Ogni settimana sottoporremo al vostro ascolto una playlist di canzoni di artisti siciliani. Brani vecchi e nuovi scelti dalla redazione, ma che potrete indicarci anche voi e, soprattutto, potranno inviarci cantautori, cantanti e band, di qualsiasi genere musicale. Inseriremo i vostri consigli e le proposte musicali all’interno della nostra playlist che sarà pubblicata anche su Spotify.

Potete inviare le vostre proposte (complete di link Spotify e YouTube) all’indirizzo sicilianplaylist@sicilianpost.it

“Terun” Luca Muscarella & AD1

Terzo singolo della band formatasi tra Marsala e Trapani nell’estate 2020. «Il brano prende il titolo dal termine diffusosi nel secondo dopoguerra che stava ad indicare “coloro che lavorano la terra”, utilizzato ancora oggi per rivolgersi in maniera offensiva agli abitanti del meridione italiano», spiega Luca Muscarella. «Ho scritto questo brano nel lontano 2017, esattamente quando sono tornato in Sicilia dopo due anni passati a Bologna. “Terun” è la confessione di chi come me ha vissuto fuori dalla propria terra, vivendo sulla propria pelle la stupidità che la gente dimostra nel sentirsi superiore, solo perché nata o cresciuta in un paese economicamente più sviluppato, sentendosi quindi in obbligo nel deridere chi vive in condizioni “peggiori” alle proprie, o almeno così crede. Tutti i riferimenti trovati nel brano sono storie vissute in prima persona». La band è composta da Luca Muscarella, leader e cantante della band, Piergiorgio Perrella ed Enrico Di Bella alle chitarre, Vincenzo Piccione Pipitone al piano, Vito Vulpetti al basso, Mario Zingale alla batteria e la sezione fiati composta da Gianvito Genna alla tromba, Giovanni Balistreri al sax e Joele Gerardi al trombone.

“Mongolfiera” Marsili

Esce il video del singolo tratto da “Ossario”, il nuovo album di Felice Briguglio, in arte Marsili, cantautore di Belpasso che si muove lungo il solco di quell’“it.pop” tracciato da gente come Colapesce, Motta, Brondi. “Ossario” è il viaggio dentro il mondo di un soggetto smarrito che “guardo allo specchio e vedo tutti i miei errori” (canta in “Campane”), sperduto nel cielo a bordo di un pallone aerostatico, come in “Mongolfiera”, il singolo dal climax anni Sessanta, nostalgico, malinconico e disilluso.

“Culùra” Tamuna

Torna la band palermitana finalista in diversi importanti premi musicali nazionali. E torna con un brano dedicato alla città, dal cui humus la band trae ispirazione per il groviglio di suoni e colori che mescola la tradizione siciliana alla black music. In questa occasione si presenta in versione acustica e intima, per dipingere un quadro coloratissimo e saporitissimo del triangolo formato dai quartieri della Kalsa, Zisa e Noce.

“Particelle” Giuse The Lizia

Nel brano che apre il suo Ep d’esordio “Lalalacrime”, il cantautore registrato all’anagrafe di Bagheria con il nome di Giuseppe Puleo minaccia di suicidarsi in “Diretta Rai” tra il Tg e Bruno Vespa: è il segnale di una sensazione di malessere, del bisogno impellente di gridare al mondo i più malsani sentimenti. Muovendosi tra canzone d’autore e rap racconta poi “I Giorni Blue”, quelli che in pieno inverno ci congelano il cuore, e “Il brutto del mondo”, per poi lasciarsi andare nello sfogo rock di “Boy, don’t cry”, il cui riferimento ai Cure è solo nel titolo. Stende un tappeto disco-funk anni Novanta per duettare con la cantautrice italo palestinese Laila Al Habash in “Particelle” e cantare «ci vuole equilibrio per restare fermi, per non cadere a pezzi, per restare gli stessi».

“Dobbiamo salvarla” Sulis

Primo singolo dell’artista palermitano che anticipa l’album d’esordio da solista, dal titolo “Prima ca’ muòro”, dopo un’intensa carriera e importanti collaborazioni tra musica, arte, danza e teatro. È «un brano di forte attualità che tratta di tematiche ambientali e della disuguaglianza nel mondo», racconta Dario Sulis. «Un invito a ritrovarsi per lottare insieme in questo momento di emergenza così difficile da affrontare e guardare in faccia i problemi reali del mondo per trovare al più presto una soluzione prima che il pianeta vada a fuoco». Con influenze acid jazz, il brano è impreziosito dalla collaborazione di due straordinari jazzisti, Alessandro Presti alla tromba e Diego Spitaleri al piano elettrico.

