Gentilissimo Assessore regionale al Turismo Manlio Messina,
Sono sicuro che Lei conosca il noto fotografo Elliott Erwitt e che della sua immensa produzione abbia già visto questa fotografia. Un bambino trasportato in bicicletta, con un paio di baguette in bella vista in un viale alberato della Provenza, molto bella. Forse però, pur avendo visto tante volte questa foto, che può essere ormai considerata un’icona (e io di icone me ne intendo), Lei non conosce la storia di quest’immagine. Si tratta di una fotografia scattata nel 1955 in occasione di una campagna pubblicitaria da realizzare per il Turismo Francese e racchiudeva in sé, come lo stesso Erwitt dichiara in una recente intervista, gli stereotipi della Provenza: la natura, la pace, il senso della famiglia, la baguette, un modo di vivere.

Le cito questo piccolo esempio perché credo sia molto importante riconoscere alla fotografia e ai professionisti della fotografia un ruolo determinante nel mondo della comunicazione. A giudicare però dal bando che il suo assessorato ha emanato, e che ho visto pubblicizzato sui social in questi giorni, questo rispetto per la fotografia mi sembra inesistente. Capisco perfettamente che la vostra idea di pagare le fotografie 30€ ai giorni nostri possa sembrare rivoluzionaria, considerato che lo stesso Ministero dei beni culturali (sottolineo culturali) qualche mese fa aveva emanato un bando analogo in cui addirittura le fotografie venivano acquisite a titolo gratuito salvo poi tornare sui propri passi dopo una forte protesta da parte di professionisti e associazioni di settore. Anche in questo caso credo che la questione sia proprio di tipo culturale, si percepisce chiaramente che dietro un provvedimento così ben scritto c’è un’assenza di cultura fotografica che spesso determina la convinzione che una fotografia sia soltanto un pezzo di carta anzi oggi neanche quello, è soltanto un file, una serie di numeri che inviati per mail neppure esistono veramente e in fondo perché pagarli? Ma anzi 30 euro o 30 denari sono già tanto per qualcosa che non esiste.

Eppure la Sicilia, e Lei che è assessore al turismo dovrebbe saperlo, è nota per avere una famosa scuola siciliana di fotografi, non una scuola in termini accademici ma un flusso, un’energia culturale che si è impegnata nell’arte fotografica raggiungendo livelli di narrazione che hanno portato la nostra terra in giro per il mondo. Avrà certamente sentito parlare di Enzo Sellerio, Letizia Battaglia, Giuseppe Leone, Ferdinando Scianna, Nicola Scafidi e ancora prima di Bronzetti, Incorpora, Interguglielmi oppure di Luigi Martinez che a Catania aveva uno studio spesso frequentato da letterati come De Roberto, Capuana e Verga, anch’essi appassionati cultori della fotografia. Bene, se veramente attribuissimo alla fotografia e ai suoi operatori questo alto valore culturale non mancheremmo di rispetto nei loro confronti. Sì, perché pensare di chiedere ad un fotografo le cose che sono state chieste nel vostro bando è una totale mancanza di rispetto per la Fotografia e per chi da sempre vive di essa.

Cito come esempio alcuni punti:

3–OGGETTO DELLA PROCEDURA
Saranno particolarmente apprezzate le immagini inedite che, riguardino destinazioni poco conosciute, aventi ad oggetto l’entroterra, i borghi o l’attività all’aria aperta, o ritraggano in modo originale luoghi, eventi, relazioni sociali.

7–DIRITTI D’AUTORE ED UTILIZZO DEL MATERIALE FORNITO
L’autore in caso di acquisto delle immagini da parte dell’Amministrazione, dovrà cedere il diritto d’autore e tutti i diritti collegati, all’Amministrazione che ne diventa unico proprietario e come tale potrà apportare modifiche alle stesse e/o pubblicarle anche in porzioni o parti di esse. Con la vendita e/o cessione, l’autore dovrà rinunziare a qualsivoglia pretesa presente e futura per sé oi propri eredi, in materia di diritti d’autore

8 –CORRISPETTIVI Per ciascuna foto scelta ad insindacabile giudizio dell’Amministrazione, dopo aver verificato nei confronti dell’autore l’inesistenza delle cause di esclusione previste dall’art. 80 del D.Lgs. n.50/2016 e s.m.e. i., o dal presente avviso e previa acquisizione della documentazione necessaria alla stipula dell’eventuale contratto, verrà corrisposto un corrispettivo pari ad € 30,00 (euro trenta/00) -oltre IVA, se dovuta, nei termini di legge, al lordo di eventuale ritenuta d’acconto. Il corrispettivo sopra evidenziato è comprensivo del soddisfo di tutti i diritti d’autore.

Adesso io mi chiedo se è normale pretendere da un qualsiasi professionista, l’originalità, la rinuncia totale ad ogni suo legittimo diritto e tutto questo per soli 30 €. E non è una mera questione economica quella che io pongo perché anche per una cifra più congrua pensare che un’amministrazione pubblica chieda o imponga ad un individuo di rinunciare ad ogni suo diritto mi sembra pazzesco. Come dire che assumo un nuovo dipendente ma a condizione che lui rinunci a tutti i diritti di lavoratore, diritti per l’affermazione dei quali tanti uomini hanno combattuto e a volte sono anche morti. No, mi scusi, questo non è accettabile. Qualsiasi siano le motivazioni che vi hanno portato a scrivere un bando in questo modo credo che non siano giustificate, credo che questo bando debba essere ritirato e che se proprio siete interessati “all’acquisizione con la finalità di arricchire l’archivio fotografico di questa Amministrazione con l’obiettivo di diversificare il più possibile temi e località” come riportato nella premessa del vostro avviso pubblico, credo che dobbiate procedere con nuovi metodi oppure inviare i vostri impiegati e funzionari sparsi in giro per la Sicilia, sicuramente dotati di smartphone, a fotografare quello che vi serve.

Perché il professionismo si paga e soprattutto si rispetta.

Cordialmente

Tony Gentile


Nato a Palermo nel 1964, Tony Gentile comincia la professione nella sua città nel 1989,  collaborando con un quotidiano locale e nello stesso tempo con l’agenzia fotogiornalistica Sintesi di Roma. Grazie a quest’ultima le sue foto vengono pubblicate nelle più importanti testate giornalistiche italiane e straniere. Nel 1992 diventa corrispondente dalla Sicilia dell’agenzia di stampa internazionale Reuters per la quale dal 2003 al 2019 ho lavorato come staff-photographer con base a Roma. È l’autore del celebre scatto che ritrae Falcone e Borsellino.