Una scuola di vita in mezzo al mare: essere bambini nell’isola di Stromboli

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A causa del maltempo l’attività scolastica viene spesso interrotta, lo spopolamento avanza inesorabile e le poche attività ricreative che l’associazione di volontari può organizzare, dalla biblioteca al cinema, rischiano di scomparire a causa dei cavilli burocratici. A risentire di tutto questo sono soprattutto i più piccoli, figli di una terra dal futuro incerto

Crescere in un’isola senza essere un’isola. I bambini che vivono a Stromboli hanno i capelli arricciati dalla salsedine, gli occhi saggi di chi conosce i pericoli del mare e del fuoco, le mani esperte di chi si adatta ai capricci della natura.  E così quando in inverno imperversano le onde e solcarle è impossibile, la scuola resta chiusa e questi bambini imparano che la natura sfugge spesso al controllo dell’uomo. Dietro i grandi insegnamenti che l’isola offre, si nascondono però le paure e i disagi dei genitori, che per i loro figli vorrebbero le stesse opportunità di chi vive sulla terra ferma. «Dal 2011 insieme ad altri volontari abbiamo dato vita all’associazione “Scuola in mezzo al mare” – racconta Carolina Barnao, Presidente del gruppo –  per organizzare attività culturali e ricreative gratuite che coinvolgessero residenti, turisti e frequentatori dell’isola. L’obiettivo è quello di offrire ai nostri figli stimoli che arricchiscano la loro formazione e affianchino l’attività scolastica, come i laboratori di ceramica, giornalismo, informatica, vulcanologia o astronomia». Così quando ad ottobre gli ultimi turisti lasciano Stromboli a bordo dei traghetti diretti a Milazzo, la solitudine si fa più piccola e alcuni habitué dell’isola promettono di tornare per organizzare nuove giochi insieme.

LA BIBLIOTECA IN MEZZO AL MARE. «Nei primi anni siamo riusciti ad organizzare tantissime attività perché i residenti erano entusiasti e siamo riusciti a coinvolgere i tanti frequentatori dell’isola. Parallelamente abbiamo realizzato una biblioteca grazie alle donazioni di residenti, turisti e di alcune case editrici come la Sellerio e la Erickson fino a raccogliere 3.500 libri di cui 800 per bambini». È nata così la biblioteca in mezzo al mare, un luogo in cui la magia delle storie prende vita attraverso letture animate e teatro. Tre anni fa poi l’Associazione ha dato vita ad un museo del cinema, affinché anche la settima arte potesse stimolare la creatività dei piccoli isolani. Oggi però questa bellissima realtà che ha lottato contro lo spopolamento e l’esclusione dell’isola rischia di soccombere. «L’affidamento dei locali in cui ha sede la biblioteca e il museo e in cui si svolgono le attività dell’Associazione è avvenuto nel 2011 per iniziativa del parroco che c’era in quel momento, ma non è mai stata messa nero su bianco. Oggi, nell’ambito di una regolarizzazione dei beni della chiesa sull’isola, siamo stati costretti a sospendere le attività già da un anno e chiudere la biblioteca da aprile, perché la Curia ritiene che i locali non siano catastalmente e urbanisticamente idonei allo svolgimento di queste attività». Carolina e gli altri volontari hanno ottenuto dal sindaco la certezza di una nuova sede, ma i locali comunali dovranno essere restaurati e nel frattempo i bambini di Stromboli saranno privati di quell’unica occasione di arricchimento.

SCUOLA IN MEZZO AL MARE. Nei primi anni l’Associazione si è anche fatta carico di sopperire all’attività scolastica quando questa veniva sospesa a causa del maltempo. «Qui a Stromboli quando il mare non consente i collegamenti con Milazzo la scuola rimane chiusa perché gli insegnanti non hanno l’obbligo di residenza. Fortunatamente i docenti negli ultimi anni si sono impegnati ad assicurare le lezioni, aprendo la scuola anche la domenica nei casi in cui le previsioni non avessero consentito la traghettata nei giorni successivi». A Stromboli inoltre la scuola è garantita fino alla terza media, poi bisogna recarsi a Lipari o nel capoluogo messinese per proseguire gli studi. «L’assenza di alternative al trasferimento per chi intende frequentare le superiori sta generando un notevole spopolamento, perché di solito il figlio più grande si trasferisce insieme alla madre e ai fratelli più piccoli e sull’isola restano solo gli uomini». I traghetti, oltre a non essere un mezzo di trasporto affidabile durante l’inverno, non hanno degli orari adeguati e la tecnologia, che ha abbattuto le distanze tra punti opposti, qui sembra incapace di generare una soluzione. «Samuele ha iniziato l’asilo in una classe di 11 bambini, in prima elementare erano in 9, ha finito la quinta elementare in una classe di 4 bambini e ha iniziato la prima media con un solo compagno» racconta una madre nel docu-film “Scuola in mezzo al mare”, realizzato da Gaia Russo Frattasi per raccontare al grande pubblico la difficile vita sull’isola. Ma c’è una scena tra tutte che colpisce lo spettatore: due bambine, quasi emerse dal mare, siedono sulla spiaggia e l’una chiede all’altra «ma tu non te ne vai, vero?»

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