I “tappeti di Irma”: un caleidoscopio di colori per rendere Messina più bella

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L’artista bielorussa Irina Belaeva ripara le buche della città sullo stretto con mosaici dalle tinte che omaggiano la Sicilia

“Mettete dei fiori, è il caso di dirlo, nelle nostre buche perché il rischio per pedoni e automobilisti è di farsi male sul serio”. Così, attribuendo un nuovo valore a quella “Proposta” che negli anni Sessanta aveva fatto dei Giganti i portavoce di un messaggio di pace, vogliamo raccontare la soluzione dell’artista bielorussa Irina Belaeva per ovviare a quella piaga delle buche nelle strade che sempre più spesso attanaglia i Comuni di tutta Italia . C’è chi propone di usare asfalti ecosostenibili a freddo per tutelare l’ambiente oltre che la salute degli addetti ai lavori e chi ironicamente organizza tornei di mini-golf tra una crepa e l’altra, frutto sempre più spesso dei dissesti comunali o di chi specula sulla manutenzione stradale, la Belaeva invece ha deciso di rattoppare le voragini presenti sul viale Boccetta, a Messina, con dei mosaici che hanno per soggetto coloratissimi boccioli o le tante meraviglie della nostra terra.

DALLA BIELORUSSIA CON AMORE. Appassionata da sempre alla pittura, la Belaeva, riscopre l’amore per gli acquarelli dodici anni fa, quando dalla fredda Minsk arriva per amore a Messina. Le spiagge, il mare, i paesini incastonati sulle montagne, le stradine antiche, le chiese e i palazzi presenti sull’isola risvegliano il suo interesse per l’arte. Passeggiando per le strade della sua città però, nota ben presto tanti marciapiedi scoscesi e pericolosi così decide di sperimentarsi nella tecnica del mosaico sviluppando un progetto intitolato “I tappeti di Irma” che conta già più di trentacinque opere. Non sempre le vie lastricate di buone intenzioni sono facili da percorrere, al contrario a frenare l’entusiasmo della street artist è inizialmente proprio il Comune, che tarda a far arrivare l’autorizzazione per i lavori nonostante la gratuità dell’impegno. Irina non demorde e quando finalmente anche questa giunge, è pronta per mettersi all’opera. Per realizzare i tasselli colorati utilizza cocci rotti che trova in prossimità dei cantieri, ben presto però coinvolge anche amici, parenti e alcuni negozi di ceramiche: conditio sine qua non, il colore, che li rende unici. Una doppia funzione per arricchire le strade con opere che siano belle e funzionali, riutilizzando materiali di scarto che altrimenti andrebbero sprecati.

Irina Belaeva

LEGAMI. Sembra proprio che la Trinacria le dia il giusto stimolo per creare, addirittura durante la fase di disegno e realizzazione ama ascoltare musica siciliana per le sonorità briose che le mettono la giusta carica. Ecco allora che tra le grigie mattonelle prendono vita i variopinti mosaici di Irina l’impegno è tanto, bisogna tagliare ogni singolo tassello, comporlo, adagiarlo su una rete di plastica dopodiché con il cemento posizionarlo in strada dopo averlo adeguatamente segnalato, in modo che nessuno posso rovinarlo. Il sogno di questa vulcanica artista? Quello di creare un piccolo gruppetto di cittadini disposti a prendersi cura della loro città perché le buche sono tante e ogni giorno ne sorgono di nuove, e chissà che magari col tempo non riesca a ottenere anche un corrispettivo economico per il duro impegno che porta avanti. La voglia di migliorare il proprio paese e di sentirsi parte attiva di una comunità dovrebbe essere di sprone per noi tutti, abituati spesso a guardare piuttosto che a fare. Dal canto nostro non possiamo che augurarle di esportare questa iniziativa magari partendo proprio dalla Capitale dove le buche stradali sono parecchio profonde. D’altra parte un suo illustre collega, il mosaicista americano Jim Bachor ha iniziato proprio così, tappando nel 2013 una buca nella sua via, a Chicago, con uno dei suoi stupefacenti lavori. Da allora ha viaggiato in lungo e in largo per il mondo facendo conoscere la sua missione sociale e di salvaguardia dell’ambiente oltre alle sue incredibili opere.

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