«Così Prampolini, libreria
più antica di Catania,
risponde alle esigenze
dei tempi moderni»

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Con i suoi 123 anni di storia, la libreria più antica di Catania ha chiesto di essere riconosciuta come luogo storico della città. In occasione dell’evento “Maggio dei libri” sarà possibile ammirare esposizioni temporanee e partecipare ad aste per procurarsi libri introvabili

Scaffalature in legno che si ergono verso soffitti altissimi, intere pareti ricoperte da libri: un ambiente magico accoglie chiunque entri nella storica libreria di Catania “Romeo Prampolini”. In un angolo della città ancora pienamente ottocentesco, la gente ha l’opportunità di sedere in un salotto letterario dove il tempo sembra essersi fermato e di sfogliare quelle pagine odorose e ingiallite ricche di fascino.
Con i suoi 123 anni di storia, la libreria Prampolini è la più antica presente a Catania e ha recentemente chiesto di essere riconosciuta come luogo storico della città. Nata nel 1894 come cartolibreria per volontà di un ufficiale di cavalleria quale Giacomo Prampolini, fu il figlio Romeo a trasformarla in libreria-casa editrice. Varie erano le stampe edite, da testi erotici alla “Storia dei Musulmani di Sicilia” di Michele Amari.
L’attività nacque dunque per volontà di un uomo che non era libraio di professione, ma semplicemente amante della cultura. Rimasta priva di eredi, ancora oggi chi si occupa della libreria non lo fa per mestiere, ma solo per un sincero amore verso l’erudizione, dimostrato anche dalla volontà di avviare di nuovo l’attività editrice con la ristampa de “La cucina dell’amore”, prevista per il prossimo Natale.
Frequentata per lo più da appassionati di antiquaria, studenti universitari e turisti, gli acquirenti principali della libreria ricercano antichi preziosi volumi (acquistabili anche online) e guide specifiche sulla Sicilia. Le necessità economiche tuttavia oggi hanno portato la Prampolini a vendere anche libri recenti e più commerciali.
Un altro modo per rispondere alle esigenze dei tempi moderni continuando ad alimentare la cultura è quello di organizzare svariati eventi, approfittando anche del “Maggio dei libri”: incontri culturali imperdibili e aperture domenicali straordinarie animano infatti la storica libreria. In essa è possibile ammirare esposizioni temporanee e partecipare ad aste in cui il miglior acquirente potrà procurarsi libri introvabili.

L’ASTA. In occasione del mese dei libri la libreria Prampolini ha deciso di mettere all’asta imperdibili volumi, quali per esempio l’ultimo atto dell’Inquisizione Siciliana. Come reso evidente nel frontespizio del libro, esso fu solennemente celebrato a Palermo il 6 aprile 1724: il testo è arricchito da pregiate tavole su tela che raffigurano scene della prassi giudiziaria, per esempio il fatidico rogo dei condannati, e documentano immagini del centro storico di Palermo così come si presentava nel XVIII secolo.
L’asta si svolge in segreto, lasciando le proprie offerte in busta e solo a fine mese si scopriranno i fortunati che sono riusciti ad aggiudicarsi il proprio tesoro.

foto O.Stornello

LE ESPOSIZIONI. “Prampolini” non è solo una libreria, è un ambiente in cui da sempre si respira cultura e frequentato da intellettuali come Verga e Vitaliano Brancati. Non sorprendono dunque le attività da essa organizzate in onore di Umberto Boccioni e Pier Paolo Pasolini, che probabilmente calpestarono i pavimenti di quei saloni rimasti immutati dall’ ´800 a ora.
La Prampolini offre la possibilità di fare una visita guidata nella casa di Umberto Boccioni e mette in mostra il registro dei voti dell’artista nell’anno scolastico 1898/1899: il futurista infatti si trovava a Catania in quegli anni per motivi di lavoro del padre e nella città etnea frequentò l’istituto tecnico “Agatino Sammartino”. Ciò che più stupisce, al di là di una nota disciplinare per il comportamento intemperante, è l’insufficienza (4/10) proprio in arte!
Anche Pasolini fu spesso presente nella città etnea, scelta come meta per provini e ambientazioni infernali dei suoi film. Il legame tra il poeta e la libreria Prampolini è sorto in maniera casuale: qualche anno fa infatti arrivò la telefonata della giornalista de “Il Manifesto” Simona Zecchi che chiedeva informazioni sul famoso “Appunto 21” del romanzo di Pasolini “Petrolio”. È probabile che il poeta abbia perduto tale appunto a seguito di un furto subìto a Catania negli anni ´70 e che questo sia stato rivenduto a Romeo Prampolini, collezionista d’antiquariato, ma purtroppo non si hanno certezze e il capitolo è andato perduto. Proprio tale disavventura, insieme ad altre, spiega l’improvviso astio di Pasolini per la città etnea documentato in un articolo di “Playboy” del 1973, esposto presso la libreria.
Che ci siano mostre o meno, vale sempre la pena di prendersi un momento per sé, entrare attraverso quelle porte in legno e perdersi in un luogo senza tempo dove rivivono i grandi della letteratura, dimenticandosi della frenesia della città proprio mentre si è al suo centro.

Foto O.Stornello
Foto O.Stornello
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