C’è chi la utilizza dalle parti di Siracusa, chi l’ha imparata dai nonni in provincia di Palermo. C’è chi non la conosce in provincia di Catania, ma ha imparato a capirne il significato grazie all’uso che ne fa chi abita invece in provincia di Messina. Parliamo dell’espressione mandàri (o mannàri, in base alla zona) a carte 48, anche conosciuta come mandàri a carte e 48, andàri (o annàri) carte 48 o andàri a carte e 48.

Si tratta, a quanto pare, di un modo di dire importato dal dialetto napoletano, e che ora è diffuso non solo in Sicilia, ma anche in altre diverse regioni italiane, che oltre a vantare numerose varianti è ancora oggi collegata a un’origine misteriosa, e mai del tutto verificata.

Secondo alcuni studi, infatti, l’origine di questo curioso fraseologismo sarebbe da far risalire ai celebri moti del 1848, già presenti in locuzioni come fare un quarantotto o succedere un quarantotto: la teoria in questione vedrebbe nel 48 il simbolo di una situazione ormai insostenibile, di una goccia che fa traboccare il vaso, e quindi di qualcuno che scatena all’improvviso un putiferio.

C’è poi, però, chi nelle carte del detto riconosce la famosa “regola del 48”, uno stratagemma utilizzato nel gioco di carte della Scopa e che si basa sulla capacità dei più esperti di tenere a mente le carte gettate dall’avversario, attraverso un complicato sistema di conteggi in grado di garantire la vittoria. In tal senso, perciò, mandàri a carte e 48 significherebbe coinvolgere qualcuno in un’operazione lunga, difficile e spesso noiosa.

Infine, c’è chi considera le carte nell’antica accezione di pagine di un libro (basti pensare, per esempio, alle sudate carte di Giacomo Leopardi, che indicavano proprio le pagine dei libri su cui aveva faticato studiando). Secondo questa corrente di pensiero, mandare a carte 48 equivarrebbe a rimandare qualcuno a un punto preciso, ma non facile da trovare, con l’obiettivo di liberarsene e di tenerlo impegnato per un po’.

Quale che sia la verità, attualmente il sintagma viene registrato nella Trinacria con il valore di mandare al diavolo, mandare in rovina, mandare in subbuglio e perfino mandare al diavolo o tirare le cuoia, nel caso in cui si vada a carte 48 anziché mandarci qualcun altro.

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