Da una parte sono felici Ferruccio Spinetti e Giovanni Ceccarelli: hanno vinto la sfida lanciata da Pierre Darmon, discografico francese dell’etichetta Bonsai, realizzando così il sogno di suonare le musiche di Ennio Morricone, un mito per entrambi. Dall’altra, il cruccio per essere usciti con il disco More Morricone in tempi difficili come questi del Covid-19, ma soprattutto dopo la scomparsa del genio delle colonne sonore.

«Il nostro non è un omaggio postumo, il progetto risale all’anno scorso», tiene a sottolineare il neocinquantenne Ferruccio Spinetti, contrabbasso di Avion Travel e Musica Nuda. «Il sogno nel cassetto era quello di fare ascoltare il disco al Maestro, di sentire il suo punto di vista. Non era nostra intenzione, come capita spesso in Italia, ricordare un grande artista post-mortem».

«Il disco doveva essere pubblicato in Francia in aprile», aggiunge il pianista marchigiano. «Causa il lockdown, l’uscita è stata rinviata. Nel frattempo, in luglio, è arrivata la triste notizia della morte di Morricone».

l disco More Moricone è sì l’omaggio di due artisti a un mito, ma è anche la storia di una amicizia nata durante un seminario jazz a Siena nel 1989

Ed è ancora l’incubo pandemia a ostacolare il percorso di More Morricone. In Francia la recrudescenza del virus ha spinto le autorità a imporre il coprifuoco dalle ore 21. E quando si dice che i guai non arrivano mai da soli, una Corte europea ha congelato i fondi che la legge sullo spettacolo francese stanzia per le anteprime delle nuove produzioni. «Per un cavillo legale, ancora non abbiamo potuto presentare il disco», dice amaramente Ceccarelli al telefono mentre passeggia per le vie di Parigi, dove è stato registrato More Morricone.

Paradossalmente, l’occasione per promuovere il lavoro discografico giungerà dall’Italia, dove il duo sarà in tour, ospite, tra gli altri, della rassegna Nomos Jazz il 12 dicembre al Teatro Golden di Palermo e l’indomani di Catania Jazz al Fourpoints by Sheraton Hotel. «La pandemia è servita a denunciare la mancanza di una legge sullo spettacolo in Italia», si lamenta Spinetti. «Mancano gli ammortizzatori sociali per chi vive di musica, e non mi riferisco soltanto agli artisti, ma soprattutto alla backline, a chi sta dietro per far funzionare la macchina. Mi auguro che il Covid possa alla fine generare una legge sullo spettacolo, come esiste in Francia, dove i miei colleghi sono più tutelati».

Il processo che i due applicano alle musiche di Ennio Morricone è di spogliarle, riducendole all’essenzialità. «Quando Pierre Darmon lanciò l’idea, io e Ferruccio eravamo scettici all’inizio, avevamo un timore reverenziale nei confronti di un’operazione del genere»

Il disco More Moricone è sì l’omaggio di due artisti a un mito, ma è anche la storia di una amicizia nata durante un seminario jazz a Siena nel 1989. Un anno prima che Spinetti entrasse nella Piccola Orchestra Avion Travel. «Un’amicizia che si è rafforzata nel tempo, a prescindere dalla musica e dalle collaborazioni», dice Ceccarelli, le cui strade più volte si sono incrociate con quelle della band casertana, come nel disco Météors, dove appaiono il compianto Fausto Mesolella e Spinetti. Poi l’amore allontana geograficamente i due amici. Qualche anno dopo che il contrabbassista forma il duo Musica Nuda con la cantante Petra Magoni, il marchigiano conosce in Francia la donna che diventerà sua moglie e dal 2006, piano e bagagli, si trasferisce all’ombra della Tour Eiffel. Parigi si confermerà ospitale per i musicisti italiani tributando grandi accoglienze anche a Musica Nuda. In prima fila, a battere le mani ai loro concerti, c’è sempre Ceccarelli: «Ho sempre ammirato Musica Nuda, perché corrisponde al mio modello artistico, andare all’essenza dei suoni».

È il processo che i due applicano alle musiche di Ennio Morricone, spogliandole e riducendole all’essenzialità. «Quando Pierre Darmon lanciò l’idea, io e Ferruccio eravamo scettici all’inizio, avevamo un timore reverenziale nei confronti di un’operazione del genere, nell’adattare un repertorio così prestigioso alla formazione pianoforte/contrabbasso», racconta Ceccarelli. «E, in effetti, ha funzionato l’esperienza Musica Nuda», interviene Spinetti. «Io penso che i grandi temi possano essere spogliati, perché se sono tali l’emozione arriverà ugualmente. Quando i temi sono belli, non c’è bisogno di un’orchestra sinfonica, perché le sole note del tema sono sufficienti per suscitare un’emozione, che si può ricreare anche con la formazione pianoforte/contrabbasso».

