Una rete regionale delle case museo: la recente proposta avanzata dal governo Musumeci ha riacceso la speranza dei siciliani di poter finalmente vedere valorizzate le tante dimore di artisti e illustri protagonisti della nostra storia culturale. Ma quanto è realizzabile, allo stato attuale, un simile progetto? Quali potrebbero essere i luoghi inclusi in questo elenco? E in che condizioni versano? Abbiamo provato a fare una panoramica.

Catania. Partendo dalla parte orientale dell’isola, basta fermarsi a Catania per bussare alle porte di Verga o di Goliarda Sapienza, rappresentanti diversi del secolo breve. Nella centrale via Sant’Anna, ad angolo con la storica via Garibaldi, nacque e morì il padre del Verismo: in una casa che si sviluppa su due piani e oggi divenuta museo, sono presenti due biblioteche con oltre 2600 volumi di proprietà di Giovanni Verga, che vi fece incidere le sue iniziali, e scritti autografi di Capuana e De Roberto. Anche quest’ultimo trascorse gran parte della sua vita a Catania, dove ambientò il suo romanzo principale, “I Vicerè”. In suo onore una targa commemorativa in via Argentina, nella palazzina in cui soggiornò. Sempre nel cuore di Catania a metà ‘900 visse Goliarda Sapienza, la scrittrice dalla vita tumultuosa che restò sempre legata alla sua terra natìa. Nel cuore del quartiere della Civita, “in un budello scuro e senza aria, dove la luce non arriva mai” – per usare le parole delle scrittrice di un “Destino coatto” – visse Goliarda, a cui oggi è dedicata una targa nella piazza di San Berillo dove trascorse la sua fanciullezza. Sempre nel centro storico di Catania, in via Manzoni, nacque e visse lo scrittore e poeta Mario Rapisardi, la cui abitazione reca oggi un’iscrizione commemorativa. 

La provincia etnea. Dalla città alla provincia, non si può non ricordare Vizzini, il comune barocco che diede i natali alla famiglia Verga e dove lo stesso scrittore visse parte della sua esistenza. Il palazzo di famiglia, danneggiato durante la seconda guerra mondiale, domina il centro della cittadina ed è contraddistinto da targhe che ricordano Verga e le creature della sua fantasia, come mastro Don Gesualdo. A meno di 20 km dalla stessa Vizzini in cui vissero i vinti di Verga sorge Mineo, la città in cui nacque il teorico del Verismo Luigi Capuana. Il suo palazzetto è indicato da una targa e il cimitero del paese ospita le sue spoglie. Benché si tratti di una casa museo, l’abitazione non è attualmente visitabile.

Siracusa e Ragusa. Proseguendo nell’itinerario, nella costa orientale siciliana a sud di Catania si trova Siracusa, nel cui centro storico nacque Elio Vittorini. In una lussuosa palazzina del quartiere Santa Lucia una targa ricorda che lì visse la famiglia Vittorini dal 1932 al 1957. Il luogo non è al momento visitabile dal momento che il fabbricato è abitato da 15 proprietari diversi e proprio l’appartamento in cui Elio Vittorini fu residente oggi è in vendita. Da Siracusa a Ragusa, passando per Punta Secca, Scicli, Santa Croce Camerina: luoghi noti a tutti gli Italiani per aver fatto da sfondo in tv alle avventure del commissario Montalbano. Tra le vie e la piazza principale di Scicli la Rai ha individuato i luoghi ideali per rappresentare in televisione la Vigata di Andrea Camilleri, che nella fantasia dello scrittore in realtà coincideva con Porto Empedocle, sua città natale. Peccato che non sia noto in quale casa di via Vittoria lo scrittore ebbe i natali e che la sua ultima residenza non sia visitabile. Dulcis in fundo, il casolare settecentesco in cui lo scrittore trascorse la sua giovinezza, noto come “Casa Fragapane”, è stato abbattuto in quanto rudere in rovina.

La Strada degli Scrittori. Da Ragusa ad Agrigento fino a Caltanissetta: questo il percorso seguito dalla Strada degli Scrittori, itinerario nato da un’idea del giornalista Felice Cavallaro. Dallo scalo di Porto Empedocle la via (SS 640) conduce alla prima tappa girgentina, la casa natale di Luigi Pirandello, nella contrada Caos. Per anni abbandonata a sé stessa, nel 2021 è stata oggetto di interventi di valorizzazione e aperta al pubblico. È andata perduta purtroppo la seconda casa di Pirandello, ad Aragona (Ag), dove si trovava la miniera di famiglia: tra l’erba incolta restano soltanto le rovine di un incendio che offrono riparo ai pastori. Proseguendo il cammino nella stessa provincia si giunge nel comune di Racalmuto, che diede i natali al padre della sicilitudine, Leonardo Sciascia. Quella casa che conserva ancora il letto in cui lo scrittore dormiva oggi è stata acquistata da un privato per evitare che andasse distrutta. Da buon anfitrione, il signor Di Falco permette a turisti e studenti di visitare l’abitazione. L’antica Girgenti è stata patria anche di Antonio Russello, scrittore novecentesco nato a Favara. Rappresentante del neorealismo, una delle sue opere più note è “La luna si mangia i morti”, recensito dal conterraneo Sciascia su “L’Ora”. Seguendo ancora la Strada degli Scrittori si giunge alla Caltanissetta – che Sciascia soprannominò “piccola Atene” – di Pier Maria Rosso di San Secondo, nato nel quartiere di Santa Lucia in una casa oggi non valorizzata.

Palermo e Messina. Pur fuori dall’itinerario ragusano-calatino, non si può non citare Palermo, patria tra i tanti di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Mentre la casa natale del celebre autore de “Il Gattopardo” è andata distrutta a seguito dei bombardamenti della seconda guerra mondiale, la sua ultima dimora, il Palazzo Lanza Tomasi nella Kalsa palermitana è oggi una casa museo e le sue sale ospitano spesso conferenze ed eventi. In questa mappa letteraria, un cenno va anche a Modica, che ospita la casa museo di Salvatore Quasimodo, premio Nobel per la letteratura che qui nacque nel 1901. Tappa conclusiva del percorso è Messina, in cui visse Giovanni Pascoli dal 1898 al 1902. Oggi il suo appartamento al Palazzo Sturiale, in via Risorgimento, è divenuto patrimonio della Regione Siciliana e presto diventerà uno spazio museale interattivo.

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