Organizzare un viaggio: meglio da soli? La nuova frontiera del turismo

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Alcuni tentano di fuggire dalla routine di tutti i giorni, altri sperano di immergersi in avventure indimenticabili che li cambieranno profondamente, altri ancora desiderano dedicare del tempo a se stessi. Qualunque sia la ragione che spinge un viaggiatore a prendere in mano le valigie, coloro che scelgono di farlo senza compagnia nonostante tutte le difficoltà sono in continuo aumento. Con qualche precauzione, ecco come affrontare in solitaria un’esperienza da sogno

Ogni giorno milioni di viaggiatori in partenza, che siano diretti verso una meta spirituale, una città d’arte o una delle metropoli del divertimento, sanno che il viaggio che stanno per intraprendere li cambierà profondamente e sperano di vivere un’avventura stravolgente. Assopiti per tutto l’anno tra il lavoro, gli impegni e il traffico urbano, gli uomini e le donne della società 2.0 affermano con sempre più vigore l’esigenza di esperienze forti che li aiutino a sentirsi vivi. E così c’è chi lascia il posto fisso, chi parte per svolgere attività di volontariato nel terzo mondo e chi decide di prendersi una pausa da tutto ed affrontare un viaggio da solo. Quest’ultima scelta è un trend in forte crescita, come rivela l’indagine condotta da BookYogaRetreats.com secondo la quale il 51% del campione esaminato desidera organizzare la sua futura vacanza da solo. Talmente in crescita da trasformarsi in un lavoro, com’è accaduto per Francesca Di Pietro, Travel Psychologist e Coach nonché responsabile del sito www.viaggiaredasoli.net che raccoglie suggerimenti e testimonianze.

UN’OCCASIONE PER METTERSI ALLA PROVA. Che si rimanga sbigottiti o affascinati di fronte ad una simile idea, ciascuno a questo punto non potrà fare a meno di chiedersi perché scegliere di viaggiare soli. A questo proposito un’intera sezione del sito raccoglie i commenti dei visitatori e le risposte sono molto differenti: si va dalle difficoltà logistiche nell’organizzare un viaggio con amici che hanno bisogni diversi dai nostri, all’esigenza di fuggire dalla realtà, mettersi alla prova, conoscere nuove persone, non avere testimoni! Insomma, viaggiare da soli nella maggior parte dei casi si trasforma in un’occasione per fare ciò che non avete mai fatto e non pensavate di poter fare.

DA SOLI USANDO LA TESTA. Adrenalina a parte, chi opta per un turismo solitario deve affiancare al coraggio una buona dose di saggezza. Per prima cosa è fondamentale scegliere con lungimiranza la meta, tenendosi costantemente informati sulle zone a rischio per mezzo di siti affidabili come quello della Farnesina, http://www.viaggiaresicuri.it, conoscere le sedi dell’ambasciata italiana all’estero e i numeri d’emergenza. È utile inoltre pianificare dettagliatamente il proprio viaggio per evitare brutte sorprese, senza che questo però conduca ad un’estrema rigidezza. Ciò che più si ama di un viaggio è l’inaspettato! È fondamentale avere un’assicurazione medica per evitare inconvenienti o conti salati ed accertarsi dell’esigenza di eventuali vaccini. Meglio portare con sé sia una carta di credito che una carta di debito ed avere modiche cifre in contanti, così da esser certi che nulla potrà contrastare questa solitaria vacanza. Per le molte donne che scelgono oggi questa forma di viaggio diversi sono i siti che offrono consigli e soluzioni come women-traveling.com, dedicato alle Travelling Women e viaggiandogo, che offre pacchetti rivolti specificatamente a questa fetta di pubblico. Se nonostante questi supporti si avesse ancora qualche dubbio sulla disponibilità di risorse finanziarie, una grande quantità di blog sul low cost vi aiuteranno a superare anche questa difficoltà. Quindi non vi resta che chiudere gli occhi, trascinare il dito sulla cartina e scegliere la vostra prossima meta da scoprire, da soli naturalmente.

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