Giulio Macaione: «La mia Alice, supereroina che viaggia nei sogni altrui»

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Il fumettista palermitano, dopo un soggiorno statunitense che ha ispirato il suo ultimo lavoro Alice di sogno in sogno, presenta anche in Italia le avventure della sua protagonista che ha conquistato gli States affrontando temi come il bullismo ed educando alla condivisione del dolore come terapia dell’anima

Un anno fa lo avevamo incontrato per la prima volta, assorto nelle intense malinconie di Stella di mare (BAO, 2018), oggi torna in libreria con un albo che guarda all’America. Lui è Giulio Macaione, fumettista palermitano e cittadino del mondo che ci ha presentato il suo nuovo volume Alice di sogno in sogno (BAO, 2019).

Scritto in contemporanea al lavoro precedente, ambientato in Sicilia e fortemente sentimentale, la storia di Alice è invece molto diverso brillante, colorata, divertente: «In realtà tutte le mie storie sono diverse tra loro – ci confessa – Sono un lettore dai gusti abbastanza variegati, leggo tanto e mi piace raccontare storie diverse. Ho iniziato a lavorare ad Alice di sogno in sogno mentre mi trovavo a Cincinnati, negli USA, dove ho vissuto due anni. Il libro infatti è ambientato nella stessa città ed è stato ispirato da quei luoghi. Ad esempio andavo sempre a passeggiare al cimitero di Spring Grove, che è anche un bellissimo parco floreale, ed è diventato un luogo centrale nel racconto».

IL FARDELLO DEI SOGNI. La storia nasce in realtà molti anni prima a Bologna: la protagonista si chiamava sempre Alice, ma era una ragazza italiana a cui un mago regalava un cappello da strega che le permetteva di viaggiare nei sogni altrui. «Il progetto è rimasto nel cassetto – ci svela – e l’ho recuperato mentre ero in America. Il primo aspetto che ho voluto cambiare è stato proprio il potere di Alice: volevo che fosse un fardello e che le causasse dei problemi anche nella vita reale. Nel libro, lei viaggia nei sogni degli altri suo malgrado, non per suo volere, e quando si addormenta accanto a qualcuno vive per forza i sogni di questa persona. Poi ho completamente riscritto la storia, l’ho ambientata a Cincinnati, disegnandone i luoghi reali». Un’influenza americana che si rivela nei colori pop di Giulia Adragna, fumettista palermitana, che ha preso parte alla realizzazione del volume e che ha prestato la sua colorazione brillante e luminosa che guarda agli USA. «Credo che la scuola siciliana possa ancora crescere – ci dice a proposito della scuola del fumetto siciliana Macaione – la Sicilia culturalmente ha tantissime fonti da cui attingere e permette di trovare l’ispirazione ovunque. Conosco la Scuola Del Fumetto di Palermo e credo che sia la migliore in Italia, è una scuola serissima e tantissime persone che oggi lavorano nel settore editoriale del fumetto arrivano da lì, a cominciare dalla stessa Giulia Adragna».

L’ARTE CONTRO IL BULLISMO. Alice di sogno in sogno, edito già in America nel 2018, ha avuto un’ottima accoglienza, è andato sold out al Comic-con di New York e sta avendo un ottimo riscontro nel circuito delle biblioteche e scuole dopo che la New York Public Library lo ha inserito tra le dieci migliori graphic novel per ragazzi del 2018. Il testo è stato pensato per i ragazzi tra i quali la tematica del bullismo è forte, soprattutto in America dove la figura del looser e quindi del perdente è vittima di vessazioni e persecuzioni. Problema di cui in Italia non si parla ancora abbastanza, nonostante siano in migliaia a soffrire ogni giorno a causa di questo crimine: «Con Alice di sogno in sogno mi piacerebbe poter dire a un ragazzino che viene bullizzato che in lui non c’è niente di sbagliato, anzi probabilmente è speciale e per questo attira le invidie e le antipatie altrui».

Il volume è autoconclusivo, ma quello che tutti ci chiediamo è se Alice riuscirà finalmente a realizzare sogni propri? Quando lo chiediamo a Giulio sorride: «Il sogno è il motore che mi fa andare avanti. Io sono uno svampito che ha sempre la testa tra le nuvole! Sui sogni di Alice, preferisco rimandarvi alla storia, non voglio fare spoiler. Ma magari potrebbero arrivare altre storie…»

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