Ad Aci­ca­stel­lo ri­na­sce
la sto­ri­ca piz­ze­ria “Jo­ni­ca” det­ta “Ai Ces­si”

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A prenderla in gestione tre giovani imprenditori siciliani: «La nostra sfida è quella di venire incontro alle esigenze dei clienti del 2020, mantenendo al contempo la tradizione». Il menù? «Lo abbiamo rivisitato ma non mancano i “classici”»

È sempre una grande responsabilità ereditare un locale storico preservando il delicato equilibrio tra rispetto della tradizione e la freschezza di un percorso nuovo.  Una sfida raccolta con sicurezza dai tre giovani siciliani che si apprestano riportare la pizzeria “Jonica” di Acicastello – chiamata amichevolmente “Ai cessi” dagli avventori locali per via della sua vicinanza ai bagni pubblici di via Cannizzaro – al suo massimo splendore.

Il forno

«La nostra è una tipica pizzeria di una volta, arredata con estrema semplicità con sedie, tavoli e forno. Uno stile schietto che è stato anche la chiave del suo successo», spiega Marco Rosso, nuovo titolare insieme a Giuseppe Sbriglione e Giuseppe Minichello, che questa sera (lunedì 23 dicembre) inaugurerà ufficialmente la nuova gestione della pizzeria con cucina con un evento a base di musica dal vivo e degustazione di alcune specialità.

«Questo luogo è considerato quasi “sacro” dai suoi clienti e non è stato facile apportare modifiche e capire dove intervenire. Abbiamo allargato la proposta rispettandone la storia»

Oggi rinnovarla con un progetto nuovo significa anche aprirsi alle richieste dell’esigente clientela del 2020, sia a livello di estetica sia come proposta. «Abbiamo cercato di fare tutto nel rispetto di questo posto, considerato quasi sacro dai clienti che sono sinceramente affezionati, e non è stato facile apportare modifiche e capire dove intervenire. Abbiamo cercato di allargare la nostra proposta senza stravolgere quello che è stato fino a oggi, rispettando la storicità del posto».

L’insegna storica della pizzeria

«Innanzitutto abbiamo lasciato intatto il simbolo de “Ai cessi”: il forno che sforna pizze da cinquant’anni rimarrà in bella vista al centro della pizzeria. Abbiamo anche salvato la vecchia insegna, ora esposta nel cortiletto interno. Mentre quella nuova, che riporta la scritta “Ai cessi”, ci identifica senza possibilità di equivoco».

Anche il menù ha subito delle variazioni, pur mantenendo le ricette storiche. «Qui inizialmente si servivano polli, così abbiamo inserito un galletto in onore di questa tradizione. Non potevano mancare i classici antipasti come i fritti (arancini, crocchette, anelli di cipolla) e pietanze siciliane come hamburger e tagliata di carne».

«La pizzeria ci ricorda di quando eravamo ragazzini e uscivamo con il gruppo di amici di Acicastello.  Alla famiglia Bonaccorso e alla signora Pina, siamo legati in modo personale. Quando abbiamo rilevato l’attività abbiamo fatto una promessa»

Gestiscono la pizzeria già da questa estate i tre ragazzi, che da una vita frequentano il locale. Marco Rosso è nato a Napoli ma da anni vive a Catania e sin da ragazzino ha frequentato piazza Majorana, che ogni estate viene allestita con tavoli che si riempiono di famiglie e turisti. Giuseppe Sbriglione, come il collega classe 82, è nato e cresciuto ad Acicastello, mentre Giuseppe Minichello a 28 anni è il più giovane del trio. Ha frequentato l’istituto alberghiero, ha vissuto a Tenerife e come i due soci ha scelto di investire sul campo della ristorazione, con esperienze anche in ristoranti stellati.

«Per noi è un posto della memoria. Ci ricorda di quando eravamo ragazzini e uscivamo con il gruppo di amici di Acicastello.  Alla famiglia Bonaccorso e alla signora Pina, siamo legati in modo personale. Le abbiamo promesso che avremmo mantenuto le tradizioni del locale che la sua famiglia ha gestito per cinquant’anni, dal 1966».

È una donna d’altri tempi Pina e ci teneva che la pizzeria fosse presa in gestione da qualcuno di Acicastello, vicino alla storia del locale e legato da un affetto sincero alla famiglia Bonaccorso, che resta proprietaria dell’immobile. «Ha rifiutato tante offerte – confessano i giovani imprenditori – anche da grandi nomi del settore che le avrebbero garantito lavoro, perché avrebbe voluto dire dare un colpo di spugna e cancellare la storia della pizzeria». Che, invece, grazie a tre siciliani che hanno deciso di credere e investire sul proprio territorio, resterà nella memoria e nei sapori della tradizione.

Questo articolo pubbliredazionale è stato curato della Sicilian Communication SRL

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