“Luci rosse luci blu” Gero Riggio

È il brano con cui il cantautore di Mussomeli ha vinto la quarta edizione del contest musicale “Sicurezza Stradale in musica”, promosso da Anas (Gruppo FS Italiane) e Radio Italia. «LRLB è quella canzone che arriva dritta come un pugno nello stomaco per il suo essere così cruda e così vera», racconta il cantautore siciliano. «Una canzone senza filtri che racconta alcuni flash che si sovrappongono nella mente di chi si trova disteso per terra dopo aver avuto un incidente stradale, si scatenano in lui sentimenti ed emozioni profondi nell’animo, si materializzano sfuocate tutte le scene tragiche vissute in quei momenti: l’arrivo dei soccorsi, la gente che guarda attonita la scena e che non riesce a capacitarsene. Immagini che si proiettano in una dimensione surreale, non persuadendosi del fatto che quella felicità e allegria, dopo aver bevuto qualche bicchiere, si fosse trasformata nell’opposto. Ma per fortuna alla fine della canzone si scopre che è solo un incubo, un terribile incubo che genera però nel cuore del protagonista una promessa, di non toccare mai più un volante dopo aver bevuto».

“Onirico” Gielle

Giorgio Leonardi, in arte Gielle, rapper classe 98, il 3 giugno pubblicherà l’Ep “Onirico” composto da sei tracce, fra cui “Onirico”, che rispecchiano la voglia di sperimentare e mixare generi diversi, dal lo-fi, all’R’n’B, passando per l’elettronica. Nel brano scelto «viene elogiata la vita quotidiana e la voglia di vivere il più intensamente possibile. Lasciare il passato alle spalle senza mai dimenticarlo perché, nonostante tutto, è sempre parte integrante di noi», spiega l’autore.

“Cliché” Schianta

Schianta è il progetto del siciliano Calogero Chianta. In questo brano vuole raccontare l’amore «svincolandosi dagli stereotipi sentimentali, per guardarlo dall’altro lato della medaglia, quello del “vuoto” e della ricerca di ciò che non si ha più o che non si ha mai avuto, affetto, amore, una persona o qualsiasi altra cosa importante». Un sound energico di influenza indiepop e post-rock che ricorda la scena alternativa inglese della seconda metà degli anni Ottanta. Sintetizzatori synthwave e groove drum and bass, cassa dritta e chitarre pop punk.

“Senz’amuri” Paolo Miano

Ex chimico nell’industria farmaceutica, cantautore, poi l’esperienza con il duo electro-metal Chrome Sky, torna alla canzone d’autore mescolando funk e tradizioni popolari. «È un brano in bilico tra il blues delle piantagioni di cotone americane ed i canti popolari dei contadini siciliani», spiega l’autore. «Ho scritto un testo nel nostro dialetto, nel quale ironizzo sul mio trovarmi sempre in bilico tra il desiderio di una relazione sentimentale pienamente vissuta e la mia incapacità di sopportare limitazioni alla mia libertà».

“Shift” Bruno Pitruzzella

Secondo singolo del chitarrista siciliano ad annunciare il nuovo album “Re-Spawning”, in uscita in autunno. È un brano strumentale dall’andamento ipnotico «eseguito “live in studio” con la sola chitarra acustica, utilizzata qui nella sua accezione più “elettrica”, tanto da non sembrare quasi più riconoscibile», spiega il chitarrista siciliano. Il pezzo è infatti costruito con la loop station ed è caratterizzato da un massiccio uso del modulatore di frequenza. Anche il titolo deriva da questo particolare effetto di modulazione sonora (“frequency shifter”), ma il riferimento è anche al tasto “shift” della tastiera da computer. In particolar modo a quella di un possibile vecchio computer in stile Commodor64». Il sound che ne deriva è quindi connotato in senso “elettronico” e richiama in qualche modo un immaginario da colonna sonora dei primi videogame anni Ottanta.

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