Non vi sfugge proprio nulla? Addunàrisi è
il verbo che fa per voi

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Il significato di “guardare”, “accorgersi” è certamente il più noto, ma, nel nostro uso dialettale, non è affatto l’unico: dalla cottura del pane al destare sospetti, ecco l’ampia gamma di una delle espressioni più caratteristiche della nostra parlata

A prima vista non ha niente a che vedere con la voce taliàri (lett. guardare), eppure fra i suoi molteplici il termine addunàrisi è anche un sinonimo di questo verbo celebre ormai in tutto il mondo. Fàrisi addùnu, infatti, significa proprio osservare scrupolosamente, con attenzione. Peraltro, basta sostituire fàrisi con dari per arrivare addirittura a una sfumatura secondo la quale si portano gli altri a sospettare di noi, per via di qualche azione o frase di cui è impossibile che non si accorgano.

Entrambe le espressioni sono conseguenza diretta del senso primario di addunàrisi, parola che in dialetto siciliano è innanzitutto corrispettivo dell’italiano accorgersi. Le curiosità, però, non finiscono qui: un pàni addunàtu, infatti, è il pane che si fa cuocere dopo avere controllato a che punto della sia arrivato quello già infornato. E la focaccia addunàta, non a caso, è invece quella che si inforna prima del pane appena menzionato.

Quali sono le origini di un vocabolo così radicato nella tradizione locale dal punto di vista metaforico e perfino culinario? Presumibilmente sono da ricercare nella base latina ad-donare, che si è poi mantenuta in francese, in spagnolo e in alcuni dialetti dell’Italia meridionale, generando le attuali forme s’adonner e adonarse.

A differenza delle altre lingue romanze, però, il siciliano ha una forma con il raddoppiamento consonantico della -d-, attribuibile con ogni probabilità a un’evoluzione parallela avvenuta in area iberica, che infatti ha portato anche il catalano alla manifestazione dello stesso fenomeno di rinforzo linguistico, com’è stato attestato in alcuni documenti risalenti già al XIV secolo.

Al giorno d’oggi, quindi, il verbo conserva diverse sfaccettature e continua a essere curioso dal punto di vista linguistico non solo per ragioni etimologiche, ma anche perché si presta a più varianti di coniugazione. Per esempio, “mi accorgo” per voi corrisponde a “m’addùnu” o “m’addùgnu”?

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