Se andare in vacanza è un’impresa: la tragicomica estate di uno studente siciliano

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La sessione estiva si è appena conclusa e già gli esami di settembre incombono sulle sue speranze di avere un po’ di relax. E mentre i suoi amici propongono le mete e le attività più disparate per animare il mese di agosto, non trovando mai un accordo, l’universitario medio, già in ansia, non può fare a meno di pensare a quanto la stagione del Solleone sia incredibilmente breve

Da calendario, si sa, l’estate comincia il 21 giugno. Da calendario accademico, invece, questa stagione viene in pratica saltata a piè pari. Lo sa bene lo studente universitario, specialmente se siciliano, che si ritrova l’ultimo prolungamento dell’ultimo appello dell’ultima materia da superare prima del Solleone nel tardo pomeriggio del giorno 29 luglio, e che poi riprende con il primo appello del primo corso della sessione autunnale fissato per le 8 del mattino del 2 settembre. Una volta accettata l’amara verità, l’universitario medio non ha molta scelta: festeggia l’ultimo voto positivo di luglio organizzando una serata in compagnia con gli stessi amici che, per clausura da ripasso, non aveva più incontrato dopo il ponte del primo maggio.

Dopo la prima oretta di relax davanti a un cocktail annacquato in un bar zeppo di adolescenti su di giri e da cui il mare si vede meno del previsto, arriva però la domanda di rito: «Vi va di organizzare una vacanza last-minute tutti insieme ad agosto? Tanto con gli esami abbiamo finito, no?». Certo che abbiamo finito, vorrebbe rispondere lo studente-tipo, se non fosse che per non essere bocciati a un orale da 12 crediti ai primi di settembre bisognerà tornare a studiare già da domani. Non lo dice ad alta voce, però, perché sa che, a sfidarle ad alta voce, le sfighe si avverano. Così annuisce con scarsa convinzione e rilancia: «Dove andiamo?».

Il prosieguo della serata è presto detto: tutti su TripAdvisor, Skyscanner o AirBnB, a controllare a mo’ di tetris combinazioni improponibili per destinazioni altrettanto dubbie. C’è chi vorrebbe optare per la Groenlandia, così da festeggiare il Ferragosto sotto la neve, e chi preferirebbe l’aria condizionata di un hotel a Dubai. C’è chi suggerisce un’isola caraibica a un gruppo di venticinque coppie accasate da dieci anni e chi prova a fare l’alternativo mettendo a disposizione tenda e sacco a pelo per avventurarsi in Namibia fra leoni e zebre in un safari muori-da-te. Il risultato è che mettersi d’accordo sembra impossibile. «Ma il resto del mondo dove va, quando organizza un viaggio?» chiede qualcuno con aria disperata. Ed eccolo lì, il problema di fondo: il resto del mondo va in Sicilia, ma lo studente siciliano per sua sfortuna gioca in casa.

Il temerario di turno prova dunque il salto dell’ostacolo e propone una gita fuori porta dentro l’isola. «Tanto, da noi, c’è l’imbarazzo della scelta». E in effetti uno preferisce il mare per ovvie ragioni, l’altro la montagna per motivi complementari. Uno vuole andare per musei, l’altro per discoteche. Uno non vuole guidare, l’altro soffre il mal d’autobus. Uno ha gli zii a Palermo che potrebbero ospitare la comitiva, l’altro a Ragusa. Uno ha promesso alla fidanzata che sarebbero stati da soli per tre settimane e un altro l’ha promesso alla madre, cosicché le ore e i drink passano senza che si riesca a venirne a capo, dato anche che attraversare la regione richiede il doppio dei soldi e dell’organizzazione mentale di una crociera nel sud-est asiatico.

È a quel punto che l’universitario mormora: «Ragazzi, lasciamo che le cose vadano come devono andare. Magari domani a mente fresca qualcuno di noi ha una buona idea e la scrive su WhatsApp, che dite?». Si finisce quindi per riparlare del più e del meno, poi ciascuno torna a casa propria e maledice il surriscaldamento globale che non gli farà chiudere occhio fino alla notte di Natale. Nell’insonnia accompagnata da un canto di zanzare, fantastica sulle città che non ha ancora mai visto e sui fondali oceanici della Barriera Corallina, finché il ritornello della hit spagnola dell’anno non fa illuminare all’improvviso il display del suo cellulare.

Sono già le sette e trenta del mattino e un promemoria riporta a galla un paio di impegni imminenti: sta per uscire il nuovo bando per la borsa di studio e bisogna compilare la domanda online entro 13 ore, pena l’esclusione dai benefici fino alla settima generazione; c’è da inviare un’e-mail a tre professori per sollecitare la convalida di loro parziali sul libretto, dato che sono già passati nove mesi dalle prove scritte; le prime centoventisette pagine del manuale di settembre sono da iniziare a leggere entro le otto e un quarto, se non si vuole restare indietro col planning quinquennale; e prima dell’ora di cena vanno acquistati due nuovi evidenziatori fluorescenti per sottolineare rispettivamente aggettivi qualificativi e sostantivi inanimati. Lo studente-tipo sospira, schiaccia contro il muro l’ennesimo insetto infaticabile e mentre si alza mormora con rassegnazione: «Certo che l’estate passa ogni anno più in fretta, eh?».

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