Ogni settimana sottoporremo al vostro ascolto una playlist di canzoni di artisti siciliani. Brani vecchi e nuovi scelti dalla redazione, ma che potrete indicarci anche voi e, soprattutto, potranno inviarci cantautori, cantanti e band, di qualsiasi genere musicale. Inseriremo i vostri consigli e le proposte musicali all’interno della nostra playlist che sarà pubblicata anche su Spotify e Apple Music.

Potete inviare le vostre proposte (complete di link Spotify e YouTube) all’indirizzo sicilianplaylist@sicilianpost.it

“Terra di meraviglie” Marco Corrao

Cantautore, chitarrista e produttore siciliano presenta una ballad dedicata alla sua Sicilia, isola eterna ed estrema, legata ad una formalità elegante ma a volte vacua. “Terra di meraviglie uccisa mille volte” ed altrettante rinata sotto una dominazione nuova. Sempre sfruttata, come tutte le terre del sud, sempre bastonata ed arsa viva dai suoi stessi figli. Un brano di ampi respiri e intense suggestioni,reso ancor più prezioso dall’organetto di Riccardo Tesi. (Giuseppe Attardi)

“Levante” Francesco Cataldo

Estratto da “Giulia”, secondo album del chitarrista Francesco Cataldo (registrato in quartetto con il pianista americano Marc Copland, il contrabbassista genovese Pietro Leveratto e il batterista statunitense Adam Nussbaum) il brano è una ballad dal sapore mediterraneo che conferma le capacità compositive del musicista siracusano, imperniate su un delicato equilibrio tra melodie cantabili e elementi di vivace originalità. (Giorgio Romeo)

“Na spiranza” TSBluesone

Un incontro tra blues d’oltreoceano e dialetto siciliano nel brano Na Spiranza dell’omonimo album di TSBluesone (Antonio Spina) che con chitarra e armonica risponde alle difficoltà, un sound che esorta al non arrendersi perché esiste “Na spiranza che non va più via”. (Daniela Marsala)

“L’odore della terra” Joel

Un brano delicato e al contempo intenso che affronta malinconicamente il tema delle proprie radici, ponendosi quasi come un interludio a metà della tracklist di “Incendi d’inchiostro”, disco d’esordio di Joel (Giovanni Sorgi) datato 2014. L’artista catanese, che si rifà nella sua produzione alla miglior tradizione cantautorale italiana, è solito affrontare nelle canzoni aspetti della vita quotidiana. Aspettiamo i suoi nuovi lavori. (G.R.)

“Regina” Davide Shorty

Fra le dieci finaliste a Sanremo Giovani, è una canzone d’amore che racconta la storia di una giovane donna che si fa forza di fronte ai traumi e gli ostacoli che la vita le ha posto – e le pone – davanti. Il cantautore, rapper e produttore palermitano unisce la tecnica del rap alle melodie ed armonie del soul, tra Fabio Concato a Pharrell Williams. (G.A.)

“E dove sarai tu” Samuel Pietrasanta

In questo brano il cantautore catanese Samuel Pietrasanta ci accompagna dolcemente in giro per l’Italia, nelle piazze da Noto a Milano, passando per Roma e Firenze, dove ha lasciato una parte di sé, un viaggio intimo tra partenze e ritorni, tra musica e amore.(D.M.)

“Akragas” Aspic Boulevard

I fratelli Marco e Alessandro Barrano, siciliani di nascita, intraprendono un viaggio spazio-temporale sotto il nome di Aspic Boulevard attraverso l’uso massiccio di strumentazione vintage: keyboards e drum machine analogiche, registratori a nastro, circuit bending e soprattutto ingegnosi dispositivi sonori costruiti in casa, fatti con scatole di legno, molle e microfoni a contatto. Altre volte i fratelli Barrano ottengono i loro strumenti a partire da oggetti del quotidiano, giocattoli o vecchie radio. (G.A.)

“Mokarta” Kunsertu

È il cavallo di battaglia della band messinese. Prende spunto dalla Rosa fresca aulentissima di Cielo d’Alcamo. È una serenata siciliana in cui si mescolano jazz e world music. Scritta nel 1989 e inserita nell’album “Shams”, è stata riproposta durante il lockdown in versione live streaming. (G.A.)

“L’ombra della luce” Franco Battiato

Tra le composizioni più mistiche del cantautore di Jonia, il brano è una delicata e commovente preghiera alla luce ispirata dal Bardo Tödröl Chenmo, uno dei testi fondamentali del Buddismo Tibetano che si sofferma sull’intervallo di tempo tra la morte e la rinascita. La composizione, considerata dallo stesso Battiato come l’apice della sua produzione musicale, è stata proposta interpretata anche in una versione in arabo in occasione dello storico concerto di Baghdad del 1992. (G.R.)

“Martina fa la guerra” Cordio

Definito figlio artistico di Ermal Meta (che continua a produrre i suoi lavori), il giovane cantautore catanese Cordio, dopo l’esperienza a Sanremo nel 2018 continua il suo percorso artistico con un EP uscito a marzo 2020 e intitolato “Ritratti post diploma Vol.2”. “Martina fa la guerra” è un brano intriso di suoni acustici ed evocativi che ben si contestualizzano in un indie-pop malinconico, impreziosito dagli inserti sonori e dal tappeto d’archi degli Gnu Quartet. (G.R.)

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