Uno slogan per salvare il mondo: Elena, linguista siciliana che studia la pubblicità sociale

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Una volta terminata l’università, la giovane siracusana ha deciso di presentare un progetto di dottorato in studi linguistici e letterari, dedicandosi all’analisi contrastiva delle campagne di sensibilizzazione in Italia e in Francia

Elena ha 26 anni, è nata a Siracusa ma già da sette anni non vive più nella sua terra, un po’ per scelta e un po’ per necessità. «L’idea di lasciare la Sicilia all’inizio mi spaventava un po’, lo ammetto. In fondo, però, sapevo che partire era la scelta migliore e che avrebbe rappresentato un’opportunità di crescita straordinaria», ci racconta riferendosi alla sua scelta di studiare traduzione e interpretazione nella prestigiosa Università di Trieste, che l’ha vista laurearsi con il massimo dei voti in triennale e in magistrale, e iniziare quest’anno un dottorato di ricerca nell’ambito della pubblicità sociale.

ANALIZZARE LA PUBBLICITÀ. «Il mio progetto – ci spiega – verte su uno studio contrastivo tra Italia e Francia. Più in particolare, mi occupo di campagne di sensibilizzazione, di educazione e di varie altre forme di comunicazione sociale rivolte al pubblico da enti sia pubblici che privati, e ne faccio un’analisi del discorso e dell’argomentazione. Da una parte la mia decisione era dovuta alla volontà di esplorare un settore che in analisi del discorso argomentativo è stato ancora poco studiato. Dall’altra, volevo cercare a tutti i costi di conciliare i miei studi con qualcosa di “socialmente utile”: le tematiche trattate dalla pubblicità sociale mi stanno molto a cuore, alcune in particolar modo, e mi sono detta che trovare una congiunzione tra i miei studi e un’attività di pubblico interesse sarebbe stato l’ideale», sono le parole della giovane siciliana.

FRA TRIESTE E PARIGI. Il suo lavoro di tesi l’ha quindi portata a rimanere nel capoluogo del Friuli-Venezia Giulia, dove già da tempo ci rivela di avere trovato una seconda casa: «Sul piano personale lasciare Trieste dopo la laurea sarebbe stato difficilissimo, dato che ho avuto la fortuna di stringere dei legami preziosi al punto da farmi sentire in famiglia anche qui». Fra le sue speranze per i prossimi anni rientra però anche quella di trascorrere un periodo all’estero. «A Parigi potrei condurre con più facilità ricerche sul campo e bibliografiche per quanto riguarda la parte francofona del mio progetto», ci racconta, cosicché il suo intento sarebbe quello di ottenere una cotutela, per fare ricerca in un paese straniero e ottenere il riconoscimento di un doppio dottorato in Italia e in Francia. «Tra l’altro – aggiunge Elena – la possibilità di trascorrere del tempo in una città in cui conferenze, convegni e giornate di studio si susseguono incessantemente rappresenterebbe una straordinaria prospettiva di crescita personale e intellettuale».

IL RAPPORTO CON LA SICILIA. Nel riflettere sul post-dottorato la giovane siracusana ci spiega di non avere ancora deciso che strada intraprendere. «Al momento è già una sfida abituarmi a questo universo del tutto nuovo, per cui non mi sento di pensare troppo al dopo. Di sicuro mi piacerebbe continuare a svolgere ricerca ed esercitare la libera professione come traduttrice ed interprete, ma per il resto si vedrà». Le idee ben più chiare le ha, invece, sulla prospettiva di ritornare nella sua terra: «Non credo che tornerò a vivere in Sicilia, per motivi sia personali che professionali. Detesto i cliché come quello secondo cui al sud va tutto male, ma obiettivamente le possibilità di lavoro nel mio ambito si ridurrebbero tantissimo se tornassi a Siracusa».

L’IMPATTO DELLA RICERCA. Nel chiedersi che impatto potrebbe avere la sua ricerca sulla società contemporanea, invece, la giovane ci confessa di rispondersi con realismo misto a entusiasmo. «Forse è utopistico, ma oltre a capire come vengono costruiti i messaggi in questione, vorrei individuare sia i punti di forza che i punti deboli delle argomentazioni presentate, in modo da proporre io stessa, alla fine, delle strategie argomentative che ritengo più efficaci alla luce dei miei studi. Mi rendo conto che si tratta di un traguardo difficile, anche perché essendo giovane e frequentando ancora il primo anno ho ancora tutto da imparare, ma credo molto in quello che faccio e nel percorso che ho scelto, e mi auguro che questa passione alla fine dia i suoi frutti non solo sulla carta, ma anche nel mondo in cui vivo ogni giorno».

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