Giri di Parole: scoprire Catania attraverso
gli occhi degli autori
che l’hanno cantata

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Pensato da CityMap Sicilia e dalla libreria Vicolo Stretto, il primo club letterario itinerante si propone lo scopo di far conoscere la città etnea attraverso le opere e gli scrittori che l’hanno descritta. Ecco il racconto della nostra esperienza al seguito del gruppo capitanato dall’autore di “Catania non guarda il mare”, Daniele Zito

«Colui che tutto move» è un giro di parole dantesco che nella sua semplicità nasconde l’immensità del divino, perché le parole hanno il potere di evocare, girano, si confondono e a volte ritornano, come il viaggio che bisogna attraversare per arrivare all’ultima agognata pagina. A Catania la locuzione “Giri di Parole” acquisisce un nuovo (e se vogliamo dire letterale) significato: è infatti il primo club letterario itinerante, pensato da CityMap Sicilia e dalla libreria Vicolo Stretto, per conoscere la città di Catania attraverso gli autori che la raccontano. Uno scrittore, un bicchiere di vino, un tagliere ed ecco che inizia l’avventura. L’affluenza è alta nonostante il prezzo di 25 € che comprende: il libro in questione, un cocktail con annesso tagliere e una visita guidata nei luoghi più significativi del romanzo scelto.

LA PRESENTAZIONE. Catania non guarda il mare di Daniele Zito è il secondo romanzo selezionato per questo giro di parole. Un libro anticonvenzionale che racconta Catania con gli occhi di un catanese per passione e non di nascita: «Ero convinto che un catanese fosse una persona che abita Catania – racconta Daniele Zito – poi mi sono accorto che è vero esattamente il contrario, il catanese è una persona abitata da Catania, ovvero dai conflitti che attraversano la città». La presentazione prende così avvio. I conflitti di cui parla l’autore si avvertono anche nel luogo prescelto per la presentazione, prima parte di questo lungo viaggio: un locale all’interno della Pescheria, scelto perché luogo del romanzo narrato in tutti i suoi caleidoscopici suoni e colori. La presentazione, scandita da un bicchiere di vino e due diverse portate, scorre fluida. L’autore parla a ruota libera mentre gli ospiti, complice l’atmosfera familiare da “aperitivo”, si sentono in diritto di poter porre tutte le domande che vogliono. Purtroppo il cattivo tempo che ha imperversato ultimamente sulla Sicilia rovina l’atmosfera calda e accogliente con il freddo che pungente arriva a colpire quando meno lo si aspetta.

Daniele Zito dialoga con i presenti
Daniele Zito dialoga con i presenti

UNA PASSEGGIATA EVOCATIVA. La presentazione si conclude con la lettura del romantico incipit che ha come leitmotiv principale «Ma chi me l’ha fatto fare?». Quell’ora e un quarto passata a raccontare ha creato tanta curiosità e aspettativa. I luoghi prescelti sono tra i più disparati. Il gruppo è animato e la chiacchiera è facile, ci si racconta con degli sconosciuti mentre Catania vive al ritmo dei Sepolcri. Il Liotru, simbolo della città e delle sue contraddizioni, è descritto dall’autore come un: «Bignami di Catania, c’è tutto. Dall’elefante, alla santa, alla fontana». Camminando verso Piazza Stesicoro si ha modo di fermarsi per guardare la distruzione operata dall’uomo ai danni del patrimonio culturale, ci racconta dello sventramento di San Berillo e di come oggi il quartiere vada avanti. Salendo in via Plebiscito il momento più significativo, forse perché come sostiene l’autore: «È il luogo che più mi rappresenta». Un semplice portone rosso che per chi è nato dopo il 2009 non vuol dire altro che un luogo chiuso, ma per chi come Daniele Zito era militante all’epoca, il centro Experia voleva dire molto di più: un luogo di vita e di ritrovo. Davanti al monastero dei Benedettini non si può non citare l’antichità di quel luogo: è su questa collina, Monte Vergine, che nasce Catania e sempre qui che attraverso l’Università il quartiere è cambiato e ha assunto una nuova forma.

Dirigendosi verso via Vittorio Emanuele ci si sofferma davanti alla Libreria Prampolini, uno degli esercizi commerciali più antichi della città. Angelica Sciacca, neo proprietaria insieme alla sorella, prende la parola: «Da qui sono passati tutti i grandi nomi della letteratura siciliana e non, mi è arrivata voce che anche Montale fosse venuto qui, e addirittura che avesse già fatto accordi con Prampolini per pubblicare con lui la prima edizione di “Ossi di seppia”». Il giro si conclude con questo curioso aneddoto e con la promessa della libraia di continuare a cercare notizie. Il tramonto è passato da un pezzo e sugli orologi le lancette segnano le 22:40. Un orario di certo inaspettato per una presentazione che era segnata a partire dalle 19. Unica pecca insieme al freddo, che poco però era prevedibile in una giornata di fine aprile.

Giri di parole è una vera avventura in giro per Catania: un’avventura fatta di luoghi, di racconti e di incontri, non solo dell’autore con il suo pubblico e del lettore con il suo idolo, ma soprattutto quello tra persone che, accomunate da passioni in comune come la lettura e la scoperta, decidono di mettersi in gioco in questo cammino che ha come missione quella di guardare la città da un nuovo punto di vista, e scoprire nuove storie.

Un momento della passeggiata
Un momento della passeggiata
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