Sulla scelta dei brani: «Non volevamo fare un disco snob, puntando soltanto su brani poco conosciuti, ma abbiamo pensato anche al grande pubblico»

Da questa vena nasce un disco emozionante, di rara eleganza, dove i temi, spesso ascoltati nella loro forma orchestrale, sono qui smontati e sublimati. Jazz, musica classica e canzone si intrecciano con le atmosfere morriconiane. Da qui anche l’esigenza di avere una voce femminile, individuata in quella cristallina della cantante belga Chrystel Wautier. «Morricone usava spesso la voce», spiega Spinetti. «Come nell’introduzione del tema di Metti una sera a cena, una voce strumento. E poi ha scritto musiche per canzoni, pensiamo a Se telefonando. La forma-canzone è sempre appartenuta al dna mio e di Giovanni».

La scelta dei brani è stata condivisa con Massimo Cardinaletti, esperto di colonne sonore e amico di Morricone. «Non volevamo fare un disco snob, puntando soltanto su brani poco conosciuti, ma abbiamo pensato anche al grande pubblico. Quindi si passa da I figli morti dal film Giù la testa, concessione a una richiesta di Pierre Darmon, a Un Amy da Revolver sino ad ¡Átame! dal film Légami! di Almodovar o a Metello o ancora a Un uomo si è dimesso da La tarantola dal ventre nero». Senza dimenticare Poverty da C’era una volta in America, My Heart and I dal serial tv La Piovra, Il clan dei siciliani, il Tema d’amore di Nuovo cinema paradiso».

I concerti siciliani potrebbero riservare una sorpresa. «Sul palco saremo in due, ma mi farebbe piacere ospitare per qualche brano un’artista siciliana. Incontrare nuova gente, nuovi artisti, è anche questo uno dei piaceri che condividiamo», annuncia Spinetti. Non a caso da dieci anni i due danno vita al gruppo InventaRio, nel quale hanno coinvolto Dadi Carvalho, chitarrista-cantante-compositore brasiliano, e Francesco Petreni alla batteria e percussioni. «In questo progetto confluiscono tutte le nostre passioni musicali: la canzone d’autore, il jazz e la musica brasiliana», dice Ceccarelli. «Con noi hanno collaborato Petra Magoni, Samuele Bersani, Chiara Civello, Maria Pia De Vito, Bungaro, Tosca, Fausto Mesolella, Gnu Quartet, Fabrizio Bosso, Jessica Brando e i brasiliani Maria Gadu, Chico Buarque, Vanessa Da Mata, Vinicius Cantuaria. E il nostro secondo disco è stato candidato ai Latin Grammy nel novembre 2014».

Nei due cartelloni siciliani di Nomos a Palermo e di Catania Jazz, oltre ai nomi di Ferruccio Spinetti e Giovanni Ceccarelli, spiccano anche quelli della sassofonista catalana Eva Fernandez, che col suo trio il 15 novembre, se non interverrà il “coprifuoco”, aprirà la rassegna etnea, mentre l’austriaco David Helbock, considerato un’icona della scena jazz europea, inaugura quella palermitana il 29 novembre (il giorno prima a Catania). In gennaio il sassofonista sardo Enzo Favata, la pianista tedesca Johanna Summer e la violoncellista cubana Ana Carla Maza. La dirompente e innovativa cantante e compositrice jazz estone Kadri Voorand accompagnata dal bassista-contrabbassista Mihkel Mälgand è di scena in febbraio. Il mese di marzo prevede: l’atipico duo formato dal chitarrista gypsy Antoine Boyer e dalla coreana Yeore Kim alle prese con standard del jazz; il trio svedese Ulf Wakenius, Jaspes Bodilsen e Magnus Ostrom; il gruppo Jakob Manz Project. Si chiude il 24 aprile a Catania e l’indomani a Palermo con il pianista George Cables, feat. Piero Odorici-Darryl Hall-Kyle Poole, unica presenza d’oltre oceano conseguenza sia delle restrizioni negli spostamenti dettate dall’emergenza pandemia, ma soprattutto del fatto che i migliori fermenti jazz da un paio di anni si registrano nel Vecchio Continente.

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