Vi ricordate il fantasma che insegna a Patrick Swazye a muovere gli oggetti in Ghost, il paziente del manicomio, Frederickson, in Qualcuno volò sul nido del cuculo o quell’uomo alto e in tuta nel videoclip Annina di Max Gazzè? Ad interpretare questi ruoli – accanto ad oltre cento apparizioni tra cinema, televisione e teatro – è stato il caratterista e regista americano Vincent Schiavelli. Ma sapevate che le sue origini sono siciliane?

VERSO LE ORIGINI. Polizzi Generosa ha dato i natali a personaggi come l’autore Giuseppe Antonio Borgese e il dottor Vincenzo Sellaro che fondò un’associazione di mutuo soccorso per i siciliani in America, ma anche al “quasi papa” Mariano Rampolla del Tindaro. Proprio presso la casa baronale di quest’ultimo lavorava come monsù (cuoco) Andrea Coco, il nonno materno di Vincent Schiavelli. Emigrato in America agli inizi del Novecento, nel 1905 Coco sposò la compaesana Carolina Vilardo, giunta un anno prima dal paesino nel parco delle Madonie, e mise radici nel quartiere newyorkese di Brooklyn. In questo contesto – un’atmosfera fatta di colori e suoni della Sicilia, una terra che gli emigrati avevano trasportato dal vecchio continente insieme alla gestualità quasi teatrale che ancora ci caratterizza e distingue nel resto del mondo – una nutrita comunità di polizzani passava il tempo tra una partita a carte presso il circolo della Polizzi Generosa Society di Brooklyn e una battuta in dialetto antico. Katherine Coco, figlia di Andrea, sposò John Schiavelli e nel 1948 nacque Vincent Andrew Schiavelli. 

Dopo aver attraversato il ponte verso Manhattan, dove studiò recitazione alla New York University, Schiavelli intraprese la carriera di attore a Los Angeles. Nel 2003 decise di trasferirsi in Sicilia, nella Polizzi Generosa della quale i nonni Andrea e Carolina gli avevano tanto parlato; un luogo che riconoscerà subito come casa e dove resterà fino alla sua prematura morte, avvenuta il 26 dicembre 2005. Di questo viaggio verso le origini offre una preziosa testimonianza Once Upon a Time in Polizzi, documentario realizzato da Camilla Overbye Roos. Sulle tracce dell’emigrazione di ritorno, circa dieci anni dopo, curiosamente si ritroverà anche il figlio Andrea, invitato a recarsi in Sicilia da Katia Vitale, compagna di Vincent, per ritirare una somma sul vecchio conto del padre (episodio raccontato dal regista Marco Amenta nel doc Magic Island).

PASSIONE PER IL CIBO. Tra gli interessi di Schiavelli anche la gastronomia a cui l’attore ha dedicato quattro libri (oltre a diversi articoli). Tra questi, il volume Bruculinu America – Remembrances of Sicilian-American Brooklyn, Told in Stories and Recipes (pubblicato in Italia da Sellerio nel 2003), all’interno del quale trovano spazio aneddoti ricchi di nostalgia ed ironia, spesso intrecciati al ricordo del nonno. Al titolo del libro è legata anche una curiosa vicenda, che ben riassume le dinamiche dell’epoca: volendo mettersi in contatto con la nonna Carolina, una parente dell’autore inviò una busta recante la dicitura: “Carolina Vilardo, Bruculinu, America”. Benché l’indirizzo non fosse stato indicato con precisione, la lettera giunse comunque a destinazione grazie al passaparola della comunità polizzana. Ricordando come fosse l’infanzia nella Brooklyn dei polizzani, Schiavelli ebbe a  dire: «Crescere in quelle strade era come avere un piede negli Stati Uniti degli anni Venti e l’altro nella Sicilia della metà del Cinquecento».

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