«Non penso di aver lasciato un’impronta nella fotografia, però spero di aver fatto qualcosa per le donne». A lasciare scritto nel suo diario queste parole è stata Ellen Rosenberg, meglio conosciuta con il cognome del marito Ellen Auerbach, nata il 20 maggio 1906 a Karlsruhe, in Germania in una famiglia ebrea liberale. Insieme a Grete Sterne, Ellen diede vita degli anni ‘30 a Berlino allo studio fotografico “Ringl + pit” (dai nomi usati per chiamarle da bambine. Capaci sia di cogliere un momento significativo e fugace sia di scattare fotografie più “ragionate”, lavorarono anche in condizioni di estremo pericolo, mettendo spesso a repentaglio la loro stessa vita.   

Lo studio “Ringl + pit” fu il primo studio fotografico pubblicitario gestito da donne a Berlino, i primi tempi non furono facili e il mondo della fotografia fatto di maschi, tendeva a isolarle Stregate dal fervore culturale della città le due giovani artiste si fecero ben presto notare per i rivoluzionari lavori di “Ringl + pit”. Si specializzarono in natura morta, fotografia pubblicitaria e illustrazioni di riviste. I loro scatti, dallo stile fantasioso e spesso irriverente e critico nei confronti della società dell’epoca, incarnano il sentire della della “Neue Sehen”, Nuova visione, che rivendicava per la fotografia uno statuto autonomo rispetto alle altre arti figurative.

Gli scatti di Auerbach, insieme a quelli di Stern, si concentravano spesso sull’oggetto quasi come uno studio scultoreo, focalizzandosi sull’essenziale. Ad un amico un giorno confidò: «Nel mio lavoro fotografico, non solo ho cercato di registrare ciò che si vede in superficie, ma anche di catturare l’essenza che si trova sotto la superficie delle cose, una specie di “terzo occhio”».

Ellen e Grete si distinsero ben presto per il modo in cui rappresentavano la donna, come nella foto presentata, dove è chiaro come il loro modello di femminilità era estremamente libero, anticonformista e ironico. L’immagine è frutto di un fotomontaggio che, prodotta oggi, grazie all’uso di Photoshop, è semplice. Ma negli anni ’40-’50 scomporre immagini, ricombinarle, ingrandirle, rimpicciolirle, inserire effetti di luci e ombre, richiedeva un grande e lungo lavoro di precisione e notevole abilità di conoscenza degli strumenti. Lo scatto è tecnicamente perfetto, incanta per la figura slanciata del soggetto, per il suo intenso movimento, emblema di una vera e propria “Finestra sul mondo”, come venne definita alla sua pubblicazione. Erano tempi dove alle donne molti settori professionali non erano accessibili. Il volto sorridente della giovane e la non comune elevazione da terra proietta in un futuro positivo, nonostante l’avvento di Hitler, la possibilità di piena realizzazione nella società delle donne. Una foto profondamente piena di speranza.

Abituate a firmare insieme i loro scatti e a lavorare in perfetta sintonia, nonostante i loro lavori fossero segnati da una verve critica riuscirono a vivere della professione di fotografe. Poi Ellen conobbe l’attivista di sinistra Walter Auerbach, di cui si innamorò mentre l’amica inontrava quello che sarebbe stato suo marito, il fotografo argentino Horacio Coppola. Con l’ascesa al potere di Hitler, però, il loro mondo – compreso lo studio “Ringl + Pit” – venne stravolto.  Grete emigrò con Horacio in Argentina ed Ellen, ebrea e compagna di un oppositore del regime, fu costretta a fuggire in Palestina. Qui divenne la fotografa ufficiale dell’Organizzazione Internazionale delle Donne Sioniste e realizzò un documentario che raccontava la crescita urbana della città di Tel Aviv e, quando Walter la raggiunse, fondarono insieme un loro studio fotografico.

Anni dopo le due amiche si rincontreranno e riprenderanno la loro collaborazione, questa volta a Londra, dove realizzarono un servizio sulla maternità, il loro ultimo lavoro insieme. Vistosi riufiutato il visto per raggiungere la Stern e il marito in Sud America, Ellen e Walter si trasferirono a New York. Qui lei lavorò da freelance per diverse riviste prima di affrontare la fine del suo matrimonio: nel ’45 i due si separarono e per la fotografa iniziò una fase di intensi viaggi. Realizzo reportage di grande suggestione, in cui cercò senza posa di sperimentare, sia con le tecniche sia con i soggetti.  In tarda età decise di reinventarsi: cominciò a fotografare bambini – da sempre tra i suoi soggetti preferiti – con difficoltà di apprendimento. Uno dei suoi ultimi viaggi fu in Argentina: desiderava vedere la sua amica e compagna di viaggio, a cui rimase legata fino alla fine. Ellen Auerbach continuò a scattare fotografie non commerciali per tutta la sua vita ritraenti paesaggi, interni di architettura, scene di strada e ritratti. Grete morirà la sera della vigilia Natale del 1999. Ellen vedrà il nuovo secolo per lasciarlo, a 98 anni, nel 2004.

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