Quante volte, passeggiando per i luoghi meravigliosi della nostra Sicilia ci siamo imbattuti nel leitmotiv «peccato che non sia valorizzata»? Quando si parla di Pozzallo, ai “forestieri” difficilmente verranno in mente subito le spiagge dorate e una località turistica. Qualcuno, tutt’al più, lo ricorderà come il paese natale del padre costituente Giorgio La Pira, avendolo letto su qualche libro di storia. Tuttavia, questo magnifico borgo marinaro, dove il tempo sembra fermarsi e il rumore del mare sovrasta quello dei pensieri, ha molto da offrire al viaggiatore e al turista. A patto di saperlo raccontare. Questa la sfida raccolta dall’amministrazione locale, che ci ha invitati – all’interno di un più ampio programma che include l’istituzione di un portale informativo e un curato piano social – a trascorrere un weekend tra spiagge, vicoli, gente, architetture, movida e cucina di Pozzallo.

SPIAGGE PER TUTTI. La prima cosa che ci ha colpito è l’autenticità ancora vergine delle spiagge. Storica Bandiera Blu, la costa pozzallese si fregia anche della Bandiera Verde (Spiaggia Pietrenere), riconoscimento dei pediatri italiani per la qualità e la sicurezza che offre a famiglie e bambini. La sabbia fine e dorata, che costruisce castelli fantasiosi mentre segue le curve di chi si stende al sole, le spiagge lunghe e larghe, i fondali limpidi, caldi e poco profondi: sono tutti fattori che rendono questo litorale piacevole e di facile fruibilità. 

Secundis ventis (letteralmente con il vento a favore) è, non a caso, il motto di Pozzallo. La zona particolarmente ventosa, infatti, si presta agli sport acquatici. Alcune strutture balneari offrono ai bagnanti la possibilità di prendere lezioni di Kitesurf e Sup. Se il primo può spaventare i meno intraprendenti, il secondo è alla portata di tutti. Acronimo per Stand Up Paddle, il Sup prevede di stare in piedi su una tavola cavalcando le onde con l’apposita pagaia. Uno sport divertente, soprattutto se si ha a disposizione il fondale di Pozzallo che, rispetto a quelli rocciosi, incoraggia persino i meno sportivi.

NON SOLO MARE. Esperienza da provare, anche quella di un tour in bicicletta. Nuccio Pisana, guida del Gruppo Escursionistico Ibleo Keràtion, ci ha accompagnato, attraverso la macchia mediterranea, per paesaggi familiari ai fan del “Commissario Montalbano”. 30 km di pedalata all’alba fino a Sampieri, con sosta nella misteriosa Fornace Penna e conclusivo tuffo al mare. La pietra bianca irradiata dai primi raggi del sole, le strade deserte, in sottofondo lo sciabordio delle onde e le dotte digressioni della guida – ora sui dipinti di Piero Guccione ispirati a questi luoghi incontaminati, ora sulla flora locale -, sono stati una vera ricarica di energia. La pedalata assistita, poi, ha reso tutto certamente più piacevole.

La fornace Penna

IL CENTRO STORICO. Le barchette, il ponte, i palazzi liberty di Piazza delle Rimembranze, il Municipio e la sua elegante facciata, le lucine dei locali, una messa all’aperto, bambini in bici, anziani che intrattengono relazioni su sedie di plastica posizionate sul ciglio delle case. Una passeggiata al centro è d’obbligo. La Torre Cabrera, che dal XV secolo delimita Pozzallo, è il simbolo che la città porta nel suo stemma e i suoi cittadini nel cuore. A raccontarcela sono stati i ragazzini della scuola media Rogasi, un vero piacere ascoltarli. Consigliamo di visitare la Torre al tramonto, magari concludendo con un aperitivo in uno dei ristorantini caratteristici che la circondano. Potete anche farvi ispirare dalla musica dei vari pub, che lasciano l’imbarazzo della scelta: anche la notte Pozzallo è brulicante di vita.

In questo magnifico borgo marinaro, dove il tempo sembra fermarsi e il rumore del mare sovrasta quello dei pensieri

DAL PESCE ALLO STREET FOOD. Vivere un territorio significa assaporarne odori e sapori. Al lido Tiki Beach, ad esempio, abbiamo potuto fare un percorso di gusto a base di pesce tra Gambero Rosso di Mazara, ostriche, bruschette alla polpa di ricci, tartare di tonno con avocado e caviale di lamponi. Ad accompagnare un pranzo, proseguito con Spada alla griglia e Tonno all’isolana, lo Iàto Monreale Doc dell’azienda agricola Lisciandrello, un bianco che al naso presenta sentori di pesca, pompelmo e note agrumate, in bocca vena acida e sentore di mandorla. Per una cena romantica sul mare, invece, vale la pena di fare una sosta all’osteria A Valata. Sfiziosi gli antipasti – come la caponata di pesce spada, scampi, trippa di tonno con crostini, alici alle mandorle e gli arancinetti al nero di seppia – e azzeccato il suggerimento del vino: Giato – Cento Passi, delle cooperative Libera Terra, un Grillo-Catarratto da terre confiscate alla mafia. Suggestivo per una cena anche A calata O ponti. Chiedete l’ultimo tavolo a ridosso del ponte: la dolce risacca del mare, appena a un passo da voi, sarà la vera protagonista della serata, magari insieme a un gustoso risotto ai frutti di mare. Per un pranzo al volo, invece, vale la pena di provare la tipica “scaccia”. Quella ricotta e broccoli, “Da Biagia”, è superlativa.

La vista dal Tiki Beach

ACCOGLIENZA E OSPITALITÀ. Un vero rilancio turistico del territorio deve passare da uno sforzo condiviso. In questo senso, sono molte le attività nate e cresciute negli ultimi anni. Tra queste il “19/21 Hotel du Charm”, che ha aperto proprio quest’anno e che ci ha ospitati durante il tour. Si tratta di un tre stelle dall’arredamento moderno e minimale, collocato a due passi dal mare e gestito dalla famiglia Modica, la quale ci ha coccolato con delicate premure: come il vasetto di miele per lenire il rossore da tintarella e i fichi d’india appena raccolti offertici all’arrivo. Ricche le colazioni, indimenticabili la torta alle mandorle e quella ai frutti di bosco. 

EVENTI DI SPESSORE. Non solo enogastronomia e attività sportive: durante il nostro weekend abbiamo avuto il piacere di assistere al concerto Jazz “Beyond Irene, dalla balata alle onde della musica”, il progetto di Francesco Cafiso che rende omaggio allo storico veliero inglese del 1914 – Irene Of Boston, per l’appunto – il cui destino si è concluso proprio sull’antico scalo di Pozzallo. L’evento, tenutosi presso i vecchi cantieri navali della “Valata”, ha visto in scena, insieme al sassofonista di fama mondiale, Mauro Schiavone al pianoforte e Giovanni Robustelli ai pennelli. Una serata in cui musica, arte e storia hanno dato vita a un’esperienza quasi onirica. A suggellare di bellezza la nostra permanenza nella ridente città marinara è stata, infine, la terza edizione di “Pozzallo all’Opera nel Mondo” svoltasi nella cornice neoclassica di Villa Tedeschi, altro fiore all’occhiello della città.

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