C’è un paesino, nel nisseno, famoso per la sua caratteristica forma ad anfiteatro: è Delia, ridente località circondata da colli rivestiti di vigneti, mandorli e ulivi. A renderlo celebre, tuttavia, sono anche le sue prelibatezze culinarie: oltre alle pesche denominate prodotto Igp, infatti, a Delia viene realizzato un dolce decisamente peculiare. Si tratta della cuddrireddra, una tradizione che dal 2004 è diventata presidio Slow Food, preparata in origine dalle massaie locali durante il periodo di Carnevale, ma che è possibile gustare durante tutto l’anno. 

TRADIZIONE. Si narra che la forma a corona della cuddrireddra sia un omaggio alle castellane che vivevano nella fortezza medievale di Delia durante i Vespri Siciliani, avvenuti tra il 1282 e il 1302. La ricetta prevede un impasto a base di farina di grano duro, uova, zucchero, strutto, vino rosso, cannella e scorza d’arancia, che viene poi lavorato su un piano di legno detto scanaturi. Una volta ottenuta la consistenza desiderata si formano dei rotoli di pasta di piccolo diametro che vengono successivamente avvolti attorno ad un bastoncino che viene poi sfilato. La spirale ottenuta viene poggiata sul cosiddetto “pettine”, un utensile, in origine utilizzato come parte del banco di tessitura, formato da due asticelle di legno unite da una serie di file di canna di bambù che conferiscono all’impasto l’effetto rigato. Quando si ottiene la cosiddetta rigatura, le due estremità vengono unite formando un bracciale che viene infine fritto in una generosa quantità di olio extravergine di oliva.

LA BELLA CASTELLANA. A proposito di castellane, al periodo della guerra dei Vespri Siciliani è legata una leggenda locale, che vede protagonista Beatrice, una bellissima giovane dai capelli biondi e dagli occhi scuri. Si narra che la gentile fanciulla vivesse sotto la protezione del conte che un giorno la diede in sposa al castellano Bernardo; da questa unione nacque una figlia. Un giorno nel paese dell’entroterra siciliano giunse un certo Roberto Martorana che si invaghì della bella castellana che lo rifiutò. Beatrice non disse nulla al marito ma minacciò di riferire tutto al conte, un gesto che scatenò la voglia di vendetta dell’insistente corteggiatore. Durante la guerra dei Vespri, Martorana insieme al fratello si alleò con i francesi, con la promessa che sarebbe divenuto signore di Delia alla sua caduta, riuscendo a mettersi con l’inganno alla guardia del Castello da cui fecero entrare i nemici. Quando Bernardo si accorse dell’accaduto fu pugnalato alle spalle da Martorana che minacciò di morte Beatrice, che nel frattempo si era rifugiata nella sua stanza insieme alla figlia. Quando la guerra ebbe fine, i traditori furono legati e trascinati da cavalli fino alla morte. Beatrice, infine, sposò il Conte divenendo così Contessa di Delia. La leggenda rivive nel Castello dei Normanni durante la tradizionale festa medievale.

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