Ogni settimana sottoporremo al vostro ascolto una playlist di canzoni di artisti siciliani. Brani vecchi e nuovi scelti dalla redazione, ma che potrete indicarci anche voi e, soprattutto, potranno inviarci cantautori, cantanti e band, di qualsiasi genere musicale. Inseriremo i vostri consigli e le proposte musicali all’interno della nostra playlist che sarà pubblicata anche su Spotify.

Potete inviare le vostre proposte (complete di link Spotify e YouTube) all’indirizzo sicilianplaylist@sicilianpost.it

“Viva la Vida” Mirko e Valerio

La favola dei gemelli violinisti siciliani continua a incantare il mondo e sbarca oltre oceano, diventando “Violin Twins”, titolo del loro primo album stampato dalla Warner Music. È la fine marzo 2020, scoppia la pandemia e arriva in Italia il lockdown, quando Mirko e Valerio, gemelli quattordicenni di Porto Empedocle, decidono di ingegnarsi per passare il tempo diffondendo la propria musica sul web. Tra i tanti video che i due violinisti pubblicano c’è la cover di “Viva la vida” dei Coldplay. La loro versione, un inno motivazionale di speranza e luce nel momento dell’apice della pandemia da Covid, diventa virale e tocca il cuore delle persone sparse per il mondo, fra cui Chris Martin, leader della band inglese, che vuole conoscere personalmente Mirko e Valerio e li invita ad esibirsi assieme a lui in diretta sui social ufficiali dei Coldplay in un live streaming mondiale avvenuto qualche settimana dopo. Il video raggiunge anche il primo posto in classifica della top ten most popular video sul portale americano di CBS News International e il compianto presidente del Parlamento europeo David Sassoli, scomparso alcuni giorni fa, pubblica un post sul suo profilo ufficiale parlando di Mirko e Valerio in maniera entusiastica. Anche il premio Oscar Penelope Cruz e tanti altri personaggi famosi realizzano post e/o storie su Mirko e Valerio. Tutta questa attenzione porta all’uscita dell’album solo violino “The Violin Twins”: 12 brani, tra canzoni celebri e colonne sonore, rivisitati nel loro stile.

“Santa Madre dell’Umanità” Samuela Schilirò

Torna la cantautrice di origini goriziane e catanese d’adozione. Nel brano, l’artista sperimenta sonorità differenti rispetto alle precedenti produzioni, attualizzando suoni retrò anni Ottanta e miscelando in modo giocoso i suoni classici delle chitarre elettriche, marchio distintivo del suo stile, alle drum machine e ai sintetizzatori. Il vorticoso impianto ritmico vuole rappresentare il senso di ansia e frenesia che permea tutto il brano. «“Santa Madre dell’Umanità” può sembrare una bestemmia e in qualche modo lo è, o forse è semplicemente una preghiera laica», spiega l’autrice. «È la mia fotografia della realtà di oggi: distorta frenetica accelerata confusa intrisa di spettacolare solitudine, in cui non si riesce più a distinguere il reale dal virtuale, in cui l’umanità, nel senso letterale del termine, pare aver sbagliato qualcosa o essere destinata all’estinzione. Il circo dell’orrore che ci circonda sembra passare inosservato o non toccarci minimamente e così quando c’è un uomo che non sa più dove andare, tu ti giri e lasci fare. Un mondo fatto di pose, di giudizi, di razzismo medievale, di facili insulti e facili condanne, di menzogne rese verità assoluta, di paure disfunzionali, talmente contraddittori e paradossali da divenire un carnevale, in cui nessuno vede tocca e sente più nessuno».

“Libera” Acinorev

Veronica, al contrario Acinorev, Muzzio, cantautrice etnea al debutto con un brano autobiografico: un racconto intimo, la storia di un rapporto nato per caso e diventato indissolubile. Un suono caldo e naturale, ricco di influenze e sonorità etniche, che miscela la presenza di strumenti acustici, come l’ukulele e il pianoforte, a quella di sonorità più elettroniche e attuali. La voce sottile e coinvolgente di Acinorev è arricchita da sovrapposizioni ed echi della linea melodica. Lo sviluppo dell’arrangiamento culmina nel suo climax con un ritmo incalzante e poi con una melodia, data dal pianoforte, che si appoggia sull’evocativo battito di un cuore. Nel video la Sicilia si confonde con le Mauritius e Milano, città nella quale vive la giovane cantautrice che non si definisce una cantante e nemmeno una cantautrice, ma un’art singer. Canta da sempre e scrive da quando ha capito che era più economico di fare sedute di psicoterapia. Con la musica Acinorev ha deciso di lavorare e sta studiando per diventare musicoterapeuta. Intanto intrattiene con giochi musicali i suoi due bambini protagonisti nel video.

