«Il seme che muore porta frutto»: Don Pino Puglisi e il romanzo che ricorda il supereroe rompiscatole

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A quasi 25 anni dalla sua uccisione, Marco Pappalardo ripercorre in chiave diaristica, in modo da far credere al lettore di essere proprio accanto a lui, la vita e l’impegno del prete di Brancaccio, inviso alla mafia per la sua capacità di ascoltare le persone e di dare loro speranza

Tutti conoscono Padre Pino Puglisi, ma non tutti hanno avuto la fortuna di stargli accanto prima che la mafia lo uccidesse il 15 settembre 1993. Proprio per questo Marco Pappalardo, docente di Lettere presso l’istituto “Majorana-Arcoleo” di Caltagirone e collaboratore di varie testate giornalistiche, ha pensato bene di scrivere un «diario originale» in prima persona a nome di 3P.

IL ROMANZO. Arricchito da pensieri e parole dello stesso prete (evidenziati in corsivo), Padre Pino Puglisi. Supereroe rompiscatole (edizioni Paoline) racconta in chiave autobiografica la vita di questo prete di Brancaccio dalla nascita alla morte compresa, attraverso il punto di vista di chi più volte ha rischiato di essere pugnalato alle spalle, fin quando questa “coraggiosa” mafia non gli ha sparato davvero. 3P se lo aspettava, non voleva morire così, ma era un parroco scomodo per Cosa Nostra: andava incontro alla gente, la ascoltava, le dava speranza, istruzione, futuro! Futuro, una parola che i ragazzi di Brancaccio neppure pronunciavano perché per loro era già stato deciso: quanti giovani costretti ad abbandonare il centro “Padre Nostro”, voluto da 3P, per portare a casa il pane o – meglio – la droga, il denaro sporco. Se è vero che “la migliore parola è quella che non si dice”, allora futuro merita questa qualifica: cambiamento, perdono, generosità, istruzione erano tutto ciò che don Pino offrì e avrebbe voluto ancora offrire ai suoi giovani. «Non è da Cosa Nostra che potete aspettarvi un futuro migliore per il vostro quartiere. Non potranno mai darvi una scuola media per i vostri figli […]. Evidentemente questo fa comodo a chi vuole che l’ignoranza continui»: sono parole di Padre Pino Puglisi che Marco Pappalardo ha significativamente scelto di riportare nel proprio romanzo. 3P «non imponeva la conoscenza, ma la lasciava accadere in te» ricorda Alessandro d’Avenia, citato nel diario.

IL COMMENTO. Come lo stesso autore scrive nella prefazione, la scelta di raccontare la già famosa vita di Padre Pino Puglisi in forma diaristica è volta non solo a renderla ancora più nota, ma anche a far sì che il lettore possa riviverla accanto a lui, immaginando di accompagnare il prete tra le strade dei quartieri palermitani come se fossero amici da sempre. A quasi venticinque anni dalla sua morte, Marco Pappalardo dà nuovamente vita a questo coraggioso prete nelle pagine del suo libro, arricchito dalle illustrazioni semplici e significative di Massimiliano Feroldi e concluso da citazioni e ricordi commoventi di chi ha voluto davvero bene a 3P.

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