Fu Francis Ford Coppola il primo a credere nelle potenzialità di un paese di poco meno di duemila abitanti in provincia di Messina, quando affidò al piccolo borgo di Savoca il racconto della storia d’amore tra Michael Corleone, figlio del boss mafioso Vito interpretato da Al Pacino nella trilogia Il Padrino, e Apollonia Vitelli, che nella finzione raffigurava la figlia del proprietario del bar che proprio il regista rese celebre. Oggi Savoca, rimasta celebre nell’immaginario collettivo per le sue vicende cinematografiche, è di nuovo la culla di una storia curiosa. Una storia che ha il suo filo rosso nella parola reinventarsi.

IN GIRO TRA LE BELLEZZE. Nella piazza sovrastante la chiesa di San Nicolò, infatti, da un po’ di tempo a questa parte è possibile imbattersi in un’ape – o in una lapa, come la nostra parlata è solita definirla – piuttosto peculiare. Miscelando sapientemente innovazione e tradizione, permette ai propri clienti di godere del panorama mozzafiato tra un tagliere e un aperitivo.  Ma non solo. Il caratteristico mezzo viene utilizzato anche come “calessino”: una sorta di taxi che permette a chi ne voglia usufruire di affrontare la strada in salita comodamente seduti sul lato passeggero, gustandosi le bellezze del borgo di origine romana: «L’idea mi è venuta a Taormina – racconta l’ideatore Giancarlo De Clò – vedendo un’ape calessino che fungeva da taxi, allora ho pensato che potesse essere utile anche qui, vedendo turisti che cercavano un modo per salire alla chiesa di San Nicolò, essendo la strada tutta in salita. L’ape calessino coniuga funzionalità e classica unicità siciliana».

Uno scorcio della terrazza

AMICO DELL’AMBIENTE. L’idea dell’ape-cocktail, invece, nasce sei anni fa dalla continua esigenza di rinnovarsi e da una collaborazione instaurata con l’azienda Campari. Rappresenta una splendida opportunità per scoprire il borgo in tutta la sua bellezza, non fermandosi solo al celebre bar Vitelli, ma percorrendo tutto il paese lasciandosi trasportare dal paesaggio medievale, rinascimentale e barocco. Una particolare accortezza viene rivolta al rispetto del territorio circostante e alla cura dell’ambiente, rispettando le caratteristiche naturali del borgo e rivolgendo particolari attenzioni al problema delle emissioni di gas inquinanti: «Prestiamo molta cura – spiega – al tema delle emissioni: dal momento che l’ape è un veicolo pensato per transitare nel centro storico del paese, stiamo lavorando per renderlo completamente elettrico, evolvendoci al passo con i tempi moderni».

RITROVARSI VICINI. A corredo dell’intuizione dell’ape taxi, si è affiancata quella di terrazza aperitivo, particolarmente gradita ai turisti e ai giovani. Benché la pandemia abbia messo le attività a dura prova, il sostegno dei paesi limitrofi come Furci Siculo, Santa Teresa di Riva e Taormina ha garantito comunque numerose presenze. Così come l’entusiasmo dei turisti che arrivano da ogni parte del mondo ad ammirare le bellezze dei borghi siciliani: «Dico sempre che questa è una terrazza fuori dal mondo, perché i turisti che arrivano a Savoca di solito non vanno oltre la chiesa di San Nicolò, alla scoperta del paese. Creando questa attività, un po’ alternativa rispetto ai consueti punti di riferimento, speriamo di aver dato vita ad un punto di incontro e di scoperta per i turisti che hanno voglia di ritrovare la bellezza del borgo».

Una veduta di Savoca. Ph. Dennis Jarvis

Un buon auspicio, dunque, per il futuro prossimo, sperando che possa darci l’opportunità di riscoprire luoghi a noi vicini, ricchi di storia e di arte, ma anche di avventurarci nelle realtà dei piccoli borghi che vivono dell’anima delle persone che li abitano, che sia per qualche giorno o per la vita.

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