Quando la “magia” Disney tocca la Sicilia:
i più bei tributi di “Topolino” all’isola

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Le copertine del settimanale a fumetti dedicate ad Etna Comics, sono il più recente esempio di un connubio che ci ha regalato parodie memorabili di pezzi del nostro immaginario collettivo come “Topalbano” o “Paperopardo”

Dalla Vigata di “Topalbano” alle atmosfere del “Paperopardo”, passando per le copertine che vedono i protagonisti Disney indossare abiti tradizionali e armature da paladini, fino a una vecchia storia in cui Zio Paperone vuole costruire il ponte di Messina, esiste una Sicilia immaginaria, rappresentata all’interno delle pagine di Topolino. Scopriamola insieme.

LE COVER DI TOPOLINO. In occasione delle ultime quattro edizioni di Etna Comics, che ha da poco concluso la sua nona edizione a Catania, la redazione di Topolino ha voluto dedicare alla nostra isola alcune copertine del settimanale. La prima, dedicata al Paperopardo è stata disegnata da Giada Perissinotto nel 2016. Protagonista del 2017 è stato invece il grande maestro Giorgio Cavazzano che ha disegnato in esclusiva per la kermesse un “Paperino Paladino”. «Per realizzare la cover ho passato in rassegna migliaia di pupi sicilani, ma sono molto soddisfatto del risultato. Mi piace pensare a questo personaggio come un “Orlando – Papero”».
La variant cover realizzata in occasione di Etna Comics 2018 è stata invece affidata alla catanese Daniela Vetro, che rifacendosi al manifesto della kermesse di quell’anno, ha disegnato Topolino a cavallo di un elefantino con l’Etna fumante sullo sfondo e il cappello pieno di lapilli. Quest’anno, invece, la cover è stata affidata nuovamente a Giada Perissinotto, che spiega come a ispirarla sia stata proprio la calorosità dei siciliani. «Ogni volta che sono venuta a Catania ho notato quanto i siciliani siano orgogliosi di mostrare le proprie tradizioni. Allora ho deciso di fare una ricerca sui vostri costumi tipici e di raffigurarvi Paperino, in occasione del suo ottantacinquesimo compleanno».

La copertina di Tobalbano e il bozzetto (di Giorgio Cavazzano)
La copertina di Tobalbano e il bozzetto (di Giorgio Cavazzano)

LE STORIE E LE PARODIE. Ma che cosa porta, esattamente, i personaggi Disney in Sicilia? E come viene rappresentata la nostra terra? Senza dubbio, essa è protagonista nelle avventure del Commissario Topalbano, parodia del fortunato personaggio nato dalla fantasia di Andrea Camilleri, che ha talmente apprezzato l’iniziativa al punto di considerare l’omaggio come se avesse «vinto il premio Nobel per la letteratura». A sceneggiare queste storie è stato Francesco Artibani, mentre per i disegni sono stati coinvolti disegnatori diversi per ciascuno dei tre episodi. Topolino e la promessa del gatto è stato realizzato da Giorgio Cavazzano, che ha definito le fattezze del Commissario rifacendosi a quelle del personaggio televisivo interpretato da Luca Zingaretti. I successivi Topolino e lo zio d’America e Topolino e la giara di Cariddi, invece, sono stati rispettivamente disegnati da Giampaolo Soldati e Paolo Mottura. «Per disegnare i paesaggi dell’isola – spiega quest’ultimo – mi sono rifatto ai miei viaggi e ai miei ricordi. Credo che il risultato sia molto buono, e sono felice che Camilleri lo abbia apprezzato. Probabilmente anche lui è convinto che con la presenza su Topolino, il suo personaggio assuma una caratteristica ancora più transgenerazionale».
Il tema delle “parodie” è una tradizione nel fumetto Disney, che ha in Topalbano solo una delle sue espressioni: da I Promessi Topi a Moby Dick, passando per Metopolis, grandi capolavori della letteratura e del cinema sono spesso stati trasposti a fumetti. «La difficoltà maggiore – continua Mottura – sta nel lavorare con protagonisti che hanno un’identità molto forte, come Topolino, Paperino o Pippo, e portarli a recitare altri ruoli. Bisogna stare attenti a non snaturare i personaggi, perché così come sono molto solidi quando rientrano nelle loro caratteristiche naturali, allo stesso modo si indeboliscono enormemente se vengono forzati e gli si mettono in bocca delle battute che non sono le loro». Altra parodia siciliana è quella del Paperopardo, disegnata da Giada Perissinotto e sceneggiata da Marco Bosco. Protagonisti, sullo sfondo di una Sicilia ottocentesca sono Paperone, nei panni del principe di Salina e Paperino, in quelli di Tancredi.

Zio Paperone e il ponte di Messina (illustrazione Giorgio Cavazzano)
Zio Paperone e il ponte di Messina (illustrazione Giorgio Cavazzano)

ZIO PAPERONE E IL PONTE DI MESSINA. Una vecchia storia ambientata in Sicilia risale al 1982. In Zio Paperone e il ponte di Messina, firmata dalla coppia Pezzin – Cavazzano, il papero miliardario ipotizza l’idea di una struttura in corallo che colleghi le due sponde dello Stretto. A rubargli l’idea sarà Rockerduck, il quale costruirà il ponte, salvo vederlo smontare poco dopo dai turisti in cerca di un souvenir. Al di là della trama in sé, a colpire è la contestualizzazione. La storia si apre infatti a casa di Paperino, da dove si assiste a una trasmissione televisiva in cui l’esploratore Lessner dichiara che, «dopo aver scalato il K2 a piedi nudi e attraversato l’Antartide a testa in giù», tenterà l’ardua impresa di «attraversare lo Stretto di Messina su un Ferry Boat di linea, il 1° agosto, giorno di inizio delle ferie». Ad attenderlo, oltre a un bigliettaio fannullone che lo schernisce, saranno migliaia di persone imbrigliate in una interminabile attesa. Tra queste c’è chi si lamenta di aver “perso l’auto tra la folla” e chi di essere in coda da 13 giorni. L’arrivo del traghetto costituisce il culmine della gag, con l’assalto dei turisti alla nave che degenera in rissa, al punto da far chiudere il collegamento alla TV.

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