep e continua ancora a lievitare. «Al momento stiamo lavorando a nuovi brani, influenzati molto dalle colonne sonore e dagli Appaloosa, avendo anche noi la stessa formazione: due bassi, batteria e synth». Tutti di Palermo, Leonardo e Mauro si conoscono da più di 20 anni e hanno avuto esperienze musicali in comune, dai Candidalbicans ai DasEs, dove suona la batteria Valerio. “Arturo” «è il cattivo di turno, il “nemico”, il dolore, la paura, che tutti almeno una volta nella vita abbiamo affrontato e volevamo mandare a quel paese», spiegano.

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