Cinquanta sfumature di “pruvulàzzu”, la parola siciliana che ha ispirato numerosi modi di dire

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Se il termine è interessante, non è solo per la diversa gamma di significati che assume rispetto alla lingua italiana, quanto soprattutto per le espressioni idiomatiche a cui ha dato vita nel corso dei secoli. Scopriamo insieme le più curiose

Polvere, terra, terriccio, polverone, pulviscolo… Tutti termini che, se tradotti in dialetto siciliano, possono essere definiti con una e una sola parola: pruvulàzzu. Il sostantivo, infatti, racchiude in sé la definizione di minuscole particelle solide in grado di essere sollevate facilmente dal vento, in riferimento a una serie di diversi concetti della lingua italiana. In maniera più immediata rispetto alla lingua nazionale del Belpaese, quindi, nell’isola si è allergici al pruvulàzzu tout court, così come si raccomanda ai bambini di non sollevare pruvulàzzu con la suola delle scarpe.

Se la parola è interessante, tuttavia, non è solo per la diversa gamma di significati che assume, quanto soprattutto per le espressioni idiomatiche a cui ha dato vita nel corso dei secoli. Un termine poliedrico, dunque, che come l’italiano polvere deriva dal latino pulvis-pulveris, trasformatosi gradualmente in pulveri, pruvveri, prulleri, prullazzu, pruvlazzu e infine pruvulàzzu, e che nel linguaggio quotidiano si utilizza in una miriade di situazioni.

Addivintàri pruvulàzzu, per esempio, vuol dire diventare polvere nel senso di morire, con una perifrasi a metà tra il tono popolare e quello poetico. ‘Na pàgghia mi curcu e co’ pruvulàzzu m’antùppu, recita invece un altro detto, ovvero: mi corico sulla paglia e mi avvolgo nella polvere a mo’ di coperta, a simboleggiare la semplicità di modi di chi dichiara così. E ancora: pruvulàzzu di jinnàru càrrica lu sulàru, cioè la polvere della siccità di gennaio riempie il granaio, per rimanere in tema di ambiente contadino.

In un’accezione completamente diversa, invece, fari pruvulàzzu, ossia fare polvere, fuor di metafora indica la capacità di un individuo di farsi valere con gli altri, al punto da rendere polvere chiunque e imporsi con il proprio carisma o con la propria forza fisica. Se si vive in Sicilia o se si visita la regione per un breve periodo, quindi, non è da escludere che si senta nominare questa parola in contesti più o meno formali, motivo per cui risulta indispensabile conoscerne le più recondite sfumature.

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