Ogni settimana sottoporremo al vostro ascolto una playlist di canzoni di artisti siciliani. Brani vecchi e nuovi scelti dalla redazione, ma che potrete indicarci anche voi e, soprattutto, potranno inviarci cantautori, cantanti e band, di qualsiasi genere musicale. Inseriremo i vostri consigli e le proposte musicali all’interno della nostra playlist che sarà pubblicata anche su Spotify.

Potete inviare le vostre proposte (complete di link Spotify e YouTube) all’indirizzo sicilianplaylist@sicilianpost.it

“Spunta lu Suli” Floriana Foti

Tra world music e jazz, arabeschi mediorientali e colori mediterranei, il nuovo singolo firmato dalla talentuosa cantante e compositrice Floriana Foti, brano pubblicato dall’etichetta TRP Music. Ad accompagnare l’artista catanese, Suzan Veneman (tromba), Denis Pavlenko (sax alto), Daniele Nasi (sax tenore), Pasha Scherbacov (trombone), Tony Hoyting (pianoforte), Andrea Caruso (contrabbasso) e Quique Ramírez (batteria). «È il viaggio di ognuno di noi, tradotto metaforicamente in alba e tramonto che si susseguono in un ciclo continuo ed eterno», spiega l’autrice. «Fra i brani dell’album è quello che più incarna l’idea di rinascita, canto propiziatorio e positività. Tutti elementi che, mi auguro, possano accompagnare al meglio questo mio esordio discografico e i progetti per un nuovo anno». Il tema del videoclip, girato tra la Plaja, Marzamemi e Vendicari, rappresenta un viaggio che inizia alle prime luci dell’alba e si conclude con l’imbrunire del tramonto.

“Cosa ci faccio qui” Folcast & Davide Shorty

Folcast e Davide Shorty in versione puppet, all’interno di varie situazioni: in studio, in spiaggia, in città. Le diverse ambientazioni sono la metafora del concept legato al pezzo: viviamo una vita frenetica, tra i mille impegni quotidiani, che alla fine, dopo tutto il caos resta solo una domanda: “Cosa ci faccio qui?”. «Trovo che io e Folcast siamo due artisti complementari, veniamo da due mondi così simili. Il soul e il funk sono linguaggi che ci hanno cresciuti», commenta il cantautore palermitano. «Esserci trovati in studio con Tommaso Colliva, che parla esattamente la nostra stessa lingua, ci è sembrato come tornare a casa nonostante fosse la nostra prima collaborazione a tre. La canzone è nata come una conversazione tra amici di vecchia data che si fanno domande esistenziali, consigliandosi e scambiandosi energia, aspirando ad essere la versione migliore di sé stessi nel presente. Pura gratitudine sotto forma di groove».

“Una musica anche domani” Pippo Pollina

È la canzone che apre l’album “Canzoni segrete” del cantautore che ha scelto di vivere a Zurigo. Il disco racchiude le riflessioni dell’artista in merito alle esperienze fatte e ai tempi che cambiano: l’età che avanza, i figli che se ne vanno da casa, gli addii e le possibilità che emergono quando la vita vira bruscamente. «Sto per toccare il traguardo dei 60 anni, e sono in un luogo nel tempo in cui molto sta cambiando», racconta Pollina. «I primi amici ci salutano, così come i genitori. È ora di cominciare non solo a fare il punto, ma anche di prendere coscienza delle nuove domande che ora si prospettano. I capelli cominciano a ingrigirsi, i figli sono volati via dal nido, le prospettive cambiano. Prima di tutto, però, ritrovarsi di nuovo significa dire addio alla vita come l’hai vissuta fino a qui. Prima si trova la pace, poi si passa ad affrontare nuove esperienze e obiettivi. Questi non saranno gli stessi di quando avevi 30 anni. Per molte persone, questo periodo implica nuove relazioni, per qualcuno forse una nuova famiglia. Non siamo più gli stessi di prima». Del brano manca la versione digitale per scelta dell’autore che non ha voluto la pubblicazione del nuovo album sulle piattaforme di streaming, ma soltanto su cd e vinile.

“Per un po’ di metadone” Seryo

È la seconda vita di Nicola Cavallaro, catanese classe 1991. Con il suo nome di nascita, dopo aver servito nel corpo dei paracadutisti della Folgore dell’esercito italiano e dopo gli studi universitari, si è dedicato alla sua passione più grande, la musica. Nel 2017 partecipa alle blind audition di The Voice Francia, conquistando l’approvazione dei quattro coach del programma e il pubblico francese che, grazie al televoto, lo porta in finale. Il suo primo album, “Monster” esce nel 2018 e arriva in vetta alle classifiche di vendite francesi. L’anno successivo, Nicola partecipa ai casting di X Factor Italia, arrivando alle fasi finali dei live.  Quest’esperienza e le tante ore trascorse in studio negli ultimi mesi lo hanno portato a lavorare molto su se stesso e sulla propria musica. Nasce così Seryo, un nome d’arte che porta con sé un nuovo progetto discografico firmato con l’etichetta indipendente Apollo Records. Le capacità cantautoriali, la voce potente e graffiante, il background soul e blues, la consapevolezza acquisita e la continua sperimentazione di sonorità urban e underground sono le basi su cui si fonda il nuovo mondo musicale.

