Disegnare su un taccuino i luoghi visitati, come in un moderno Grand Tour, che oggi rivive su Internet, tra pagine flickr e social. Quelli dell’ecuadoriano Omar Jaramillo sono veri e propri diari di viaggio. A farvi capolino sono l’India, gli Emirati Arabi, Zanzibar, il Canada e anche la Sicilia. Nei suoi sketch, realizzati circa dieci anni fa, c’è Siracusa, Noto, ma soprattutto Catania. «Quella nel capoluogo etneo è stata un’esperienza molto importante. Avevo l’impressione che in Sicilia il tempo si fosse fermato e sono rimasto incantato soprattutto dal vedere come fossero stati preservati alcuni lavori artigianali che altrove ho visto quasi sparire con la modernità. Mi sentivo un esploratore, volevo cercare i posti della città e fissarli sulla carta attraverso i miei acquerelli».

DALL’ECUADOR AL MONDO. Nato e cresciuto a Guayaquil, in Ecuador, Omar ha studiato architettura nel suo paese e grazie al suo lavoro ha avuto la possibilità di viaggiare molto, imparando a fare tesoro del suo sguardo da straniero, che gli ha consentito di guardare in modo curioso a ciò che per la gente del posto era diventata normalità. Trasferitosi nel 1999 a Kassel, nella Germania centro-occidentale, dove ha perfezionato i suoi studi architettonici con un Master, Omar si è in seguito stabilito a Berlino, dove oggi lavora come artista, realizzando opere su commissione e tenendo corsi di pittura e disegno. Nella capitale tedesca, complice un ruolo come responsabile erasmus e la frequentazione di molti artisti, ha avuto anche modo di conoscere le lingue, imparando oltre al tedesco l’italiano.

LA CONDIVISIONE DELL’ARTE. Durante i due anni trascorsi in Sicilia, Omar ha lavorato come corrispondente del gruppo “Urban Sketchers”. «Quando li ho conosciuti – racconta ancora – sono rimasto molto sorpreso. Fino ad allora pensavo che disegnare fosse un’attività solitaria, ma poi ho scoperto che ci sono tantissime persone che amano la condivisione. Così se vado in una città, contatto gli artisti del gruppo locale, ci incontriamo, parliamo, disegniamo, facciamo amicizia». L’esperienza è stata raccontata anche in un libro omonimo: “Urban Sketchers”, pubblicato nel 2011.

DAI LUOGHI ALLE STORIE. Dal Teatro Massimo Bellini al Porto di Catania, nei suoi disegni Omar ha saputo rappresentare le bellezze storiche e architettoniche dei palazzi e delle rovine antiche, ma anche gli usi, i costumi e le tradizioni siciliane. «Il fatto è che dietro ogni acquerello c’è una storia. Non si tratta solo di disegnare, ma raccontare qualcosa del posto, un modo diverso di farlo proprio e comprendere meglio l’autenticità della gente che lo popola». Tra questi momenti di «bellezza effimera» da catturare prima che si perdano, anche i festeggiamenti di Sant’Agata, «un’esperienza un po’ mistica» che Omar, munito di taccuino, acquarelli, penne e matite, ha saputo raccontare attraverso il reportage grafico dove «la linea della penna è la struttura e il colore è l’anima del disegno». A finire nelle sue opere, tuttavia, non sono solo i grandi eventi ma anche le scene di vita quotidiana, come la gente al mercato, i volti degli amici immortalati durante un momento a tavola o, più semplicemente, i passanti che si fermano a parlare con la voglia di sapere di più di quegli schizzi che riescono a fermare «l’impressione di un momento fuggito».

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