Dare memoria a un personaggio poco ricordato e andare incontro alla gente attraverso la cultura: con questi obiettivi nasce il “Museo Mobile Archimede”, spin off del “Museo Archimede e Leonardo” di Siracusa.

RICONQUISTARE UN’EREDITÀ. Il progetto è stato presentato sabato 12 giugno al Teatro Stabile di Catania, sede non casuale: questa nuova forma di museo itinerante infatti nasce proprio grazie alla collaborazione tra Laura Sicignano e Maria Gabriella Capizzi, rispettivamente direttrici dello Stabile etneo e del museo siracusano. «Il museo e il teatro sono due luoghi basati su una grande consapevolezza culturale: questa vicinanza tra lo Stabile di Catania e il museo di Siracusa rientra in quell’asse Sud-Est che ha ereditato la cultura della Magna Grecia» spiega Fabio Granata, assessore alla Tutela e alla Valorizzazione dei Beni e delle Attività Culturali di Siracusa. «Dobbiamo riconquistare questa eredità culturale: “Quello che erediti dai tuoi padri, riguadagnatelo, per possederlo”, come disse Goethe» conclude l’assessore.

FUORI DAI LUOGHI DELLA CULTURA. «Questa iniziativa coniuga comunicazione della cultura e diffusione del sapere antico: si tratta di un’operazione culturale e imprenditoriale, che non esclude la possibilità di coinvolgere anche attori e artisti» afferma la Sicignano. «Con questo progetto – continua – portiamo la cultura fuori dai luoghi della cultura, la lasciamo evadere, in attinenza con il titolo della nostra stagione estiva, “Evasioni”». Il teatro quindi non solo come luogo di rappresentazioni, ma diventa un laboratorio in cui gli artigiani hanno riprodotto le macchine del genio di Archimede, esposte al Museo siracusano con la possibilità di essere provate.

IL TEATRO COME BOTTEGA. «Il Teatro Stabile di Catania, grazie a tutti i suoi lavoratori, si è trasformato in una moderna bottega del Verrocchio» racconta la Capizzi. «Andare al museo invece diventa un viaggio culturale dal III secolo a.C. al ‘500, da Archimede a Leonardo: storia, scienza e arte si intrecciano tra loro grazie a collaborazioni come quella con il “Gnu Quartet”, gruppo di musicisti caro anche a Laura (Sicignano, ndr)» anticipa la direttrice del museo.

CULTURA E VIAGGI. «Quando Gabriella Capizzi mi ha detto di voler aprire un museo a Siracusa, ho pensato che non potesse avere successo perché la maggior parte dei turisti si ferma per brevi soggiorni» ricorda Giuseppe Rosano, presidente di Noi Albergatori Siracusa. «In realtà – continua – ho capito che noi albergatori andiamo a braccetto con la cultura, il viaggio è l’essenza della cultura». Non dissimile l’opinione di Ambra Saottini, consulente per l’Hospitality: «Bisogna puntare all’unione tra piccoli imprenditori: accoglienza vuol dire cultura e viceversa. Per questo è auspicabile una buona strategia comunicativa digitale che permetta al turista di avere già un programma definito nel momento in cui arriva in un albergo». Non a caso il progetto della Capizzi gode anche dell’appoggio di Monica Luca, presidente di Confindustria Catania Imprenditoria Femminile, che lo definisce di valore.

LA RINASCITA PARTE DALLA CRISI. Esso è nato nel momento in cui il “Museo Archimede e Leonardo” è stato costretto alla chiusura per la pandemia: «Il lockdown mi ha fatto vivere un periodo buio come un lutto, ho sentito il bisogno di non abbandonare i miei potenziali visitatori. Prendendo spunto da un pensiero di Churchill, che invitava a non sprecare una buona crisi, ho pensato di creare un museo itinerante per andare incontro alla gente». La divulgazione della cultura è un obiettivo comune anche a Paolo Corsini, vice direttore Rai 2: «La Rai è la prima azienda culturale del Paese: molti programmi sono stati dedicati a Leonardo, meno invece ad Archimede, ma provvederemo».

IL RICORDO DI ARCHIMEDE. Il timore che il genio siracusano potesse essere abbandonato all’oblio era espresso già da Cicerone nel I secolo a.C.: il suo nome infatti è sempre stato relegato nell’ambito scientifico, meno in quello storico-culturale. Uno storico quale Gastone Saletnich, che rientra nel comitato tecnico-scientifico del museo, se ne è lasciato affascinare: «Da medievalista non mi ero mai occupato molto di Archimede, ma lo storico che sa di non sapere si incuriosisce. Questo mio studio sul genio matematico è come una nemesi per me: bocciato quattro volte in matematica, ho scelto di studiare storia e ora mi ritrovo a conoscere il genio della geometria».

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