Perché i creduloni in Sicilia sono definiti degli “ammùcca lapùni”?

Il modo di dire, che si è conquistato anche una pagina Wikipedia, conta diverse varianti come  “mucca lapuni” nel messinese o “muccalàpi”, attestata nella zona di Gela, in provincia di Caltanissetta. Il significato, comunque, è uguale dappertutto e designa un individuo incapace di distinguere il falso dal vero, semplice da impressionare e da convincere di una determinata versione dei fatti

Tutti noi conosciamo almeno una persona ingenua, ma così ingenua che crederebbe a qualunque fake news o rivelazione di gossip, che non riuscirebbe a sventare una bugia nemmeno di fronte all’evidenza e che non dubiterebbe mai della buona fede di chi la circonda. In Italia, con una parola comprensibile da nord a sud, potrebbe essere definita credulona; nelle singole regioni, invece, trova delle corrispondenze più metaforiche.

LE VARIANTI. In Sicilia, per esempio, ci si riferisce a questa caratteristica tipica di chi è un po’ naïf anche da adulto con l’espressione “ammùcca lapùni”, che talvolta si trova scritta come se fosse un’unica parola e che esiste anche nelle varianti “mucca lapuni” nel messinese o “muccalàpi”, attestata nella zona di Gela, in provincia di Caltanissetta. Il significato, comunque, è uguale dappertutto e designa un individuo incapace di distinguere il falso dal vero, semplice da impressionare e da convincere di una determinata versione dei fatti.

DENTRO IL SIGNIFICATO. Se qualcuno si meraviglia al punto da rimanere a bocca aperta, infatti, è plausibile che finisce per ingoiare (ammuccare) perfino un calabrone (lapuni) o un’ape. Questa prima spiegazione del detto è affiancata da una seconda altrettanto verosimile, che parte da un presupposto leggermente diverso: chi è facile da abbindolare, infatti, potrebbe convincersi dell’innocenza di una determinata azione e persuadersi perfino a mangiare qualcosa di dannoso, senza rendersi conto del danno che è in procinto di procurare a sé stesso.

UN MODO DI DIRE ORMAI  FAMOSO. Chi si fa propinare qualunque sciocchezza come vera, d’altronde, non solo rischia di farsi finire fra le fauci sprovveduti e malcapitati animaletti alati, ma perfino di rimetterci e di finire in qualche modo nei guai. Ecco perché a lasciarsi incantare da storie ai limiti del surreale si rischia di essere apostrofati così, ora bonariamente e ora con più serietà e apprensione, con un modo di dire che per la sua originalità si è perfino guadagnato una pagina dedicata su Wikipedia.

 

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Traduttrice di formazione, nonché editor, correttrice di bozze e ghostwriter, Eva Luna Mascolino (Catania, 28 anni) ha vinto il Campiello Giovani 2015 con il racconto "Je suis Charlie" (edito da Divergenze), tiene da anni corsi di scrittura, lingue e traduzione, e collabora con concorsi, festival e riviste. Ha conseguito il master in editoria di Fondazione Mondadori, AIE e la Statale di Milano, e ora è redattrice culturale - oltre che per Sicilian Post - per le testate ilLibraio.it e Harper’s Bazaar Italia. Lettrice editoriale per Salani, Garzanti e Mondadori, nella litweb ha pubblicato inoltre più di 50 racconti.

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