Ogni settimana sottoporremo al vostro ascolto una playlist di canzoni di artisti siciliani. Brani vecchi e nuovi scelti dalla redazione, ma che potrete indicarci anche voi e, soprattutto, potranno inviarci cantautori, cantanti e band, di qualsiasi genere musicale. Inseriremo i vostri consigli e le proposte musicali all’interno della nostra playlist che sarà pubblicata anche su Spotify.

Potete inviare le vostre proposte (complete di link Spotify e YouTube) all’indirizzo sicilianplaylist@sicilianpost.it

“Pietro Mennea” Cassandra Raffaele

È dedicato al celebre velocista di Barletta il nuovo singolo della “cantora” di Vittoria che torna a Musicultura dopo aver vinto il Premio nel 2013 con il brano Le mie valigie per essere poi candidata alla Targa Tenco del 2014 nella sezione Miglior Opera Prima con l’album d’esordio La valigia con le scarpe. Nel secondo disco, Chagall, pubblicato nel 2015, ha avuto alla sua corte gente come Brunori Sas, il “folletto” Elio e la carismatica voce parigina di Nico and The Red Shoes. “Pietro Mennea” è una canzone autobiografica, delicata e ipnotica, dal ritmo elettronico, un invito a non arrendersi mai.

“Nuvoli Bianchi” Ponente

Emozionante e stupenda ballata di Alessandra Ponente, attrice-cantautrice palermitana. È una delle due canzoni grazie alle quali ha conquistato un posto tra i 61 semifinalisti. La riproporrà, insieme alla più divertente e swingante “Abballo”, nelle audizioni live con il semplice e raffinato accompagnamento di una fisarmonica. Ponente porta per la prima volta il dialetto sul palco dell’importante manifestazione musicale. Tradizioni popolari aggiornate con sonorità attuali.

“Quanto costa l’amore” Vito

È l’unico maschietto siciliano ad essere stato ammesso alle audizioni live di Musicultura, dove presenterà questo brano pop di grande effetto nello stile di Ermal Meta e Fabrizio Moro e dal crescendo coinvolgente. Vito Misseri all’anagrafe di Palermo, classe 2000, ha debuttato nella musica alla tenera età di 13 anni, entrando a far parte del cast di “Ti Lascio Una Canzone”, il mini-talent di Antonella Clerici dal quale è uscito il trio Il Volo. Ha condiviso il palco con i Pooh, Riccardo Fogli, i Nomadi, Amii Stewart e altri.

“Da soli mai” Làmine

È il brano che dà il titolo al nuovo album di Lamine, ovvero Vittoria Strambelli, nessuna parentela con la leggendaria Nicoletta, alias Patty Pravo. Vittoria-Lamine viene da Erice, anche se in tenera età si è trasferita in Puglia per poi formarsi alla scuola di recitazione del Teatro Stabile di Genova e prendere residenza a Roma. Primi passi sui set cinematografici, poi la svolta musicale. Terza al Premio Bindi, vince Premio della Critica e Miglior Interpretazione al Premio Bianca D’Aponte. A gennaio del 2020 incanta giuria e platea aggiudicandosi la vittoria del Premio Fabrizio De André con “Non è tardi”, brano di apertura di “Da soli mai”. Adesso prova a conquistare Musicultura.

“Satelliti di condominio” Francesco Anselmo

Il cantautore di Polizzi Generosa presenta a Roma il suo album di debutto “Pluriball” dal quale è tratta questa canzone. «Nei brani di “Pluriball” rappresento una condizione generazionale di esistenza», spiega l’autore. «La mia generazione, quella nata negli anni Novanta, si sta trovando a vivere in una società così reazionaria e mutevole da rendere incerta ogni scelta, ogni mossa. Questo disco racconta come questa generazione, la generazione dei perenni fuori sede, si sta adattando a questi cambiamenti; a queste instabilità nel lavoro, nell’amore, nei domicili. Di come trova sempre la forza e la volontà per andare oltre. Ma intanto il tempo passa e proviamo a non affezionarci a niente e ci ritroviamo sempre a metà strada tra il cambiamento e la voglia di restare, rimanendo così incartati nel pluriball e sempre pronti ad un nuovo trasloco».

“Eclissi” Claudia Rizzo

Brano tratto dall’album “Radici di un mare aperto” di Claudia Rizzo. Il connubio tra la voce dell’artista agrigentina e l’arrangiamento del chitarrista Tom Sinatra evoca una Sicilia quasi fiabesca. «La canzone descrive l’incontro della Luna e del sole, il loro è un amore impossibile, ma tanta è la loro forza attrattiva che il loro incontro sembra fermare il mondo da provocare un’eclissi».

“The Power of Money” mariaFausta

Guarda alla musica elettronica il nuovo brano della violinista e compositrice messinese mariaFausta. «Il ritmo incessante ed il crescendo di questi 150 bpm – spiega l’artista, che firma anche la clip – descrive una verità universale: si vende e si compra una scelta, e questo antico libero arbitrio è l’unica moneta tuttora valida».

“Ok Ok Ok” Bar Ponderoso

Sono gli ZZTop siciliani, si chiamano Luca Anello (batteria), Manuel Bisazza (basso e voce), Rosario Lo Monaco (chitarra) e credono ancora nella potenza del rock’n’roll. Trio dalle sfumature alt-rock con alle spalle una gavetta decisamente intensa ha scelto Milano come base d’azione.

“Abbi cura di te” Highsnob & Hu

C’è un pizzico di Sicilia nella canzone con la quale l’inedito duo ha raccolto l’eredità sanremese dei Coma_Cose. Nel “condominio degli autori” (sono ben cinque) c’è anche il ventiseienne gelese Francesco Musumeci che per realizzare i suoi sogni musicali si è dovuto trasferire a Milano. All’ombra del grattacielo Pirelli ha incontrato il producer Geolier che ha creduto in lui e gli ha permesso di lavorare al primo album di Michele Matera (36 anni avellinese), meglio noto come Highsnob. Da questa collaborazione è nato il brano che poi hanno proposto a Federica Ferracuti (marchigiana di 27 anni), che abbiamo imparato a conoscere come Hu, e che è arrivato sul palco dell’Ariston.

“Actions and Consequences” Chris Obehi

È il nuovo singolo dell’artista nigeriano, ormai palermitano d’adozione, pubblicato da 800A Records e realizzato tra Palermo e Lagos, in occasione del viaggio che dopo 6 anni ha riportato Obehi nella propria terra, da cui era migrato nel 2015. Alla registrazione hanno partecipato alcuni musicisti della storica band Egypt80. La canzone, prodotta da Fabio Rizzo e mixata da Tommaso Colliva, è trascinata da un potentissimo groove afrobeat, vera essenza del sound di Lagos. Il testo parla di una giustizia libera ed equa in Africa, della corruzione dello Stato e della società nigeriana, in cui le azioni dell’élite e le loro conseguenze non sono adeguatamente considerate, lasciando così il popolo nell’illusione di un cambiamento con discorsi di comodo e slogan di facciata: «È una canzone sulla Nigeria, un gigantesco Paese senza energia elettrica, una gigantesca nazione senza acqua pulita, un gigantesco popolo senza pace e protezione», racconta Obehi.

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