“Tram” Alisia Jalsy

Classe 99, alle spalle una semifinale a “Italia’s got talent” nel 2017, è considerata l’enfant prodige del pop siciliano. In questa canzone si rispecchiano molti suoi coetanei. La stessa autrice di Monreale scrive delle sue paure e delle sue perplessità sul suo futuro in Sicilia. L’intenzione di trasferirsi per sfuggire dallo stallo in cui molti ragazzi si ritrovano dopo la scuola, il voler conoscere gente nuova e l’accarezzare un cane che simbolicamente rappresenta una situazione nuova e protetta. Alisia che studia composizione al conservatorio di Pescara tira un sospiro di sollievo e con un sorriso confessa che aveva rinunciato al corso di psicologia perché tanto desiderosa di riuscire ad entrare al conservatorio in composizione pop/rock che purtroppo a Palermo non esiste ancora.

“The Way Things Are” A Lemon

Brano estratto dall’album d’esordio, “Green”, del polistrumentista catanese Alessandro Moncada. Un brano synth-pop dai colori psichedelici, che contraddistinguono l’intero progetto e che nasce come un monito. «Questa canzone rappresenta un promemoria» spiega l’autore. «Serve a ricordare a me stesso di “buttarmi” quando c’è qualcosa da fare. È un invito a rischiare, a mettersi alla prova, anche quando ci si sente un po’ inesperti o inadeguati. E ad accettare con stoicismo qualunque conseguenza. Perché, in un modo o nell’altro, le cose vanno come devono andare».

“Non so se posso” Carmelo Piraino

È il brano che dà il titolo all’album d’esordio di Carmelo Piraino: «È una critica sociale che rastrella momenti più disparati di ovvie e vissute vicissitudini di storia contemporanea di un sistema che va al macero», spiega il cantautore palermitano. «Burocrati, politici, cinesi, americani e Vaticano presi di mira senza esclusioni di colpi, il tutto sdoganato in modo leggero e ironico dall’attenuante di dichiarare “Non so se posso dire tutto questo da ubriaco”».

“Maldive ” COL

Secondo singolo del cantautore catanese COL (Angelo Coriolano) con la produzione artistica di Marco Guarniero, Maldive è una canzone da ballare lasciandosi riscaldare dall’estate che vive dentro chi ha lo sguardo ricco di ottimismo (Nella testa mia tutto è possibile, vedo il mare che brilla all’orizzonte e la radio suona, sotto la mia stella buona, canto a squarciagola, il dottore ha detto che Ho le Maldive, dentro di me).

“Aurora boreale” Denso

La musica del cantautore e producer palermitano, al secolo Roberto Giangreco è un perfetto mix fra le sonorità del pop rock statunitense e quelle del nostrano indie italiano. La canzone è una sorta di inno alla vita: «Rappresenta un po’ quel vocale di 5 minuti che mandi a una persona a cui vuoi bene ma che sta passando un brutto periodo», spiega Denso. «È la risposta a quella chiamata di un’amica o un amico che cerca un motivo per andare avanti. In quel momento si aprono due scenari: ci si può far trascinare nella spirale negativa dell’altra persona oppure si può mantenere un ottimismo oggettivo, fermo, che vede, oltre la notte, l’inizio di un nuovo giorno. Mai come oggi l’isolamento è un problema forte, sentito. Ecco, questo brano si rivolge a chi è chiuso in casa, sia fisicamente che mentalmente, e non trova più la forza per uscire a ricominciare a vivere».

“Onirico” Gielle

Nuovo singolo, rapper palermitano classe ’98, all’anagrafe Giorgio Leonardi. «Il brano parla della volontà di voler vivere ogni giorno quanto più intensamente possibile», racconta Gielle. «Lasciare alle spalle il passato senza mai dimenticarlo, perché nel bene o nel male è parte di noi. Nel testo è presente uno sfogo dato da varie esperienze vissute negativamente come relazioni tossiche con ragazze e amicizie apparentemente sincere che tali non si sono rivelate; prendendo coscienza solo alla fine del fatto che fa tutto parte del naturale ciclo della vita. Il significato è quindi quello di voler vivere la perfezione di un bel sogno ma ad occhi aperti»

“Bedo” Blvnt Sinatra, Lucky B e Rollie Roland

Il nuovo singolo del collettivo 92 Empire, gruppo composto dai rapper Blvnt Sinatra, Lucky B e Rollie Roland, nati e cresciuti ad Agrigento; dalla stessa città provengono anche 2ronz e Southern130, i produttori della traccia. Un brano dalle atmosfere leggere ma dal messaggio intenso, una storia di rivalsa, il sogno di una vita diversa che passa per scelte sbagliate, ma spesso forzate. I giovani rapper parlano di un passato di cui non vanno fieri, ma che nel bene e nel male li ha resi chi sono, e dal quale ora vorrebbero allontanarsi per cambiare vita, proprio con il rap. Il termine “bedo” viene infatti utilizzato nel gergo francese per indicare l’hashish, mentre “guedro” si riferisce alla droga in generale; i 92 Empire ne parlano come un mezzo, non la esaltano, vorrebbero anzi potersela mettere alle spalle.

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