Cristina, vincitrice del Translation Slam 2018: «Così un fumetto ha cambiato la mia carriera»

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Bolognese di nascita ma siciliana d’origine, la giovane, neolaureata in traduzione e vincitrice del prestigioso premio assegnato in occasione della scorsa edizione di Lucca Comics, ci ha raccontato la sua storia: dai primi passi nel mondo delle lingue straniere al futuro, in cui spera di proseguire nel settore delle storie illustrate

«I miei genitori sono nati e cresciuti a Mazara del Vallo. Mio padre è stato il primo tra i due a partire per Bologna per ragioni di lavoro. Mia mamma l’ha raggiunto dopo che si sono sposati, anche se la loro scelta non è stata presa a cuor leggero. La loro terra manca ancora a entrambi, hanno vissuto tanti anni lontani dalle rispettive famiglie e tante cose normalissime in Sicilia fanno fatica a ritrovarle in Emilia-Romagna. Eppure, non si sono mai pentiti di essere andati via: si ritengono fortunati di avere migliorato la loro situazione lavorativa». A raccontarcelo è Cristina, una neolaureata in Traduzione e Interpretazione che è bolognese di nascita, ma siciliana nel cuore.

«Non mi sono mai sentita né al 100% emiliana né al 100% mazarese» ci spiega a proposito delle sue origini. «Solo ora, con il passare del tempo, propendo forse più per la prima, perché la mia vita in effetti l’ho costruita quasi tutta lì. La Sicilia, però, non è solo il posto in cui vado in vacanza d’estate: è una terra a cui sono profondamente legata, una sorta di seconda patria, che spesso mi chiedo come mi avrebbe fatta diventare, se i miei genitori non si fossero mai trasferiti altrove». Lo ammette con un pizzico di malinconia, ma subito dopo torna a riflettere a mente lucida: «Di certo, se fossi cresciuta a Mazara, avrei avuto più difficoltà negli studi, perché le facoltà in cui mi sono iscritta avevano sede a Forlì in triennale e a Trieste in magistrale».

GLI STUDI DI TRADUZIONE. La ventiseienne, infatti, dopo un primo momento di indecisione fra le lingue e le Professioni Sanitarie, ha deciso di seguire la passione di una vita e di tentare i test di ammissione alla Scuola per Traduttori e Interpreti dell’ateneo bolognese. «Avevo questo forte interesse fin da bambina. I miei mi hanno sempre parlato in dialetto, anche se io rispondevo in italiano e tuttora quando sono in Sicilia parlo con accento emiliano. Il mazarese è la lingua che uso quando sono arrabbiata o quella da cui pesco espressioni intraducibili nel quotidiano (penso a beddamàtri, sciarrìa, tappine…), oltre a quella che mi ha permesso di sviluppare fin dalle elementari una grande consapevolezza e curiosità, che ho assecondato tanto alle medie in una classe di bilinguismo quanto poi al liceo linguistico».

Dopo la triennale e un primo Erasmus in Germania, Cristina ha lavorato per un anno nell’ufficio commerciale estero di un’azienda modenese. «È stata un’esperienza importante, che mi ha permesso di confrontarmi con il mondo del lavoro fin da subito. Nel presentarmi a un nuovo colloquio per il posto di project manager, però, ho capito che volevo continuare a studiare e ho tentato il test di ammissione a Trieste, dove ho scelto di specializzarmi in francese e tedesco». Ed è stato proprio nel capoluogo del Friuli-Venezia Giulia che la giovane ha unito la sua aspirazione di diventare insegnante a quella di essere una traduttrice professionista.

L’AMORE PER I FUMETTI E IL TRANSLATION SLAM. «Durante la specialistica ho potenziato il mio tedesco, apprezzando la qualità del dipartimento e l’apertura della città alla lingua tedesca (io stessa ad esempio ho insegnato nelle scuole materne di Trieste al primo anno), nonché la possibilità di svolgere uno scambio in area germanica». Durante una lezione, peraltro, Cristina ha proposto un approfondimento sul fumetto, di cui è stata sempre un’appassionata, e ha trovato spunto per l’argomento della sua tesi di laurea – e non solo. «Ho curato una traduzione del fumetto di Flix e Kissel dedicato a una rivisitazione delle avventure del barone di Münchhausen. Questo personaggio è passato alla storia come “il barone bugiardo”, perché dopo avere combattuto sul fronte russo contro i turchi è tornato in patria raccontando una serie di mirabolanti imprese, poi riadattate in libri di ogni sorta».

Mentre completava il progetto, peraltro, si è imbattuta nel bando del Translation Slam 2018, una competizione per traduttori di fumetti organizzata dal festival Lucca Comics & Games. «Mi ero divertita da matti a tradurre le avventure del barone, per cui ho deciso di partecipare al concorso nella categoria francese-italiano e fra i due testi proposti ho scelto quello dedicato alla storia di una suora sui generis, caratterizzato da un linguaggio sarcastico e da numerosi giochi di parole difficili da rendere». Ci racconta di avere avuto un buon presentimento, di essere rimasta soddisfatta dalla sua resa, ed effettivamente i risultati l’hanno vista vincitrice della sua categoria. «Emotivamente l’impatto è stato fortissimo, mi sono sentita fiera di avere ricevuto un riconoscimento esterno all’università da veri e propri addetti ai lavori», ha commentato con soddisfazione.

UNO SGUARDO AL FUTURO. Adesso Cristina si è laureata e sta curando una prima traduzione editoriale dal francese per la BAO Publishing, che si è aggiudicata come premio durante il contest lucchese. «Mi piacerebbe molto lavorare in questo settore, perciò spero che il lavoro che uscirà in settembre mi serva da trampolino di lancio». Nel frattempo, comunque, non è rimasta con le mani in mano e sta svolgendo un tirocinio post lauream in project management a Bruxelles per un’agenzia di traduzione, mentre aspetta che esca anche il bando per l’insegnamento 2019. «Il mio futuro professionale non lo vedo in Sicilia», ci spiega, «però il mio cuore rimarrà sempre legato alla mia terra di origine. Cercherò di tornarci il più possibile e continuerò a visitarla, dato che mi mancano ancora decine di posti meravigliosi da scoprire».

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