Slow food alla siciliana:
il successo delle lumache,
le perle delle Madonie

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L’innovazione dalla tradizione: è l’elicicoltura, l’allevamento a scopo alimentare delle chiocciole. L’idea di rilanciarle sull’isola è venuta ai fratelli Michele e Giuseppe Sansone che, coadiuvati dall’esperto di marketing Davide Merlino, hanno creato un nuovo metodo per ottenere in pochi mesi il prelibato caviale di lumaca

E se invece di allevare mucche, maiali o pecore ci si dedicasse alle chiocciole? L’idea potrà apparire un po’ bizzarra eppure i fratelli Michelangelo e Giuseppe Sansone, coadiuvati dall’amico Davide Merlino, l’hanno trasformata in una realtà imprenditoriale, coltivando le lumache sulle Madonie. Incontro tra tradizione e innovazione, l’elicicoltura, l’allevamento delle chiocciole a scopo alimentare, «in pochi anni è diventata una nuova eccellenza che arricchisce il patrimonio culinario siciliano, con eco a livello nazionale», spiega Davide Merlino, responsabile Marketing e Comunicazione di quella che è dal 2014 un’azienda, la Lumaca Madonita.

«A proporre l’idea – racconta Merlino -, è stato il mio socio Michelangelo Sansone che lavorava nell’azienda agricola del padre e nell’ambito di un corso di formazione aveva scoperto l’esistenza di una forma di allevamento alternativo: l’elicicoltura». Già nel 2013 l’idea di coltivare lumache ha ricevuto un riconoscimento da Coldiretti, ma ancora cinque anni fa l‘elicicoltura era un campo di tradizione ma poco sviluppato in Sicilia. «Sul territorio – racconta Merlino -, non credo ci fossero altri allevamenti di questo tipo. L’attività era invece molto diffusa nel nord Italia sebbene basata su un sistema obsoleto e impossibile da gestire». Così i tre futuri imprenditori, privi di ampie conoscenze procedono a tentoni e il primo anno si rivela un fallimento. Capiscono quindi che è necessario confrontarsi con le altre realtà europee e iniziano i viaggi in Grecia, Francia e Spagna, dove l’allevamento di lumache è già ben avviato.

IL METODO MADONITA. «Il nostro allevamento ha una peculiarità che è poi motivo della sua eccellenza: il metodo alimentare. Il nostro obiettivo era infatti accorciare i tempi di produzione senza per questo ridurre la qualità del prodotto», spiega Merlino. E i risultati sono stati sorprendenti perché ai tre anni necessari negli allevamenti esteri prima che la lumaca possa essere utilizzata in cucina, si sono sostituiti gli 8 mesi della lumaca madonita. In che modo? «Abbiamo arricchito l’alimentazione – prosegue Davide Merlino -, integrando gli ortaggi biologici con un mangime da noi realizzato a base di cereali, proteine, calcio e vitamine, che costituisce una percentuale variabile, tra il 20 e il 30 per cento, della dieta totale. L’idea di un mangime per lumache proviene proprio dall’estero, dove le condizioni climatiche non permettono la coltivazione di ortaggi ed è quindi necessario trovare un’alternativa».

Da sinistra: Michele Sansone, Giuseppe Sansone, Davide Merlino
Da sinistra: Michele Sansone, Giuseppe Sansone, Davide Merlino

UNA LUMACA PREGIATA. La lumaca delle Madonie non è però una lumaca qualunque e Davide ci spiega il perché. «Le prime lumache le abbiamo acquistate in Francia ma, per questioni economiche, abbiamo creato un incrocio tra queste e le lumache autoctone delle Madonie. Così è nata la nostra lumaca: più piccola, giovane, perché allevata solo 8 mesi, e dotata di qualità esteticamente e organoletticamente migliori». Ma c’è un’altra eccellenza per cui l’azienda siciliana è molto conosciuta, si tratta delle perle delle Madonie. «Siamo stati i primi in Italia a produrre caviale di lumache e proprio per questo raffinato prodotto siamo stati premiati dalla Coldiretti nel 2013».

UN’ATTIVITÀ IN COSTANTE CRESCITA. Nel 2011 Michelangelo, Davide e Giuseppe si rendono conto che la loro azienda è diventata meta turistica per tutti coloro che vorrebbero investire nel settore dell’elicicoltura o ne sono incuriositi. «Abbiamo quindi deciso di occuparci anche di formazione e vendita di materiali per elicicoltori, per offrire una guida a tutti coloro che intendono allevare lumache. Si tratta di una collaborazione vantaggiosa perché noi diamo loro gli strumenti necessari e acquistiamo interamente il loro prodotto, assicurando alle nuove aziende le vendite. Nonostante infatti il nostro allevamento sia il più grande d’Italia, negli ultimi anni ci siamo resi conto che non riuscivamo più a soddisfare totalmente la richiesta», conclude Davide Merlino. Che con la sua azienda ogni anno contribuisce a far nascere 50 nuovi allevamenti di lumache che valorizzano il territorio e lo arricchiscono senza generare gravi impatti sull’ambiente.

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