«In un periodo di incertezze, di spostamenti non semplici anche all’interno delle nostre stesse città, in cui perfino un pranzo, una cena o il solo stare in compagnia dei propri cari e dei propri amici è diventato difficile, la fantasia unita al gusto ci viene in aiuto. Questo evento è l’esempio concreto di come si possa compiere un’esperienza sensoriale unica e completa pur restando a casa». A parlare è lo chef Seby Sorbello, patron del ristorante Sabir Gourmanderie, protagonista del viaggio culinario in Marocco “Un viaggio lungo una Cena” ideato dalla redazione di SudLook e svoltasi all’interno di una suggestiva tenda marocchina allestita per l’occasione dai wedding designer di Panta Rhei nella cornice etnea del Palmento Arena di Ragalna.

Hummus di ceci con petali di agnello e verdure saltate

LA CENA. «Abbattere i limiti con la fantasia e, soprattutto, sconfiggere certe paure, si può – racconta ancora lo chef – Il cibo e la tavola ci aiutano e vi assicuro che per un cuoco questa è la soddisfazione più grande: far provare emozioni uniche ai propri ospiti». Ad accogliere i commensali è stata un’insalata marocchina di pomodoro, peperone verde e coriandolo fresco. Quest’ultimo, utilizzato frequentemente nella cucina orientale, introduce in un contesto allo stesso tempo esotico e familiare. Il miscuglio di profumi e colori che caratterizza Marrakech si ritrova anche nella focaccina con cagliata e cipolla in agrodolce, che riporta in un morso nella tradizione pastorizia magrebina. A seguire, la Pastilla marocchina con pollo alle mandorle, zucchero e cannella, svela i tipici contrasti dolce-salato derivanti dalle influenze spagnole sulla cultura araba. «È così, con questo spirito – aggiunge Sorbello – che abbiamo portato i commensali dal giardino di casa fino in Marocco, e nel deserto del Sahara, spostandoci sempre più verso i confini orientali, con la ricercatezza e il richiamo a sapori antichi che appartengono in parte anche alla nostra storia, alla nostra Sicilia e alla nostra tavola». Si entra così nel suggestivo mondo del deserto con due piatti simbolo: l’Hummus di ceci con petali di agnello e verdure saltate e il Tajine di guancia con verdure croccanti. L’esperienza coinvolge tutti i sensi, anche grazie all’essenza di curcuma spruzzata sui polsi degli ospiti. I sapori del Mediterraneo s’incontrano poi sapientemente nella crema di melanzane affumicate con julienne di seppie, e si fanno più intensi nel cous cous di pesce. Il percorso a otto portate si è concluso con un’insalata di frutta e tè verde freddo servito in abbinamento a del tè verde caldo

La cena

IL PROGETTO. L’iniziativa, che unisce le forze del settore eventi e ristorazione con alcuni dei suoi protagonisti d’eccellenza, vuole essere un segnale di vitalità e ottimismo per l’isola, la quale dimostra come, nonostante il difficile periodo, sia possibile reinventarsi esplorando le nuove tendenze suggerite dalle conseguenze dell’emergenza Covid-19. «Oggi – conclude Seby Sorbello – il nostro “Cooking Out” è anche questo: la possibilità di avere a casa propria lo Chef con la sua creatività e professionalità per compiere esperienze emozionanti, che partono dai sapori, dagli aromi, dai colori di un pranzo o una cena per poi proiettarci su altri piani o addirittura in altri contesti geografici».

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