«Consapevolezza, spirito di sacrificio e tanta felicità». Con queste parole la siciliana Valeria Raciti, classe ’87, ricorda l’esperienza di MasterChef Italia 2019, in cui si è guadagnata il titolo di vincitrice dell’ottava edizione. A distanza di due anni, l’ex concorrente ci racconta di come la passione per la cucina si sia consolidata giorno dopo giorno, regalandole piccole grandi soddisfazioni. In attesa di coronare il sogno di aprire il suo ristorante in Sicilia, la grintosa chef di Aci Sant’Antonio continua a stupire i fan attraverso i social con delle ricette dai sapori semplici, ma intensi.

Grazie a Masterchef quella che era una semplice passione è diventata per te un vero e proprio lavoro. Ma come è nato il tuo amore per la cucina?
«Dico sempre che lui ad essere nato con me. Sin da piccola, ho vissuto la cucina come la stanza degli affetti in cui trovavo rifugio e conforto. Se dovessi però indicare un episodio in particolare, penserei sicuramente all’odore che si sprigionò dalla pentola in una delle tante occasioni in cui mia nonna preparava la salsa di pomodoro. Quel giorno scoprii che il profumo del pomodoro, che da crudo non mi era mai piaciuto, poteva diventare con un semplice passaggio l’odore più buono al mondo e che in cucina si possono fare dei piccoli miracoli».

Com’è cambiata la tua vita dopo aver vinto MasterChef?
«Le uniche cose che non sono cambiate sono state il mio approccio alla cucina e il rapporto umano con gli altri. È chiaro che la partecipazione a un talent con un tal seguito ti mette a nudo: la gente mi incontra per strada, mi riconosce e pensa in qualche modo di conoscermi. MasterChef mi ha fatto capire che la cucina, nella mia vita, poteva essere qualcosa in più di una semplice passione, e che cucinare per amore non rappresentava un limite ma un punto di partenza per costruire qualcosa di bello. Il fatto poi di vedere le mie capacità apprezzate da professionisti come i giudici del programma, è stato fondamentale per convincermi di avere le giuste capacità per costruire un futuro in cucina».

Quale idea di Sicilia è racchiusa nei tuoi piatti?
«La cucina siciliana è elaborata nella sua semplicità. Sono partita da ciò che conosco, cioè dalla mia isola che è ricca di biodiversità e di prodotti eccezionali. Alla base dei miei piatti c’è la tradizione, che io associo alla soddisfazione che una buona lasagna e un sugo che ha cotto per ore  possono dare al palato. Detto ciò, credo sia altrettanto importante integrare il proprio bagaglio aprendosi anche ad altre culture e influenze culinarie».

Chi è il tuo idolo in cucina?
«Non troverò mai le parole giuste per spiegare ciò che ho appreso da mia nonna, che è stata ed è il mio idolo indiscusso. Per lei, cucinare era la maniera migliore per dimostrare l’affetto che provava per gli altri. Seguendo le sue orme, oggi aspiro a trovare negli occhi delle persone che gustano i miei piatti la stessa espressione che avevo io quando assaggiavo le sue pietanze. Se dovessi invece pensare a un maestro noto a tutti, direi lo chef Antonino Cannavacciuolo, per l’amore e l’attenzione che mette nel mestiere».

Giovedì prossimo ci sarà l’attesissima finale di MasterChef 10. Chi vincerà?
«Mi piacerebbe se vincesse Aquila, un ragazzo sincero così come la sua cucina. Sarei felice anche se trionfasse Irene, perché ritengo che la vittoria le potrebbe restituire sicurezza e autostima. Le loro storie, così come la mia, dimostrano che se fai qualcosa che ami troverai la forza di superare ogni ostacolo. Ecco perché non dovremmo mai rinunciare alle nostre passioni e impegnare ogni giorno a ritagliarci il nostro angolo di felicità».

Che progetti ti attendono nel prossimo futuro?
«Mi piacerebbe aprire una mia attività, o comunque  trovare spazio in una realtà già consolidata ma che mi permetta di esprimere la mia idea di cucina. Spero di potermi stabilire vicino casa, nel territorio acese, e di poter soddisfare le aspettative di chi mi ha incoraggiato a perseguire il mio sogno, mettendo in pratica gli stessi principi che adotto in casa mia, quando cucino per le persone che amo».

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