«La terra del caos prima della creazione», è la definizione che ne ha dato il regista e sceneggiatore cileno Raúl Ruiz: parole che della Sicilia rappresentano la matrice pulsante e originaria. Nel nominare questa terra ci troviamo infatti davanti a un luogo complesso e stratificato, che se già nella sua storia, toponomastica, architettura e lingua porta i segni delle culture che l’hanno plasmata, svela il resto della sua ricchezza a partire dal significato dei suoi stessi appellativi.

Sicilia e Trinacria sono le sue due denominazioni ufficiali, quest’ultima dovuta probabilmente alla fusione di treis e di àkra, che potremmo tradurre dal greco antico come tre promontori; il riferimento è ai tre vertici da cui è composto questo fazzoletto di terra triangolare, ma anche per l’appunto alle tre cime del Passero, del Peloro e del Lilibeo, che ne caratterizzano la conformazione.

Si tratta di un sostantivo riferito nel linguaggio comune anche a un’araldica con sfondo rosso e giallo, simboleggianti il coraggio alla ribellione delle città di Palermo e di Corleone durante i Vespri Siciliani del 1282, e che a oggi è lo stemma della regione siciliana: a troneggiare in primo piano è la testa di una Gorgone ornata da tre spighe di grano (per il quale l’isola era nota ai tempi dei Romani), da cui si dipartono tre gambe ispirate a una rappresentazione orientale del dio del sole.

Quanto al termine Sicilia, invece, la derivazione potrebbe attribuirsi all’antico re siculo Sikelòs, sebbene secondo altre fonti il legame sia piuttosto con la radice indo-germanica sik, che esprimerebbe il concetto di crescita. C’è poi chi pensa abbia un nesso con il lemma italico sica, che significa falce e che la descriverebbe come la patria per eccellenza dei falciatori di grano, e chi la collega piuttosto al latino sikus (zucca), di cui la Sicilia è ricca, o all’unione dei termini siké (fico) ed elaia (olivo), altrettanto abbondanti sul territorio.

Quale che sia la verità, i due nomi parlanti restano comunque di grande impatto evocativo, e grazie alle loro numerose e singolari sfaccettature il fascino caotico e primigenio di questo luogo viene amplificato e rinnovato ogni volta che lo si menziona ad alta voce.

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