Come si fa a giudicare l’impatto che un evento ha sulla storia? Sottraendolo alla sua immediatezza. Seguendo la scia di conseguenze e di riflessi – da qui il titolo di questo Speciale – che lascia dietro il suo accadere. In un anno denso di fatti dalla grande portata, di cui si è detto e scritto parecchio, è ciò che il Sicilian Post ha tentato di fare ancora una volta, non accontentandosi di grattare la superficie, ma esplorando con curiosità ciò che di profondo era rimasto nascosto allo sguardo. Un desiderio di ritorno alla realtà che ci anima fin dal primo giorno e che ci ha condotto, nel mese per eccellenza dedicato ai bilanci, a guardarci indietro per ritrovare quei volti e quei luoghi che tanto avevano catturato il nostro interesse. Volti come quello di Zied, un po’ italiano e un po’ tunisino, che rifiuta etichette già logore per affermare una nuova, inaspettata identità che ha i contorni fluidi e irriverenti dei Måneskin; o come quello della senzatetto Ewa, affetta da un serio disturbo mentale e lasciata al suo destino nel bel mezzo del centro storico di Catania. Luoghi iconici come Punta Secca, orfana da quest’anno del Commissario Montalbano (e del traino turistico che garantiva) e preoccupata per un avvenire che si annuncia quantomeno incerto. 

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Un anno particolarmente significativo, quello che ci lasciamo alle spalle, anche sulla scena internazionale, che dal nostro punto di vista privilegiato, glocale ed interconnesso, abbiamo potuto osservare con attenzione. Abbiamo aperto una finestra sull’Afghanistan all’indomani dell’ingresso dei talebani a Kabul, nel ricordo di Maria Grazia Cutuli e della scuola per bambine costruita in sua memoria nei pressi di Herat. Abbiamo aperto uno squarcio sulla questione climatica e sulle difficili decisioni che avrebbero atteso i leader riunitisi a Glasgow per COP26 testimoniando gli effetti devastanti del Medicane che si è abbattuto sulla Sicilia orientale. Siamo stati ai piedi del World Trade Center di New York, a fissare il memoriale dell’attacco alle Torri Gemelle di vent’anni prima attraverso il racconto di Jeff Jarvis, professore sopravvissuto a quell’inferno.

Ma il 2021 è stato anche l’anno degli omaggi ad alcune delle più grandi eccellenze della nostra terra. Abbiamo celebrato il centenario della morte di Nino Martoglio riportando alla luce l’incredibile e rocambolesca storia di un capolavoro perduto per mano dei nazisti. Abbiamo ripercorso le tappe salienti della sfavillante carriera di Turi Ferro, a cent’anni dalla sua nascita. E cento anni ha compiuto anche Leonardo Sciascia, dal quale, in un anno che verrà ricordato per delle sentenze giudiziarie piuttosto discutibili, abbiamo appreso una volta di più a guardare tra le pieghe del potere. Abbiamo dato l’addio al genio inimitabile di Franco Battiato, indagando il suo rapporto di amore-odio con il contesto culturale e politico siciliano. Abbiamo, infine, rivissuto due degli ultimi concerti dell’insuperabile e maledetto trombettista Chet Baker, a Messina e a Catania, prima che la sua vita si spegnesse misteriosamente in un vicolo di Amsterdam. 

Salutiamo quindi il 2021 con questo Speciale che dedichiamo a tutti i nostri lettori. E rinnoviamo nei vostri confronti l’impegno a perseguire un giornalismo autorevole, radicato nei fatti, e mai sazio di porre domande e fare scoperte.

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