“Ti ti ti” Angelo Daddelli & I Picciotti

La musica della tradizione siciliana sbarca all’Expo di Dubai con i concerti di Angelo Daddelli & i Picciotti al Padiglione Italia. Il gruppo riprende così la propria attività live all’estero, dopo l’uscita del primo omonimo disco. Una vocazione quella dell’export dell’autentica cultura siciliana nel mondo che Angelo Daddelli vive come una vera e propria missione: «È una forte emozione intraprendere questo viaggio verso Dubai per diversi motivi; in primis per l’importanza della ripartenza delle attività culturali. E poi la cosa a cui teniamo moltissimo, suonare e rappresentare la Sicilia all’Expo, cantando in lingua siciliana e portando con noi alcuni strumenti caratteristici di questa terra. Eseguiremo alcuni canti popolari rivisitati che contengono melismi che nel nostro canto derivano dai canti arabi ed ellenici, cantarli nel mondo arabo è un motivo troppo forte e intenso per poterlo descrivere fino in fondo». L’orchestra dei Picciotti per l’occasione sarà così composta: Angelo Daddelli (voce, chitarra, marranzano e friscaletto), Nino Nobile (mandolino), Marco Macaluso (fisarmonica), Angelo Battaglia (contrabbasso) e Simona Ferrigno (tamburello).

“Sotto la Luna” Virginia

C’è un po’ di Sicilia fra i ritmi latini di questa canzone scritta dal messinese Giuseppe Santamaria, che insieme a Giuseppe La Spada, firma testo e musica affidati alla voce della nipote di Iva Zanicchi. Santamaria, già autore per l’“Aquila di Ligonchio”, quando ha scritto il brano «stavo pensando ad una vocalità ben definita, che avevo in testa. Quando Iva Zanicchi ha ascoltato il pezzo, si è illuminata e ha pensato a Virginia, sua nipote», racconta. «“Sotto La Luna” è nato dalla musica, con un ritornello facile che potesse trascinare: da lì l’idea, di una giovane donna che a piedi nudi, libera e felice, balli sotto la luna. Un’atmosfera magica, per vivere il momento e assaporarne il gusto. Virginia ha interpretato il brano, riuscendo a sorprendere le mie aspettative».

“Saturno” L’Elfo

La serie dedicata all’amore firmata dall’artista catanese L’Elfo giunge al quarto episodio. “Saturno” segue le prime tre uscite, “Insonnia”, “Fragili” e “Scuola” e andrà a comporre i sette episodi del prossimo Ep intitolato “Milord”. Questa volta L’Elfo si trova di fronte a una relazione non con se stesso (come in “Scuola”), ma con una ragazza che per l’artista diventa il centro del mondo. Nel brano si dichiara a cuore aperto, ma ben presto scoprirà che questa relazione somiglia molto più a una dipendenza che a un sentimento sano. Ad accompagnarlo, il sapore di una trascinante ballad pop arricchita da suoni elettronici, su cui L’Elfo mette alla prova le sue rime su ulteriori sentieri sonori, senza porsi limiti.

“Flow sui gradini #1” Louis Dee

È una vera e propria saga ormai giunta al capitolo numero 9 basata su un beat corposo e soul, cavalcato dal flow incalzante di Dee, che esce come un flusso di coscienza. Questo è il rap di Louis Dee. Esattamente come suggerisce il titolo, ci si immagina proprio Louis seduto su gradini in cemento che butta fuori tutto sé stesso in rima, riportando all’ascoltatore sia la street life di Palermo sia i suoi pensieri più intimi.

“Quando l’estate verrà” Caruana Mundi

Band ragusana nata nel 2004 dall’incontro tra Giambattista Maria Rosso, Massimo Martines, Stefano Meli e Ugo Rosso. Primi passi sull’onda dell’etno-rock, poi la svolta “dantesca” di “Angeli, dannati e anime sospese”, liberamente ispirato al viaggio ultraterreno del Sommo Poeta, infine, nel 2018, fanno uscire il loro terzo disco “Biocrazia”. Che è anche la loro ultima traccia.

“La cura” Franco Battiato

Da questo popolarissimo brano del Maestro di Milo è tratto il titolo “Correnti gravitazionali” del greatest hits che uscirà il 4 febbraio, doppio cd e triplo Lp contenenti 30 canzoni scelte in un lasso temporale che va da “L’Era del cinghiale bianco” (1979) a “Torneremo Ancora” (2019), ultimo brano pubblicato dall’artista. In mezzo c’è tutto quello che si potrebbe chiedere a un’antologia che riporti il meglio di Battiato, con la particolarità di offrire le tracce in versioni remixate negli ultimi anni dall’artista stesso.

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