Johnny Galecki: «Io e Leonard Hofstadter ci assomigliamo, è un personaggio che adoro»

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Ospite della nona edizione di Etna Comics, l’attore statunitense ci racconta la sua esperienza sul set di The Big Bang Theory, la sitcom ideata da Chuck Lorre e Bill Prady nella quale per 12 anni ha vestito i panni dello scienziato romantico con la passione per la fantascienza e i supereroi

Dal 2007 Leonard, Sheldon, Howard e Raj sono entrati nelle nostre case raccontando con ironia la loro vita da nerd socialmente disagiati. Johnny Galecki  ha avuto non solo il successo, ma anche la fortuna di conoscere l’empatia dei fan verso il suo personaggio. «Leonard – spiega l’attore – è una persona fantastica, buona che un po’ come tutto il cast di The Big Bang Theory mostra le sue vulnerabilità». Tra loro c’è anche qualche somiglianza: «Lo sceneggiatore Norman Lear una volta mi disse che sia se sei un scrittore, sia se sei un attore, se ami il tuo personaggio lo interpreterai per sempre. Io adoro Leonard e ci assomigliamo in alcuni tratti, anche se sicuramente è molto meno testardo di me». 

LA PASSIONE PER I FUMETTI. Tra gli interessi al di fuori del lavoro alla Caltech di Pasadena, i quattro scienziati protagonisti della serie condividono quello per i fumetti. A loro si aggiunge anche Johnny Galecki: «Da ragazzino non solo li collezionavo, ma amavo anche disegnarli: facevo un sacco di sketch. Quello del comics era un mondo a me familiare, ero un grandissimo fan degli X-Men e ho provato anche a farmi prendere per il casting di Nightcrawler. Anche se – conclude ridendo – non è andata così bene». Le fiere del fumetto, tuttavia, arriveranno per l’attore solo dopo The Big Bang Theory, con inviti a convention come il Comic-con di San Diego. «Il primo anno non eravamo consapevoli di che tipo di reazione e successo avesse lo show. Chuck Lorre, il produttore della serie, ci disse che c’era ad attenderci una sala da 7.000 persone. Pensavamo che non saremmo mai riusciti a riempirla, in quel momento poi c’era Battlestar Galactica. Chiedemmo insistentemente di organizzare in un luogo più piccolo, ma senza riuscirci. Potete immaginare la sorpresa nel momento in cui ci rendemmo conto che non solo la sala era gremita di gente,  ma tanti fan avevano passato la notte campeggiati lì davanti apposta per entrare».  Grandi raduni come il Comi-con, confessa divertito l’attore, gli hanno offerto l’occasione per mettere in atto un piccolo stratagemma per respirare l’energia e la passione dei fan: indossare una maschera da Darth Vader e una giacca rosa e girare per gli stand senza che nessuno sospetti nulla.

THE BIG BANG THEORY. Il 16 maggio scorso è andata in onda l’ultima puntata della sitcom che l’ha reso famoso: «Quel momento – spiega ancora Galecki – è stato molto emozionante. Ci siamo lasciati andare ad abbracci ed anche a qualche lacrima. Gli sceneggiatori hanno fatto un grandissimo lavoro con l’ultima stagione: sono riusciti non soltanto a concludere tutti i cicli narrativi legati ai personaggi, ma davvero a dare unità, completezza». Anche per l’ultima puntata il cast ha portato avanti un rito nato agli inizi della serie: «Una delle tradizioni sul set, iniziata come uno scherzo, era di abbracciarci tutti, come fanno le squadre sportive, poco prima di iniziare le riprese. Un abbraccio sportivo del quale ‒ ci dice ridendo ‒ sono anche un po’ imbarazzato». L’attore ci lascia con una battuta sulla sua carriera post-Big Bang Theory, senza sbottonarsi troppo: «Io, come tutti i membri del cast, abbiamo voglia di sperimentare, di metterci alla prova con nuove esperienze».

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