Il ceo dell’azienda, Danilo Mirabile: «abbiamo reso la comunicazione meno dispendiosa. Nessuno correrà più il rischio di perdere i propri contatti»

«L’aspetto che ci rende unici è il nostro modo di gestire i dati degli utenti: non abbiamo intenzione di accumularli. Così facendo abbiamo reso il nostro software leggero e dinamico, e abbiamo preservato la privacy». Esordisce così Danilo Mirabile, CEO di Beentouch, il social network totalmente made in Catania che ha varcato i confini nazionali. «I nostri competitors sono abituati a vendere le informazioni che riguardino i loro aderenti. Noi abbiamo optato per la soluzione contraria: anche se il Capo del nostro Governo dovesse proporci un accordo, ci rifiuteremmo». Certamente non è facile assumere una posizione del genere. Il CEO Mirabile, tuttavia, punta in alto: «Investiremo su mercati in via di sviluppo che sono ancora schiavi di un sistema che tende a penalizzarli».

TECNOLOGIA, DESIGN, PRESTAZIONI. Beentouch nasce da un’idea di Danilo e di un suo collega universitario. Questa applicazione offre servizi pari a quelli di Skype: videochiamate e messaggistica fanno da padrone, ma anche il loro prodotto gode di una marcia in più rispetto ai concorrenti: «Tralasciando la profilazione degli utenti abbiamo reso la comunicazione meno dispendiosa. Nessuno correrà più il rischio di perdere i propri contatti». In questo progetto anche l’aspetto grafico ha un ruolo rilevante: «La popolazione del sud del mondo, alla quale ci rivolgiamo, trova difficoltà a relazionarsi con software concepiti altrove, per l’eccessivo utilizzo di una grafica fuorviante». L’app di cui stiamo parlando è il risultato di tali valutazioni: il più possibile intuitiva per i paesi emergenti, curata nel design per il nord del mondo. Inoltre, è stata operata una selezione tra le più diffuse tecnologie presenti sul mercato per garantire sicurezza dei dati e prestazioni audio e video ottimali, in particolare durante le videochiamate. Tutto questo secondo un sistema di comunicazione peer to peer.

Il team di Beentouch

UNA RIVINCITA PER IL SUD. «Catania è la chiave di tutto. Bisogna valorizzare i progetti del sud Italia». Il CEO Mirabile sa che al di là dei meriti del suo team, parte del successo di Beentouch è dovuto anche alla possibilità offerta dal programma Tim#Wcap. L’acceleratore per aziende emergenti presente anche nel capoluogo etneo, ha consentito loro di sostenere le spese iniziali e di avere a disposizione una struttura e degli uffici dove poter operare in piena libertà. «Adesso siamo in cinque e abbiamo anche altri collaboratori. L’età dei membri del nostro gruppo è sorprendente: la media è di 24 anni». Continua Danilo presentando la sua squadra. Insomma, questi ragazzi non hanno alcuna intenzione di rinnegare le proprie origini e soprattutto di abbandonare la terra dove sono cresciuti e hanno imparato a sognare.

Etna

 

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